San Gregorio Palamas, arcivescovo di Tessalonica

 

 LA RESURREZIONE DI CRISTO:

 

INIZIO DI RESURREZIONE PER CIASCUN UOMO

 

 

 

Dall'Omelia 16 per il Grande e Santo Sabato

 

 

Con n una sola morte, quella della sua carne, e con la resurrezione di questa, Cristo guarì la nostra duplice morte e ci liberò dalla duplice prigionia, quella dell'anima e quella del corpo. […] Come infatti il Cristo mori nell' im­potenza e nella vergogna della carne e risorse nella potenza e nella gloria di Dio, così anche coloro che hanno vissuto in Cristo sono seminati - per usare le parole di Paolo - attraverso la morte, nell'impotenza e nella vergogna, ma si ri­svegliano in potenza e gloria (1Cor 15,43), as­sumendo un corpo glorioso e immacolato, come quello che Cristo ebbe dopo la resurrezione, primogenito dei morti (Col 1,18), primizia di coloro che si sono addormentati (1Cor 15,20). Ma questa vita rinnovata nel corpo ora la si vede con la fede e non con gli occhi del corpo, con la speranza, ma non ancora nella realtà. La vita dell'anima prende anch'essa inizio, com'è stato detto, nel divino battesimo attraverso la remis­sione dei peccati, è alimentata e si accresce per mezzo della giustizia nella fede, facendosi sempre più nuova nella conoscenza di Dio e nelle altre virtù che s'intrecciano le une con le altre; essa avrà il suo compimento nella futura contempla­zione di Dio faccia a faccia. Ora infatti vede co­me attraverso uno specchio e in enigma (Cfr. 1Cor 13,12); per questo anche colui che da Cri­sto fu singolarmente amato, Giovanni, unendo insieme i due rinnovamenti, del corpo e dell' anima, dice; "Ora siamo figli di Dio" (1Gv 3,2). Questo è il principio dell'adozione a figli, ma: "Non è ancora stato manifestato ciò che saremo; ma sappiamo che, quando si manifesterà, saremo simili a lui, perché lo vedremo come egli è" (Ibid). Questo è il compimento dell'adozione e della nuova vita che ci è stata donata per mezzo di Cristo. […] Come infatti il bimbo appena nato ha dalla natura la possibilità di diventare sapiente ed è sapiente in potenza, e, quando l'età avanza, se segue gli insegnamenti che sono rivolti alla sapienza, sarà sapiente anche in atto, nello stesso modo anche colui che ha ricevuto una seconda nascita mediante il divino battesimo, ha ottenuto il potere di diventare simile al corpo glorioso del figlio di Dio. Se camminerà in novità di vita, vi­vendo in conformità a Cristo e al suo annuncio, quando verrà il tempo della resurrezione questa potenza giungerà a perfezione, non più nella fede e nella speranza, ma in opere e verità; avrà un corpo glorioso e libero dal contatto con la carne, come quello che ebbe Cristo dopo la resur­rezione. [...] Coloro che sono stati generati e nutriti secondo - Cristo, otterranno pure la beati­tudine dello splendore divino e, come sta scritto, brilleranno come il sole nel regno del Padre toro (Mt 13,43). [...] Della perfezione di coloro che vivono in Cristo troverai la caparra (cfr. Mt 17,1 -8) data qui ai santi di Dio, che già godono i frut­ti, com'è stato detto, dell'età che viene. Questo pregustò e predisse Mosè, allo splendore del cui volto non potevano reggere gli occhi di Israele (cfr. Ef 1,14); e dopo di lui, i lampi di una luce ancor più fulgente, Cristo, nello splendore della sua divinità, fu così luminoso sul monte, che neppure gli eletti fra i discepoli, sebbene capaci di forza spirituale, poterono sostenerne la vista (cfr. Mt 17,1-8). Secondo quanto sta scritto, il volto di Stefano apparve come il volto di un an­gelo (cfr. At 6,15), ed egli stesso fissò lo sguardo dalla terra verso le sedi del cielo, dove il Cri­sto sedeva alla destra della maestà, e vide sopra i cieli la gloria di Dio (cfr. At 7, 55-56). Sarebbe lungo enumerare ed elencare gli altri che, via via, ebbero la caparra dei beni futuri (cfr. Ef 1,14) ed ebbero la beatitudine di contemplare quel divino splendore e quella luce divina. Possa avvenire an­che a noi di poterla contemplare, per la grazia e la bontà di Colui che per noi si fece uomo, patì, fu sepolto, risuscitò, elevò nei cieli la nostra na­tura che giaceva negli abissi, e la onorò dandole il trono del Padre, Gesù Cristo nostro Signore. A Lui si addicono gloria, onore, adorazione insieme col Padre suo senza principio, e allo Spirito, tutto santo e datore di vita, ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.