VITA DI SAN PIERDAMIANO

Pier Damiano nacque a Ravenna da agiata famiglia. Rimasto orfano, ancora bambino, per la morte del padre, fu ripudiato dalla madre onerata da troppi figli. Raccolto da una vicina di casa fu preso in custodia da un suo fratello maggiore di nome Damiano, il quale si affezionò al bimbo, lo crebbe e lo fece studiare: Pietro, divenuto adulto, per gratitudine aggiunse al proprio nome quello del fratello e si chiamò per sempre Petrus Damiani.
Passò agli studi superiori a Ravenna, quindi a Faenza, infine a Parma dove studiò Filosofia e Retorica con grande profitto. Nel 1034 ebbe occasione di avvicinarsi a due monaci di Fonte Avellana di passaggio a Parma: attratto dalla loro umile e composta modestia, li seguì nel loro eremo e vi si fece monaco.
A Fonte Avellana Pietro visse la quasi totalità della sua vita, ad eccezione di alcuni intervalli a causa di incarichi ricevuti da Papi suoi contemporanei.
San Pier Damiano prese sul serio la vita eremitica e si iniziò con ardore a svariate forme di ascesi. Riusciva a dedicarsi ad una preghiera, quasi incessante, che prolungava vegliando senza tralasciare le pratiche del digiuno e l'osservanza del silenzio che esigevano le usanze eremitiche.
Proseguì a dedicarsi allo studio, aiutato dalle sue spiccate doti di intelligenza e preparazione, impegnandosi abbastanza presto nella compilazione di quelle Opere che ne fecero un maestro "dell'arte spirituale".
I progressi si rivelarono talmente notevoli che, a soli cinque anni dal suo ingresso a Fonte Avellana, nel 1039 l'abate Guido di Pomposa lo richiese per alcune istruzioni ai suoi monaci che Pietro portò avanti con vera competenza per quasi due anni.

Nel 1057 scrisse la Regula vitae eremiticae in cui espose i principi ascetico-teologici della "conversazione monastica", oltre le necessarie applicazioni di carattere organizzativo e disciplinare. Si può dire che fu lui il vero iniziatore della Congregazione Avellanita. Sempre nel 1057, fu eletto vescovo di Ostia e creato cardinale da Stefano IX, fatto che, se da una parte si rivelò quale meritato riconoscimento delle doti spirituali e intellettuali del Damiano, dall'altro alterò notevolmente i suoi ritmi di vita da eremita. Suo malgrado, verrà a trovarsi sempre più coinvolto nei gravissimi problemi della Chiesa a lui contemporanea: la simonia, la corruzione del clero, mercato vile di vescovadi e abbazie ceduti al migliore offerente, con l'inevitabile decadenza morale a vantaggio di una vita ecclesiastica licenziosa. Chi maggiormente ne veniva a risentire era il popolo di Dio che cresceva ignorante, abbandonato, lacerato dai molti scandali. Pier Damiano, pur sentendosi sempre monaco ed eremita fino al midollo, non intese mai sottrarsi ai nuovi compiti nei riguardi della Chiesa che si rivelava sempre più bisognosa di aiuto tempestivo, di uomini autentici, di voci profetiche che si spendessero in una serie improcrastinabile di riforme in alto e in basso.
Certi suoi scritti, specie le lettere, rivelano il tormento di un animo combattuto dal duplice amore fra la solitudine amata e l'urgenza di portare fuori la sua parola infuocata, fra la ricerca di Dio e il servizio pastorale.

Monaco, vescovo e cardinale gridò con la sua vita austera e la forza della sua virtù, prima che con l'eloquenza infuocata del retore. La prima comparsa del Damiano sulla ribalta di questa situazione della Chiesa fu in occasione dello scisma provocato da Benedetto X (+ 1059), l'antipapa che alla morte di Stefano IX si era insediato nel Laterano. Grande amico e confratello del monaco Ildebrando, il futuro Gregorio VII (+ 1073), si valse del suo grande appoggio e, di comune accordo, lavorarono indefessamente perché venisse eletto il nuovo legittimo Pontefice nella persona di Niccolò II.
Seguirono le legazioni di Milano, di Cluny in Francia, di Firenze, di Magonza in Germania dove convocò e presiedette, a nome del Papa, il Concilio, da ultimo la legazione nella sua città natale, Ravenna.
L'apprezzamento e l'ammirazione degli storici riguardo all'azione del Damiano sono unanimi ed ampiamente positivi ma vale soprattutto ciò che di lui disse il Papa Alessandro II nel presentarlo ai vescovi francesi quale legato al sinodo di Chalon: "poiché occupati in moltissimi negozi della Chiesa non possiamo venire Noi stessi, vi mandiamo un uomo di cui non è chi abbia maggiore autorità nella Chiesa dopo di Noi. E' Pier Damiano, vescovo di Ostia: l'occhio nostro e l'immobile fondamento della Sede Apostolica" (in Pier Damiano, Opera Omnia, III Parigi 1743, p.396).

Fu studioso attento, scrittore fecondo ed autore di Opere e Trattati di interesse e valore teologico che gli valsero il titolo di Dottore della Chiesa, riconosciutogli ufficialmente da Leone XIII nel 1872.
Questa la sua produzione: sedici Libri o Opuscoli su argomenti vari di teologia, settantasette Sermoni e Omelie, centocinquantasette Lettere a Papi, Antipapi, Cardinali, Vescovi e Chierici, Monaci e Abbati, Laici e Principi, quattro Vite di Santi, un numero rilevante di preghiere, inni liturgici, poesie.
Al suo magistero si formarono discepoli quali S. Domenico Loricato (+ 1055), suo amanuense e segretario che gli successe nel servizio di Priore, poi Vescovo di Gubbio, il Beato Leone (+ sec. XI), un eremita recluso al quale il Damiano ricorreva per consiglio. Sono questi ed altri discepoli che, con la loro santità di vita, costituiscono il documento più attendibile della sapienza evangelica e dell'esperienza spirituale del Santo Priore avellanita.
La morte lo colse a Faenza, sulla via del ritorno alla diletta solitudine di Fonte Avellana, dopo la legazione nella città natale, Ravenna.
Era il vespro del 22 febbraio 1072. Le sue spoglie sono venerate nella Cattedrale di Faenza dove è riconosciuto quale compatrono della città e diocesi.

 

Bibliografia:


OPERE DI PIER DAMIANI, Lettere (1-21), a cura di G. I. Gargano e M. D'Acunto, Roma 2000 (Ampia bibliografia)
Fonte Avellana nella società dei sec. XI e XII, Atti del Convegno del Centro Studi Avellaniti 1978.
Fonte Avellana nel suo millenario. 1. Le Origini. Atti del V Convegno del Centro Studi Avellaniti, Fonte Avellana 1981.
Fonte Avellana nel suo millenario. 2. Idee, figure, luoghi. Atti del VI Convegno del Centro Studi Avellaniti, Fonte Avellana 1983.
B. CALATI, Pierre Damien, in Dictionnaire de Spiritualitè, vol. 12, Paris 1985, Coll. 1561-1566.
G. FORNASARI, Medioevo riformato del sec. XI. Pier Damiani e Gregorio VII, Napoli 1996.
J. LECLERCQ, Saint Pierre Damien Ermite et Homme d'Église, Roma 1960 (tr. It. Brescia 1972).
J. LECLERCQ, Momenti e figure di storia monastica italiana, Cesena 1993.
G. TABACCO, Spiritualità e cultura nel Medioevo, Napoli 1993.