DETTI DI

AMMA TEODORA

 

Teodora lasciò il marito per abbracciare la vita monastica. Per non essere seguita da lui, si vestì da uomo ed entrò nell’Oktodecaton, un monastero a diciotto miglia da Alessandria. Solo alla sua morte si scoprì che si trattava di  una donna.

 

1. L'amma Teodora interrogò il papa Teofilo, l'arcivescovo, sul significato della frase: Approfittate dell'occasione.  Questi rispose: «l'espressione si riferisce al guadagno. Per esempio, se qualcuno ti fa violenza, cogli l'opportunità da questo fatto di essere umile e paziente e ne riceverai un guadagno. Così quando patisci un'infamia, cogli l'opportunità di tollerarla e ne trarrai  un profitto e, se qualcuno ti calunnia, ne riceverai un vantaggio con la sopportazione e la fiducia. In questo modo, tutto ciò che è avverso, se noi vogliamo, può diventare occasione di lucro».

 

2. L'amma Teodora disse: «Lottate per entrare per la porta stretta. Come gli alberi, infatti, se non patiscono l'inverno e le piogge, non possono portare frutti, così pure per noi questa vita terrena è simile a un in­verno e non potremo diventare eredi del regno dei cieli se non per mezzo di affanni e di cure».

 

3.  Disse ancora: «È bello passare la vita in raccoglimento: un uomo saggio pratica l'esichia. È infatti una cosa importante il raccoglimento per una vergine, per il monaco e soprattutto per i giovani. Ma bisogna sapere che se uno si propone di vivere così, immediatamente viene il maligno e pesa sull'anima con l'accidia, lo sconforto, i cattivi pensieri, e sul corpo con malesseri, stanchezza, debolezza delle ginocchia e di tutte le membra, fiaccando la forza dello spirito e del fisico. Perciò si sente dire: "Non sto bene e non posso partecipare alla liturgia". Ma se faremo attenzione tutti questi malesseri scompariranno. C'era, per esempio, un monaco che, quando si trattava di andare a messa, era preso da brividi di febbre e mal di testa e diceva a se stesso: "Sto male, prima o poi muoio. Tuttavia, prima di morire, mi devo alzare e devo andare a messa". Si faceva forza con un tale ragionamento, andava a messa e, quando la celebrazione finiva, cessava pure la febbre. Altre volte il fratello ripeté lo stesso proposito di andare a messa e vinse la paura».

 

4. Diceva l'amma Teodora: «Un religioso una volta fu insultato da un tizio e, rivolto a lui, disse: "Anch'io potrei dirti cose simili, ma la legge di Dio mi chiude la bocca".

Raccontò anche che un cristiano in una discussione con un manicheo sul corpo, aveva detto: "Dà una legge al corpo e vedrai che il corpo appartiene a chi lo ha fatto!"».

 

5. Disse inoltre che chi insegna deve essere estraneo alla brama di potere, senza vanagloria, lontano dalla superbia. Non deve sentirsi lusingato dall'adulazione, né farsi abbagliare dai doni. Non deve cedere alla gola, né farsi dominare dall'ira. Deve essere longanime, dolce, soprattutto umile, equilibrato, paziente, premuroso e amante delle anime.

 

6. Disse ancora che la pura umiltà e non l'ascesi, le veglie e nessun’altra fatica servono alla salvezza. C'era infatti un anacoreta che scacciava i demoni e chiedeva: «Che cosa ve ne fa andare? Il digiuno forse?». Essi gli rispondevano: «Noi non mangiamo e non beviamo». Le veglie?». «Noi - replicavano - non dormiamo». «L’ascesi?». «Noi stiamo - ribattevano - nei deserti». «Che cosa dunque - tornò a chiedere - ve ne fa andare?». Ed essi replicarono: «Non ci vince niente, se non l'umiltà». Nota dunque che l'umiltà è lo strumento per vincere i demoni.

 

7.  L'amma Teodora raccontava che c'era un monaco che per la somma di tentazioni che lo opprimevano aveva detto: «Me ne vado di qui». Ma quando fu per prendere i sandali, aveva notato un altro uomo che si metteva pure lui la stessa calzatura e gli chiedeva: «Te ne vai per causa mia? Io però ti precederò dovunque tu ti rechi».

 

8. Le fu fatta una domanda sui discorsi che si sentono in giro: «Come si può, ascoltando ragionamenti mon­dani e comuni, essere solo per Dio, come tu dici?». «Come quando sei seduto a un tavolo - rispose - dove ci sono tanti cibi squisiti, tu ne prendi alcuni, ma senza piacere, così pure se arrivano alle tue orecchie dei discorsi mondani, mantieni il cuore rivolto a Dio e in questa disposizione non proverai piacere nell'intenderli e non subirai alcun danno».

 

9. Disse di un altro monaco che fu provato nel corpo dalla scabbia e dalle punture di tanti pidocchi. Egli proveniva da una famiglia ricca e i demoni gli posero questa domanda: “Come puoi sopportare di vivere così e di fare i vermi?”. Egli però per la sua pazienza ebbe la meglio.

 

10. Uno degli anziani chiese all'amma Teodora: “Alla resurrezione dei morti in che modo resusciteremo?”.  “Noi abbiamo - rispose - per pegno, per modello e per primizia l'esempio di chi per noi è morto ed è resuscitato, Cristo Dio nostro».

 

Tratto da: DETTI DEI PADRI DEL DESERTO - ED. PIEMME  a cui si rimanda per l'approfondimento.