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Sergio Bolsakov
INCONTRI CON LA PREGHIERA DEL CUORE

NONNA MARIA NIKOLAEVNA
(Kernoe – Provincia di Niznij-Novgorod)
Mia madre morì il 20 luglio 1918, durante il secondo anno della rivoluzione sovietica, nella sua casa natale di Kernoe. Fu sepolta nella tomba di famiglia di Balunin, a Zelnino. Alla sua morte, era appena quarantenne: aveva contratto la tisi a trent'anni, e poi una cardiopatia. La tragedia di mia madre fu che essa, donna avvenente e ricca, dovette soffrire e sopportare la malattia, anziché godere i beni di questo mondo. Era una donna assai pia: osservava i digiuni, pregava secondo gli antichi riti, assai più lunghi e complicati. Sono ampiamente debitore a mia madre, della mia religiosità personale.
Mia nonna, Maria Nikolaevna Balunin, aveva nel 1918 più di sessant'anni. Era maestosa, severa e autoritaria, ma giusta, nemica della menzogna, e pia come mia madre. La sua vita, specialmente durante i primi anni di matrimonio, era stata difficile. Si sposò ancor giovane, con un vedovo di una certa età, autoritario e irritabile, con figli. Ma a poco a poco, la giovane signora divenne la vera padrona di casa, molto rispettata da tutti.
Una sera, pochi giorni dopo la morte di mia madre, stavo seduto sul balcone della sua bella casa. La veduta sul largo e profondo fiume Oka e sulle colline lontane della sua riva destra, era stupenda.
- Tu sei triste, Sereza, osservò la nonna, avvicinandosi a me. Invece di rattristarti, dovresti essere lieto.
- Perché, nonna?
- Lida, tua madre, ora è là dove non c'è né malattia, né tristezza, né lacrime. E’ morta da buona cristiana, ed è sepolta vicino a suo padre. La sua vita di sposa e di madre è stata esemplare. Dunque tutto è bene: il buon Dio chiama esattamente al momento giusto. tempi difficili, di guerre esterne e civili ci sovrastano: ella ne soffrirebbe terribilmente, se fosse in vita. Per il Signore Iddio, non è come per noi: le sue vie sono incomprensibili, e portano sempre al meglio. Con l'età, si comprendono più chiaramente queste cose. Quand'ero giovane come te, a diciassette anni, andai un giorno con mia madre allo skit di Kerzenez, per la professione solenne di una mia cugina e amica, Lenotcka. Ricordo sempre quel pellegrinaggio. Era un bel giorno di primavera, dopo la Pasqua: soffici nuvolette bianche attraversavano il cielo azzurro. Tremule betulle inquadravano il viottolo che portava allo skit. Tutt'intorno; le grandi foreste di Kerzenez, le casette delle monache, i giardini. Tutto era illuminato dal sole: non da un sole meridionale, ma da un sole simile a quello del quadro di Nesterov La professione solenne. Come nel notissimo dipinto, la processione avanzava: in testa la nuova professa, bella e serena, con le novizie, e dietro le anziane religiose, solenni e silenziose. Una sua parente, zia del mio futuro marito, era allora Abbadessa. Mi sentivo così bene che pensavo di rimanere là per vivere nella pace e nel silenzio.
Ma il Signore mi predestinava a sposare un vedovo, duro e irascibile, con quattro figli ancora giovani. Benedicendomi, prima che mi recassi alla cerimonia in chiesa, mia madre mi ha detto: «Macenka, tu sposi ora un vedovo assai ricco, ma duro, con quattro bambini ancora in tenera età, e non hai ancora diciannove anni. Sarai senza dubbio costretta a soffrire molto, a passare per dure prove; ma sii fedele al tuo dovere, e ricorda che il lavoro e la pazienza vengono a capo di ogni difficoltà».
E’ proprio quello che mi accadde. Non ho mai rimpianto che la vita avrebbe potuto essere diversa per me se avessi sposato un altro uomo, giovane e buono. Ti consiglio di comportarti come ho fatto io. Ricorda sempre le parole della Scrittura: «Sii fedele fino alla morte, e ti darò la corolla della vita». Poco fa mi hanno informato che il nostro sovrano, l'Imperatore Nicola Alexandrovic, è stato fucilato a Ekaterinenburg con tutta la sua famiglia e i membri della corte. Dal tempo dei disordini di tre secoli fa, non era mai più avvenuto in Russia un crimine come questo Allora i disordini sono durati fino a che tutti gli assassini e i traditori si furono sterminati a vicenda. La stessa cosa avverrà adesso.
