MADRE THEKLA

Badessa del monastero ortodosso dell'Assunzione di Whitby

PREGHIERE DEL CUORE


Preghiera di Gesù: la preghiera segreta del cuore, segreta all'uomo, ma aperta al cuore di Dio


Tutte le preghiere degli Uffici delle feste e delle vigilie sono attinte per lo più alla comune fonte della devozione popolare; esse hanno espresso nel tempo la dottrina della Chiesa, il culto e la venerazione dei fedeli e hanno segnato i giorni e le stagioni dei cristiani. Ora vogliamo parlare di due preghiere molto popolari nel mondo ortodosso, che si recitano individualmente: la preghiera di sant'Efrem, che è una preghiera vocale, e la silenziosa Preghiera del Cuore.

 

La preghiera di sant'Efrem

O Signore e Maestro della mia vita, non darmi uno spirito indolente, importuno, desideroso di potere e vanitoso  nel parlare (profonda prostrazione).

Concedi a me, che sono tuo servo, uno spirito sobrio, umile, paziente e pieno d'amore.

O Signore e Re, concedimi inoltre di vedere i miei peccati e di non giudicare il fratello,  per te che sei benedetto nei secoli dei secoli. Amen (profonda prostrazione).

O Dio, purificami perché ho peccato.

O Signore e Maestro della mia vita, non darmi uno spirito indolente, importuno, desideroso di potere e vanitoso nel parlare. Concedi a me, che sono tuo servo, uno spirito sobrio, umile, paziente e pieno d'amore.

Signore e Re, concedimi inoltre di vedere i miei peccati e di non giudicare il fratello,  per te che sei benedetto nei secoli  dei secoli. Amen (profonda prostrazione).

Questa preghiera ci accompagna attraverso tutta la Quaresima. Viene detta a conclusione di tutti gli Uffici quotidiani ad eccezione della domenica, che resta sempre il giorno della resurrezione, e si colloca fuori di qualsiasi contesto liturgico, in tutto l'anno, come un giorno speciale.

La Preghiera di Efrem è una preghiera essenzialmente monastica: si riferisce alla routine quotidiana del monaco, che trascorre i suoi giorni all’interno di una comunità affrontando le prescrizioni morali e spirituali di un tale genere di vita. Ma non c’è ragione perché questa preghiera non possa essere applicata anche a noi, che viviamo normali relazioni familiari, sociali e di lavoro.
E’ una preghiera di revisione di vita, di pentimento, di giustificazione.
La Preghiera di Efrem è emblematica di un fondamentale orientamento interiore degli ortodossi nei confronti del peccato e del pentimento.
In questa preghiera sono citati alcuni peccati, ma all'interno di una prospettiva antropologica più ampia: noi siamo peccatori. Come uomini decaduti (con il peccato originale) non possiamo essere altro che peccatori. Per questo motivo l'atto del pentirsi esprime un atteggiamento permanente dello spirito. I nostri peccati individuali, peculiari di noi stessi e della nostra vita, sono materia di confessione e di assoluzione: ma il nostro peccato - il peccato dell'uomo decaduto - è sempre con noi. Possiamo solo piegare le ginocchia ai piedi del "Dio di ogni misericordia" e supplicare il perdono.
Noi siamo peccatori. Il peccato ha messo radici in noi, ma non siamo disperati. Cristo, colmo di tenerissima compassione, ha guardato a noi dalla sua Croce e ha spalancato le porte del Paradiso al ladrone che accanto a Lui invocava perdono.

 

La Preghiera di Gesù

Molto è stato detto e scritto sulla Preghiera di Gesù anche in anni recenti. In questa sede vale la pena spiegare, molto semplicemente, la sua natura essenziale. Anzitutto è bene precisare che la preghiera di Gesù non è affatto un esercizio esoterico e, in questo senso, essa non può avere alcun significato per i non cristiani.
La Preghiera di Gesù è la Preghiera di Gesù. Non è un mezzo per evadere dalle preoccupazioni quotidiane e neppure una sorta di training autogeno.
La Preghiera di Gesù è un impegno di vita del cristiano.
Le parole della preghiera sono queste:

“Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore”

Se analizziamo questa formula così pregnante, dove ci porterà il nostro cammino spirituale?

 

SIGNORE

Maestro, uno al quale dobbiamo ossequio sopra ogni cosa. Se Egli è Signore, allora noi gli siamo sottomessi. Signore, nostro Maestro, in terra e in cielo. Questo termine vocativo di apertura è un'offerta di sé e un riconoscimento di inferiorità. Signore, ci inchiniamo davanti a Lui e trattiamo Lui, e tutto ciò che Gli appartiene, con la più grande reverenza. Egli è il Signore, Dio Onnipotente nel cielo e sulla terra.
 

