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INCONTRI
CON
LA PREGHIERA DEL CUORE
CONVERSAZIONE CON NIKOLAEVIC ROZOV
Monastero Pskov-Pecerskij
Ebbi l'incontro con il dottor Rozov nel 1926 nel Monastero Pskov-Pecerskij. Era il medico del territorio, e aveva in cura anche i monaci; per questo motivo occupava un appartamento a piano terreno del palazzo episcopale. (L'abate del monastero era anche Vescovo titolare).
A quell'epoca il dottor Rozov aveva già più di cinquant’anni, ed era vedovo. Suo figlio, un ragazzo intelligente e tranquillo, studiava al Liceo di Pecerskij. Vivevano assai semplicemente: il dottore apparteneva a una famiglia clericale: egli stesso aveva compiuto i suoi studi nel Grande Seminario, ma non era entrato nel clero. Era divenuto medico dopo studi brillanti alla Facoltà di Medicina dell'Università di Tomsk, in Siberia. Oltre che pio e ben istruito in teologia, Eugenio Nikolaevic era uomo di intensa vita spirituale: si distingueva per la sua umiltà profonda e il suo amore del prossimo. Quando veniva chiamato da molto lontano per visitare un malato, andava senza chiedere nulla; se gli si chiedeva un consulto, lo dava; invitato a una visita a domicilio, non rifiutava mai. E non aveva mai bisogno di nulla.
Una sera mi trovavo da lui. Il profumo dei lillà e dei gelsomini del giardino del vescovado ondeggiava nella stanza. Antiche chiese monastiche, rosa, gialle, bianche, con le loro cupole azzurre seminate di stelle dorate, nel crepuscolo della notte bianca del Nord, si stagliavano nettamente sul verde dei giardini. Regnava un silenzio profondo e solenne. Nella camera, una lampada perenne ardeva davanti all'antica icona.
Eugenio Nikolaevic stava seduto su una poltrona, indossava la sua bianca camicia russa, con un cingolo bianco ai fianchi. Con la sua barba brizzolata, mi richiamava da vicino un curato di campagna in casa sua.
- Ditemi, Eugenio Nikolaevic: come fate a essere sempre di buon umore, senza mai preoccuparvi del denaro occorrente per vivere, come ho sentito dire? Come è possibile?
- La gente dice tante cose, Sergio caro, ma io vi dico solo questo: secondo il Vangelo, dobbiamo cercare prima di tutto il Regno di, Dio e la sua giustizia, e tutto il resto ci sarà dato in soprappiù. Come sapete, sono figlio di un Arciprete e ho frequentato il Grande Seminario; da ragazzo e da giovane accompagnavo spesso i miei genitori alla Laura della Santa Trinità a Sergiev, al deserto di Optino, a Valaam, o in altri luoghi ancora.
Una volta il padre incaricato della foresteria di Optino mi raccontò questo fatto. Un mercante moscovita assai ricco era venuto per fare un ritiro. Lo sciogliersi delle nevi, rendendo le strade impraticabili, l'aveva costretto a trattenersi tre giorni di più. Era accompagnato da suo figlio. Al momento della partenza, chiese al monaco della foresteria: «Quanto vi devo per me e per mio figlio, Padre?» - Il monaco gli risponde: «A vostra discrezione» - «E se non pagassi niente?» - «Dipende da voi» - «Ma allora, se vi comportate così, suppongo che un solo pellegrino su cento vi paghi adeguatamente» - «E’ quello che succede, infatti; ma il centesimo paga per gli altri novantanove».
- «Ebbene, figliolo, disse il mercante al suo ragazzo: paga per te e per me, e per un centinaio di ospiti per ciascuno». Il mercante pagò di buon grado, e ne rimase assai contento. Dio l'ha benedetto per aver nutrito duecento poveri.
Il mio povero padre, l'Arciprete Nicola Rozov, mi diceva sempre: «Quando sarai medico, Eugenio, e verranno a consultarti dei poveri che non potranno ricompensarti, non chiedere nulla, anzi compera per essi le medicine occorrenti. Il Signore non ti dimenticherà: vivrai bene, la tua anima sarà tranquilla, e la tua coscienza in pace. Io mi comporto così, e non mi manca nulla. Ringrazio chi paga le visite, e a chi non può, lo faccio per il Signore. Vedi quei due bei vasi di marmellata? non so neppure chi li ha portati. C'è sempre chi mi dà denaro o indumenti: non solo ne ho quanto basta per me e per mio figlio, ma posso anche distribuirne parecchio agli altri. Ricordate quello che dice l'Apostolo Paolo: «Quando abbiamo cibo e vestiti, accontentiamoci. Perché quelli che vogliono arricchire cadono nella tentazione». E il Vangelo dice: «Non potete servire insieme a Dio e alla ricchezza». Alcuni Farisei avari ridevano: ma ride bene chi ride ultimo. Anche voi, pensate solo all'unica cosa necessaria, e tutto il resto vi sarà dato in aggiunta».