In tempi normali, avresti dovuto essere un uomo ricco, e vivere tra agiatezze e onori.. Questa rivoluzione, o piuttosto il Signore, ti priva di tutto ciò. Non rimpiangerlo. In cambio, tu ricevi una grande libertà spirituale, che non sarà ostacolata da tutte quelle proprietà, affari e fabbriche.
- E quali consigli mi date, nonna, se la rivoluzione diventasse ancora più radicale e tutte le proprietà andassero perdute per sempre?
- Te l'ho già detto. Vivi secondo la tua coscienza, e non falsarla mai per una carriera o un beneficio. Chi si piega a questo, riceve la ricompensa in se stesso: irritabilità, ansie per i suoi possessi o per gli onori, intrighi disonesti, umiliazioni da parte dei potenti di questo mondo, invidia per i concorrenti più fortunati. E se qualcuno arriva fino al delitto per ottenere la cosa desiderata, la situazione diventa ancora peggiore. Veramente, l'uomo raccoglie quello che ha semina: chi semina il bene raccoglierà del bene, e chi semina il male raccoglierà del male. Si avvicina il tempo dei Senza-Dio, ma tu non guardare gli altri: rimani fedele, e non avrai mai da vergognartene. Prega come l'Abbadessa Anfisa: ben oltre i settant'anni, era diritta come un cero e faceva tutte le metanie. Morì più che novantenne, in una bella vecchiaia, né sorda, né cieca, né paralizzata. E morì bene, semplicemente addormentandosi dopo una vita ricolma di opere giuste. Nondimeno, la cosa principale non sono le metanie e le prostrazioni, ma un cuore puro e una coscienza tranquilla.
Ero a Sarov, quando san Serafino fu canonizzato, e ho visto il suo eremo e la pietra su cui pregò un migliaio di giorni e un migliaio di notti. Era un grande starec perché praticava molto la Preghiera di Gesù.
- Ditemi nonna, ci sono nel mondo persone che praticano la Preghiera di Gesù?
- Sì, ce ne sono: ne ho incontrato soprattutto tra la classe media. I nobili hanno abbandonato la vera fede in maggioranza; ma si trovano anche tra essi persone pie. Tra i borghesi ho conosciuto, ad esempio, il signor Sibiriakov, ricchissimo, grande benefattore dello skit di Sant'Andrea sul Monte Athos, e che divenne poi monaco. L'Archimandrita di Optino, Mosè Putilov, era stato anch'egli un ricco borghese, e praticava la Preghiera di Gesù già da secolare. Poi, il signor Nemuitov, di Orel, e altri ancora. Ho conosciuto alcuni che praticavano la Preghiera da noi, Niznij-Novgorod (attualmente Gorki, sul Volga, una grossa città di un milione di abitanti). Conobbi assai bene uno di loro; quand'ero da poco maritata: avevo vent'anni, e lui più di cinquanta; era il terzo figlio di un ricco possidente, e suo padre lo benedì quando partì per il monastero. Si recò presso Padre Ambrogio, a Optino, per chiedere consiglio sul monastero in cui entrare. Lo starec gli rispose con un gioco di parole: «Sai che si dice: chi è duro deve andare a Sarov, e chi è ostinato a Valaam. Io penso che tu sei un uomo dolce, ma anche molto perseverante. Perciò vai a Valaam per imparare la vita monastica».
Egli vi andò e vi trascorse alcuni anni. Ma i suoi due fratelli maggiori morirono uno dopo l'altro, lasciando bambini in tenera età. Il loro padre era già molto vecchio a quell'epoca, e lo starec consigliò al novizio di tornare nel mondo, senza mai abbandonare la Preghiera di Gesù. L'ex novizio risollevò in poco tempo gli affari della famiglia, e quando i nipoti furono cresciuti, lasciò a loro la direzione delle loro grandi imprese, e si fece monaco in Siberia, dove morì vecchissimo in un eremo. La mia povera mamma mi diceva spesso che quell'uomo, nell'intervallo tra Valaam e la Siberia, provava un'attrattiva irresistibile per la vita monastica. E’ naturale. Nel mondo di quaggiù, tutto svanisce, come un sogno.