STARTSI DEL MONASTERO DI VALAMO

INSEGNAMENTI SULLA PREGHIERA DEL CUORE

 

 

 

 

I. MONACO AGAPIO

 

LA PREGHIERA VERBALE

 

"All'inizio la Preghiera di Gesù viene spesso recitata controvoglia e per obbligo. Ma se abbiamo una seria intenzione di sconfiggere tutte le passioni attraverso la preghiera e con l'aiuto della grazia divina, allora, man mano che le passioni diminuiranno con la pratica assidua e perseverante della Preghiera, anche la Preghiera stessa diventerà sempre più facile e attraente.

Nella preghiera verbale dobbiamo cercare in tutti i modi di fissare la mente sulle parole della preghiera, recitandole senza fretta e concentrando tutta l'attenzione sul significato delle parole. Se la mente si distrae con pensieri estranei, dobbiamo riportarla alle parole della preghiera, senza scoraggiarci.

L'assenza della distrazione non ci viene concessa velocemente né quando vogliamo. Arriva solo dopo che ci siamo umiliati e quando Dio decide di concederci questa benedizione. Questo dono di Dio non dipende dalle ore di tempo dedicate alla preghiera né dal numero delle preghiere: sono necessari solamente un cuore umile, la grazia di Cristo e uno sforzo costante.

Dalla preghiera verbale recitata con attenzione passiamo alla preghiera interiore o mentale, la quale è chiamata così perchè in essa la mente è trascinata verso Dio e contempla Lui solo.

 

 

LA PREGHIERA INTERIORE O PREGHIERA DELLA MENTE

 

Per praticare la preghiera interiore è essenziale mantenere l'attenzione nel cuore davanti al Signore. In risposta al nostro zelo e al nostro umile sforzo nella preghiera, il Signore accorda alla nostra mente il suo primo dono: il dono del raccoglimento e della concentrazione nella preghiera.
Quando l'attenzione è indirizzata verso il Signore senza sforzo e ininterrottamente, allora si tratta dell'attenzione concessa per grazia, anche se la nostra attenzione è sempre forzata. Questa preghiera interiore, col tempo e se tutto procede bene, si trasforma in preghiera del cuore: il passaggio avviene rapidamente, sempre che ci sia una guida esperta che ci dia consigli. Quando i sentimenti del nostro cuore sono con Dio e l'amore verso Dio riempie il nostro cuore, allora siamo giunti alla «preghiera del cuore».

 

 

LA PREGHIERA DEL CUORE

 

Sta scritto nel Vangelo: « Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua » (Mt 16,24). Quando preghiamo dobbiamo innanzitutto abbandonare la nostra volontà e le nostre idee e poi prendere la nostra croce, cioè la fatica del corpo e dell'anima, fatica inevitabile nella ricerca spirituale. Essendoci affidati completamente alla provvidenza sempre vigile di Dio, dobbiamo sopportare con gioia e umiltà la fatica e il lavoro, per amore di quella ricompensa che Dio concederà al momento opportuno a quanti si sono dimostrati ferventi. Allora Dio, accordandoci la sua grazia, porrà fine ai vagabondaggi della nostra mente e la fisserà stabilmente nel cuore, assieme alla memoria di Lui.
Quando questa abitazione della mente nel cuore diventa qualcosa di naturale e costante i Padri la chiamano « unione della mente del cuore ». In tale condizione la mente non ha più alcun desiderio di risiedere fuori dal cuore, anzi: se le circostanze esterne o una lunga conversazione distolgono la mente dall'attenzione al cuore, essa sperimenta un anelito irresistibile, un'ardente sete spirituale di ritornare; il suo unico desiderio è di rimettersi nuovamente al lavoro con zelo rinnovato per costruire la sua dimora interiore.

Quando si viene a creare quest'ordine interiore, tutto ciò che è nell'uomo scende dalla testa nel cuore Allora una specie di luce interiore illumina tutto ciò che è in lui e qualunque cosa egli faccia, dica o pensi, la compie con piena coscienza e attenzione. E' in grado di discernere chiaramente la natura dei pensieri, delle intenzioni e dei desideri che gli si presentano davanti, sottomette volentieri la mente, il cuore e la volontà a Cristo, obbedendo con slancio a tutti i comandamenti di Dio e dei Padri. Dovesse deviare da essi anche solo di poco, subito espìa la propria colpa con pentimento e contrizione sinceri, prostrandosi davanti a Dio con dolore non simulato, invocando e attendendo dall'alto con fiducia l'aiuto alla sua debolezza. E Dio, vedendo quest'umiltà, non negherà la sua grazia a colui che lo supplica.

La preghiera della mente nel cuore arriva velocemente per alcuni, mentre per altri il processo è lento. Prendiamo ad esempio tre persone che conosco. In uno questa preghiera è entrata non appena egli ne ha sentito parlare in quell'istante preciso, in un altro è arrivata dopo sei mesi, mentre al terzo dopo dieci mesi; nel caso di un grande staretz essa è giunta solo dopo due anni. Dio solo conosce il motivo di queste differenze.