GESÙ

Il suo nome. Vero Dio e vero Uomo. La sua fu una nascita vera e una vita vera: «Quando furono passati gli otto giorni per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima di nascere» (Lc 2,21). Un bambino vero e un nome vero, ma non senza connotazioni divine, il nome, infatti, era stato decretato da un messaggero di Dio.
 

CRISTO

Il Salvatore. Dio fatto carne. Dio prende la nostra carne su di sé per salvarci. E’ tutta una vicenda di salvezza: la nascita, la crocifissione, la resurrezione, la vittoria sulla morte. Si alzarono dalle loro tombe e salirono. Le porte del Paradiso si sono riaperte. Mai più la spada fiammeggiante. Cristo, così a lungo atteso... Cristo rifiutato, oltraggiato, crocifisso. Cristo apice della storia, Signore, Gesù Cristo.
 

FIGLIO DI DIO

Paradosso. Egli é Dio, la Seconda Persona della la Trinità. È il Figlio di Dio. La nostra mente umana limitata non può cogliere e contenere questo Mistero infinito, ma possiamo credere e aver fiducia nella Verità e aprire le nostre menti e i nostri cuori allo Spirito di Verità.  Solo nell'amore della Terza Persona potremo vedere l'Amore. Dobbiamo consegnare tutta la nostra vita alla Verità, una Verità che non può essere provata. Dio, Figlio di Dio, Spirito Santo: Tre Persone in Una.
 

ABBI PIETA’

La preghiera del mendicante, del prigioniero, del servo. Abbi pietà  può solo esprimere un esplicito riconoscimento del proprio stato di sottomissione, ma anche un'acuta e consapevole percezione della propria situazione di pericolo. Chi invoca si rimette totalmente nelle mani di colui da cui spera di ottenere aiuto. Abbi pietà: non faccio alcun  affidamento sui miei diritti. Abbi pietà: io so che in te solo c'è salvezza. Apri i miei occhi. Aiutami ad  alzarmi dal letto. Guariscimi dalla lebbra. Credo  nel tuo potere supremo. Cristo Dio, abbi pietà.
 

DI ME PECCATORE

So di essere un peccatore, soprattutto un peccatore. Ma Cristo, mio Dio, tu hai mangiato con i pubblicani e i peccatori. Tu sei venuto a chiamare me, non il giusto. Il ladrone sarà con te questa notte in Paradiso. So che se mi pento davvero nel cuore, tu mi perdonerai. Dal mio cuore, la preghiera del cuore:

"Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore"

Molto è stato scritto sui modi e le tecniche per dir questa preghiera: sulla postura del corpo, il respiro e altro. Ma la Preghiera è una preghiera personale a un Salvatore personale. Ognuno di noi deve scegliere il suo proprio modo. Tuttavia, se vogliamo inserire la preghiera nel ritmo della nostra giornata, allora può risultare efficace accordare la preghiera con il respiro stesso della vita.
Potremo inspirare pronunciando la prima parte della  formula: “Gesù Cristo, Figlio di Dioed  espirare con  “abbi pietà di me peccatore”.
In nessun caso, questo suggerimento, o qualsiasi altro, dovrà essere assunto come rigida regola di meditazione.
La Preghiera del Cuore è il nostro scudo, è la nostra armatura, nella lotta quotidiana contro il male in noi stessi e contro le tentazioni del diavolo. La preghiera è attiva nel suo silenzio come nessun'altra.

Quante volte al giorno dobbiamo ripeterla? Non c'è risposta a questa domanda. La recitiamo quando e dove possiamo. Se desideriamo recitarla in un particolare momento, al mattino prima di cominciare la giornata, o la sera prima di addormentarci, sarà meglio cominciare con poche ripetizioni, per imprimerla bene e interiorizzarla. Poi, a poco a poco, la preghiera ci prenderà dolcemente e la ripeteremo liberamente. E scopriremo che essa continuerà a risuonare nel cuore nel ritmo dei nostri impegni e durante la notte.
Non mi stancherò mai di ripetere che la Preghiera di Gesù non è un mezzo per abbandonare il mondo. E’ piuttosto un mezzo - se mezzo si può chiamare - di legare la terra al cielo, rifiutando di essere avvinghiati dal vortice del  mondo e dagli eventi, e allargando la nostra attenzione su ciò che è al di là dell'orizzonte terreno.
La Preghiera, come ogni pratica ortodossa, è vera, reale, pratica: «Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto: perché senza di me non potete fare nulla».

Ma forse la più grande gioia della Preghiera di Gesù per ognuno  di noi è una gioia tutta intima e segreta.  Nessuno può sapere quando preghiamo, come preghiamo, e (se possiamo usare questa espressione) con  quale successo.
Preghiera di Gesù: la preghiera segreta del cuore, segreta all'uomo, ma aperta al cuore di Dio.
 

Tratto da Madre Thekla, L'ETERNITA' NELL'ATTIMO PRESENTE - ed. Gribaudi, a cui si rimanda per l'approfondimento.