Silvano, superiore del Monastero di San Serafino di Sarov

Introduzione all’Officio con la Corda di Preghiera

I “Racconti di un Pellegrino Russo”, e più ancora la “Filocalia della Preghiera del cuore”, che ne coglie profondamente l’essenza, ci hanno abituati all’invocazione ripetuta del Nome di Gesù, comunemente nota come “Preghiera del Nome”, o “Preghiera del Cuore” o “Preghiera Esicasta”.
Ma prima che uno di noi abbia raggiunto la sufficiente distanza dalle distrazioni mentali (i “pensieri”, per usare il linguaggio dei Padri) passerà del tempo.
Spesso poi chi vive in diaspora, ossia in paesi a prevalenza eterodossa, non ha una Chiesa accanto e per lui la preghiera interiore viene ad essere completamente avulsa dalla regolare partecipazione al ciclo celebrativo della Chiesa: di qui il rischio di renderla avulsa dallo stesso Mistero di Cristo ossia il pericolo che divenga una specie di “Yoga ortodosso” come qualcuno la ha, non a torto, definita. Ma tra lo Yoga e la Preghiera Cristiana c'è un autentico  abisso, che è l’abisso tra il rapporto con il Dio personale, il Padre, il Figlio ed il Santo Spirito, di un uomo persona, fatto a sua immagine e somiglianza, ed un esercizio ascetico che trova il suo fondamento in un Tutto-Dio panteistico, come il Dio degli Indù o in un Tutto-Nulla come il Vuoto-Nirvana del Buddhismo.
Si pone quindi a chi ha la responsabilità di indirizzare la vita spirituale dei fedeli di rendere praticabile la preghiera al di fuori del contesto in cui è nata. Già la vita del laico non è il contesto in cui la Preghiera pura, come amano chiamarla i Padri è nata – infatti la sua origine è certamente monastica – ed in cui c’è il silenzio, la quiete, la pace necessaria ad una sua pratica fruttuosa. Questo per non  cadere nel circolo vizioso di dire “la preghiera pura ti è preclusa perché non hai quiete (esichia)”  la quale – intesa nel senso spirituale in cui noi ne parliamo - non è assenza di rumori, ma un fatto squisitamente interiore, cioè la capacità di vivere in Dio, in Cristo, la nostra vita, rimettendo nelle sue mani il vissuto quotidiano, senza preoccuparci del domani, perché egli provvede agli uccelli del cielo ed ai gigli del campo: “ Sia fatta la tua volontà così in Cielo come in terra; dacci oggi il nostro pane essenziale “. Avere quiete, significa, sotto il profilo spirituale stare con l’anima in Dio “come un bambino in braccio a sua madre”, per usare le parole del Salmista. E dalla necessità – e dalla possibilità – di questo atteggiamento interiore nessuno è escluso.
Ho quindi pensato di presentare agli Ortodossi Italiani una forma di uso della Corda di Preghiera molto antica, ovverosia la possibilità e la modalità di usarla per recitare l’Officio Divino in mancanza di Libri Liturgici e di regolari Officiature in Chiesa.
Ciascuno potrà così unirsi, senz’altro strumento che queste poche pagine, un comvoschini ed una Bibbia alla Preghiera della Comunità della Chiesa. La sufficiente lunghezza del prolungarsi delle invocazioni lascia spazio alla dimensione contemplativa di questo tipo di preghiera ma la sua strutturazione sulla falsariga dell’Orologhion la lega più intimamente al culto ecclesiale.
E’ evidente che questo uso non esclude l’altro, totalmente libero, della Preghiera, così come le indicazioni che ho dato non sono rigide. Ciascuno può allungare o accorciare gli Offici secondo la sua disponibilità di tempo.
Specie ai principianti però suggerisco di non variare continuamente lo schema. Un ritmo fisso e immutato, così come lo schema fisso delle Officiature, aiuta ad acquisire una dimensione non individualistica della preghiera e contemporaneamente aiuta a darsi una certa disciplina interiore sempre più necessaria in questa epoca dissipata e dissipante.
Spero che questa modesta fatica, ispirata alle istruzioni già in uso provenienti da vari ambienti della Chiesa Ortodossa, monastici e non, sia di aiuto ai fedeli.
A loro chiedo di pregare per me.