Sappi inoltre che prima che le passioni siano distrutte la preghiera è di un tipo, mentre è di un altro tipo dopo che il cuore è stato purificato dalle passioni.
Il primo tipo di preghiera è di aiuto a purificare il cuore dalle passioni, mentre il secondo è un pegno spirituale della beatitudine futura.
 

 

Consigli pratici


Questo è quanto devi fare:
se ti rendi realmente conto che la mente è nel cuore e sei cosciente degli effetti della preghiera, dà libero corso a questa preghiera e scaccia tutto ciò che le è ostile; fintantoché continua ad essere attiva in te tu non fare nient'altro. Se invece non ti senti così trascinato, pratica la preghiera verbale con prostrazioni, sforzandoti in tutti i modi possibili di mantenere l'attenzione nel cuore davanti al volto del Signore. Questo modo di pregare infonderà anche calore nel cuore.          
Sii sobrio e vigilante soprattutto durante la preghiera della mente e del cuore. Nessuno è gradito a Dio più di chi pratica correttamente la preghiera della mente e del cuore.
Quando le circostanze esterne rendono difficile la preghiera, quando non hai tempo di pregare allora qualunque cosa tu stia facendo, fai di tutto per conservare in te lo spirito di preghiera, ricordandoti di Dio e sforzandoti in tutti i modi di vederlo davanti a te con gli occhi della mente, pieno di timore e di amore. Cosciente della sua presenza davanti a te, arrenditi alla sua forza onnipotente, penetrante e onnisciente, deponi tutte le tue azioni ai suoi piedi in gesto di adorazione sottomessa, in modo tale che in ogni azione, parola e pensiero tu faccia memoria di Dio e della sua santa volontà.
Questo è, in breve, lo spirito di preghiera. Chiunque ami la preghiera non può fare a meno di possedere questo spirito e, per quanto è possibile, deve sottomettere la propria comprensione alla comprensione di Dio, mediante una costante attenzione del cuore e un'umile, rispettosa obbedienza ai comandi di Dio. Analogamente deve sottomettere i propri desideri e le proprie aspirazioni alla volontà di Dio e arrendersi completamente ai disegni della Provvidenza divina.


Dobbiamo combattere in tutti i modi possibili lo spirito di volontà propria e la tendenza a spezzare ogni giogo. Uno spirito ci sussurra: «Questo è al di là delle mie forze; non ho tempo; è troppo presto perché io cominci a fare così; devo ancora aspettare; i miei doveri monastici me lo impediscono...», e tante altre scuse simili. Chi dà ascolto a questo spirito non prenderà mai l'abitudine della preghiera. Strettamente connesso con questo spirito è quello di autogiustificazione: dopo che siamo stati trascinati a commettere azioni malvagie dallo spirito di volontà propria e siamo perciò tormentati dalla nostra coscienza, allora si avvicina questo secondo spirito e si mette all'opera in noi. In tal caso lo spirito di autogiustificazione usa tutte le astuzie per ingannare la coscienza e per farci credere bene ciò che abbiamo fatto di male. Dio ti protegga da questi spiriti cattivi."

 

 

 

II. IGUMENO VARLAAM

 

"L'Apostolo scrive: « Questa infatti è la nostra gioia: la testimonianza della nostra coscienza » (2Cor 1,12).
Simeone il Nuovo Teologo
afferma: « Se la nostra coscienza è pura, ci verrà concessa la preghiera della mente e del cuore; ma senza una coscienza pura non potremo riuscire in nessuna impresa spirituale »."

 

 

 

III.   IGUMENO NAZARIO
 

 L'Igumeno Nazario (1735-1809) starets al monastero di Sarov, nel 1782 fu mandato dal Metropolita Gabriel  di Pietroburgo a guidare il monastero di Valamo, dove rimase abate fino al 1801.
Al suo arrivo trovò la comunità in una grave situazione di declino e con  pochissimi monaci. Sotto la sua guida il numero dei monaci crebbe rapidamente e la vita spirituale del monastero raggiunse nuovamente un livello considerevole.

 

"Con rispetto invoca in segreto il Nome di Gesù:
                            « Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio abbi pietà di me peccatore »
.
Cerca di far scendere questa preghiera sempre più profondamente nella tua anima e nel tuo cuore.
Recita la preghiera con la mente e il pensiero e non permettere che si allontani un solo istante dalle tue labbra.
Se puoi, accordala con il tuo respiro e attraverso la preghiera cerca con tutte le forze di costringere te stesso ad essere contrito di cuore e a pentirti piangendo sui tuoi peccati. Se non ci sono lacrime, ci sia almeno la contrizione e il lutto nel cuore."