![]()
Non siamo monaci e non viviamo nel deserto. Come possiamo arrivare a praticare la preghiera del cuore?
Le caratteristiche della preghiera del cuore sono tre:

1. È alimentata da brevi preghiere
«Non moltiplicate le parole quando pregate,» ha detto Gesù. Non è facile tenere a mente l'esortazione di Gesù in questa cultura dove ognuno fa a gara per parlare di più.
All'abate Macario una volta fu chiesto: «Come si deve pregare?» L'anziano monaco rispose:
«Non c'è affatto bisogno di fare lunghi discorsi. Basta allungare la mano e dire: "Signore, come vuoi, come sai, abbi pietà di me!" E se la lotta diventa più forte gridare: "Signore, aiuto!" Egli sa perfettamente ciò di cui abbiamo bisogno!»
Più esplicito è Giovanni Climaco: «Quando preghi, non cercare di esprimerti con parole fantasio
se, perché ciò che è irresistibile davanti a Dio è il grido semplice e ripetuto del bambino. Non sforzarti di essere verboso, altrimenti la tua mente sarà distratta dalla ricerca delle parole. Una sola frase sulle labbra del pubblicano fu sufficiente per guadagnargli la misericordia di Dio. Una semplice ed umile richiesta bastò al buon ladrone per ottenere la salvezza! ...»
La ripetizione di una sola parola può aiutarci a discendere con la mente nella profondità del cuore, si può allora ascoltare la voce di Dio che ammaestra, ammonisce, esorta. incoraggia e ci dice «Ti amo di un amore infinito»
La scelta della parola da ripetere dipende dalle circostanze e dalle necessità del momento. È bene però scegliere sempre dalle Sacre Scritture.
La preghiera del cuore deve essere praticata assiduamente e con fedeltà se si vuole gustare la presenza di Dio.
Praticata la preghiera del cuore almeno per venti minuti al mattino, per tutto il giorno la stessa preghiera sarà sulle nostre labbra in tutto quello che facciamo, diciamo e pensiamo.
2. E incessante
Al tempo dei Padri del Deserto, c'era una setta, detta dei Messaliani, i quali s'erano dedicati completamente e assiduamente alla preghiera, odiando ogni forma di lavoro manuale, ritenuta deprecabile per un monaco che doveva essere solo uomo di preghiera.
Un giorno alcuni di questa setta andarono a far visita all'abate Lucio. L'anziano monaco chiese loro: «Che tipo di lavoro manuale fate?» «Non facciamo nessun lavoro manuale; preghiamo incessantemente, come ci esorta l'apostolo Paolo» risposero i monaci.
L'abate Lucio chiese allora se mangiassero, risposero di sì. Ed egli allora: «E quando mangiate chi prega per voi?» L'abate chiese ancora se dormissero ed essi risposero di «sì». Ed egli di nuovo: «Quando dormite, chi prega per voi?» I monaci non riuscivano a trovargli una risposta. Allora così parlò loro: «Perdonatemi, ma voi non agite come parlate. Ora vi mostrerò come, durante il lavoro manuale, io prego pur senza averne l'intenzione. Mi siedo con Dio e, mentre pulisco le canne per i cesti o intreccio le funi, dico: «Dio, abbi pietà di me, secondo la tua grande bontà e la tua misericordia, salvami dai miei peccati!» Ed egli chiese loro se questa non fosse preghiera, risposero di si! Poi disse:
«Cosi, quando trascorro tutto il giorno lavorando e pregando, guadagno più o meno trenta monete; metto due monete fuori la porta e pago con il resto il mio cibo. Colui che prende le due monete dalla mia porta prega per me mentre sto mangiando o sto dormendo. Cosi, per grazia di Dio, compio il precetto di pregare incessantemente!
Questa storia offre risposta concreta e pratica al quesito: «Come posso pregare senza fermarmi, quando sono occupato in altre cose?»
La risposta chiama in causa il nostro prossimo. Attraverso la carità il mio prossimo diventa partner della mia preghiera e la rende incessante.
In una storia russa molto famosa, «Il Pellegrino», un contadino racconta come ha imparato la preghiera del cuore, dando una risposta mistica alla domanda: «Come pregare incessantemente».
Il racconto inizia così: «Per grazia di Dio sono un uomo cristiano, ma, per le azioni che compio sono un grande peccatore ... Nella 24° domenica dopo Pentecoste andai in chiesa per dire le mie preghiere durante la Liturgia. Veniva proclamata la 1° lettera di San Paolo ai Tessalonicesi e tra le altre parole udii le seguenti: Pregate incessantemente (5,17);... e mi domandai come fosse possibile pregare incessantemente, dal momento che l'uomo deve occuparsi anche di molte altre faccende per guadagnarsi da vivere».
Il contadino andò da una chiesa all'altra ad ascoltare preghiere, ma non trovò la risposta che desiderava. Finalmente si recò da un santo staretz che gli disse: «L'incessante preghiera interiore è un continuo andito dello spirito umano verso Dio. Per riuscire in questo consolante esercizio bisogna pregare più spesso Dio perché ci insegni a pregare incessantemente. Prega di più! Prega con fervore! La preghiera stessa ti rivelerà come si prega incessantemente, ma ci vorrà del tempo». Poi il santo staretz insegnò al contadino la preghiera di Gesù: «Signore Gesù, abbi pietà di me!»
Mentre viaggiava come pellegrino attraverso la Russia il contadino ripeteva questa preghiera migliaia di volte con le labbra. Arrivò così a considerare la preghiera di Gesù come un compagno di viaggio.
E un giorno avverti che la preghiera da sola passò dalle labbra al cuore: «sembrò come il cuore, nel suo ordinario battito, cominciasse a dire dentro di sé le parole della Preghiera ad ogni suo battito. Rinunciai a dire la preghiera con le labbra. Ascoltavo semplicemente ciò che il mio cuore diceva!»
La preghiera era diventata la presenza attiva dello Spirito di Dio che lo guidava attraverso la vita.
È la mia speranza che anche noi, nel nostro ministero, si impari a pregare incessantemente, affinchè qualunque cosa mangiamo, qualunque cosa beviamo, qualunque cosa facciamo, tutto sia per la gloria di Dio. (I Cor. 10,31)
L'amore verso Dio non deve rimanere solo un'idea cui pensiamo ogni tanto, ma deve diventare una dossologia interiore ed incessante!
3. Abbraccia tutto e tutti
Caratteristica finale della preghiera del cuore è l'universalità.
Quando il cuore è pieno di Dio, tutti i nostri progetti, tutte le nostre preoccupazioni diventano preghiera. Quando si arriva a praticare la preghiera del cuore, tutta l'umanità è nel nostro cuore. La preghiera del cuore ci dona il cuore di Gesù Cristo. Tutti quelli che incontriamo nella vita di ogni giorno e tutti quelli che si affidano alla nostra preghiera, sono toccati e trasformati dalla preghiera incessante del nostro cuore che sprigiona con potenza l'amore di Dio che guarisce. Il cuore non si rifiuta di portare il peso della sofferenza umana che vede ed incontra nella vita quoti
diana. Si realizzano cosi le parole di Gesù: «Prendete il giogo e imparate da me che sono mite ed umile di cuore; troverete riposo per la vostra anima. Sì, il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero». (Mt. 11,2930)
La preghiera del cuore ci porterà ad un apostolato santo, fruttuoso e misericordioso. Il nostro apostolato non sarà mai facile, ma sarà sempre semplice e spirituale, trovando riposo nella preghiera del cuore dove c'è Dio che conforta ed incoraggia.
P. Lorenzo Montecalvo