Per indicare il numero delle invocazioni mi servo del tipo di comvoschini più usato, quello medio composto da cento nodi divisi in quattro porzioni di 25 nodi ciascuna.
 

Vespro

Per le preghiere dei nostri Santi Padri Signore Gesù Cristo Dio nostro abbi pietà di noi.
Gloria a Te, Dio nostro, Gloria a te.
Re celeste Paraclito, Spirito della Verità, Tu che ovunque sei e tutto ricolmi, scrigno dei beni che doni la Vita, vieni e dimora in noi, purificaci da ogni macchia e salva, o Buono, le anime nostre.

Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi (tre volte)

Gloria al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito, e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.
Tuttasanta Triade abbi pietà di noi; Signore, sii clemente con i nostri peccati; Sovrano, perdona le nostre iniquità; Santo, visita e guarisci le nostre infermità in grazia del tuo Nome.

Kyrie elèison (tre volte)

Gloria al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito, e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.
Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo Nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra; dacci oggi il nostro patte essenziale; e rimetti a noi i nostri debiti, come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori; e non indurci in tentazione, ma liberaci dal maligno.
Kyrie eleison (12 volte)  Gloria al Padre…ora ….

Salmo iniziale

Venite, adoriamo il Re nostro Dio
Venite, adoriamo Cristo nostro Re e nostro Dio
Venite, adoriamo e prostriamoci a Cristo nostro Re e nostro Dio

Quindi 100 invocazioni per il Salmo iniziale:
"Signore Gesù Cristo Figlio di Dio abbi pietà di me peccatore".
Gloria al Padre, al Figlio ed al Santo Spirito. Ora e sempre nei secoli dei secoli. Amìn. Alleluia alleluia , alleluia, Gloria a Te o Dio (tre volte)

Katisma (salmi),

Quindi 300 invocazioni al Signore Gesù (come sopra) per il Katisma del Salterio concluse con Gloria al Padre, al Figlio ed al Santo Spirito. Ora e sempre nei secoli dei secoli. Amìn. Alleluia alleluia , alleluia, Gloria a Te o Dio (tre volte)

Lucernario

100 invocazioni al Signore Gesù
"Signore Gesù Cristo Figlio di Dio abbi pietà di me peccatore"

100 invocazioni al santo o al mistero del ciclo settimanale

La Domenica (tieni presente che il giorno Liturgico comincia col Vespro del giorno precedente)
Gloria alla tua santa Resurrezione* o Cristo

Il Lunedì ai Santi Angeli
Santi Angeli ed Arcangeli* intercedete presso Dio per noi.

Il Martedì al Precursore
Santo Profeta, Precursore e Battista di Cristo* prega Dio per noi

Il Mercoledì alla Deipara ed alla Croce
Gloria Signore* alla tua vivificante Croce

Il Giovedì agli Apostoli ed al San Nicola
Santi Apostoli di Cristo* intercedete per noi (50 invocazioni)
Santo Padre nostro Nicola Taumaturgo * prega Dio per noi (50 invocazioni)

Il Venerdì alla Croce
Gloria Signore* alla tua vivificante Croce

Il Sabato ai Santi ed agli addormentati in Cristo
Santi tutti di Dio* pregate Dio per noi (50 invocazioni)
Riposa Signore* le anime dei tuoi servi (50 invocazioni)

Poi 100 invocazioni al Santo del Giorno: Santo (Apostolo – o Martire, etc.) prega Dio per noi - poi, Gloria al Padre….e ora…100 invocazioni alla Deipara.
Più-che-santa Deipara* salvaci.

+Silvano, l’ultimo dei Monaci
superiore del Monastero di San Serafino di Sarov, in Pistoia

Tratto da: http://www.chiostrosantagostino.it/ortodossia/