- Ma come, Eugenio Nikolaevic?
- Vedo proprio, amico mio, che siete ancora un uomo di questo mondo. Ricordate sempre che la cosa più importante è assicurarsi la pace dell'anima. Quando riuscirete a fare questo, non vi mancherà nulla, poiché si dice: «Procurati la pace del cuore, e migliaia di persone troveranno la salvezza attorno a te». Allora, queste migliaia vi porteranno di tutto, al punto che non saprete più cosa farne. E’ del tutto superfluo preoccuparsi su questo punto. Per gli increduli, la cosa è completamente diversa: sono inquieti, desiderano accaparrarsi sempre di più, sottraendo quanto più possono al loro prossimo. Essi dicono: «Dopo tutto, si vive una volta sola: bisogna approfittarne, godersi il più possibile i piaceri della terra». Ebbene, essi avranno un giorno la loro ricompensa, quando si accorgeranno che tutto ha fine, e che tutto il loro daffare è stato futile e senza domani, in questo mondo che passa. Voi state per recarvi all'estero, Sergio Nikolaevic, in Belgio prima, e poi in Francia: verrete a trovarvi tra cattolici, e più tardi, forse, tra protestanti, in un luogo o nell’altro. Nulla accade contro la volontà di Dio. Bisogna dunque partire, pensando che tutto si accomoderà naturalmente. State per cominciare qualcosa di nuovo, di inaudito: questa convivenza con gente di altra confessione religiosa. A molti la cosa sembra sospetta: vi giudicano un uomo stravagante e arrivista. Ma si sbagliano, Sergio Nikolaevic. Io non sono più giovane, e, come medico, ho conosciuto molta gente. Voi siete un uomo semplice e retto, del tutto diverso da un arrivista.
Per questo, dovrete soffrire molto: dispiaceri, miserie, incomprensioni, disprezzo: Ma non scoraggiatevi mai, e conservate sempre la pazienza. Vivete con semplicità, modestamente, umilmente, e a suo tempo riceverete la ricompensa, in una maniera che non potete neppure immaginare adesso. Parlo dei risultati dei vostri sforzi. Allora capirete che cosa significa: «ricevere cento volte di più». Ma prima bisogna soffrire, per arrivare alla quiete e al distacco, come io stesso cerco di arrivarvi. Evitate anche, in ogni caso, di attaccarvi a qualunque cosa di transitorio. Andate per la vostra strada. Avete letto la Filocalia?
- Sì, Eugenio Nikolaevic; ma se devo essere sincero, capisco ben poco di quest'opera.
- Lo capirete più tardi, per esperienza personale, quando arriverete alla mia età. Vi si parla molto della custodia dei pensieri, e della Preghiera di Gesù. Questa Preghiera vi sarà di grande aiuto.
- E’ possibile praticarla a persone ancora giovani e che vivono nel mondo?
- Sì, è possibile. L'autore dei Racconti sinceri del Pellegrino era dell'età vostra quando cominciò a praticare la Preghiera. E un altro, il mercante di Orel, Nemuitov, era ricchissimo, e perciò soggetto a tutte le tentazioni più forti; eppure giunse a tale altezza nella Preghiera, che lo stesso starec Macario di Optino ne era ammirato. Verso la fine della sua vita, Nemuitov abbandonò tutti i suoi affari per praticare tranquillamente la Preghiera. E’ una prospettiva che attrae anche me; ma devo esercitare la medicina ancora per un pò di anni, per aiutare mio figlio.
Nella preghiera, come in ogni altra cosa, bisogna inoltrarsi a poco a poco. Si legge che l'Abate Mateos diceva: «Giova di più un lavoro leggero e costante di un altro che si sbriga in fretta». Tutto verrà con gli anni. Quando lo starec Ambrogio era sollecitato da qualcuno per una raccomandazione in vista di qualche promozione, rispondeva: «Ogni cosa a suo tempo: la mantia (professione solenne), il sacerdozio, ecc. Tutto questo sarà dato dalle autorità competenti, ma non il Regno del Cielo: quest'ultimo dovete guadagnarvelo da solo».
Cercate di raggiungere la Preghiera del cuore, perché il Regno di Dio è in noi, e chi lo cerca con impegno lo raggiunge.