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INCONTRI CON LA PREGHIERA DI GESU’
CONVERSAZIONE CON NINA NIKOLAEVNA

Mi trovavo con la signora Nina Nikolaevna sul balcone della sua residenza estiva di Nerko-Jarve sperduta nelle immense foreste che dal Mar Baltico si estendono fino alle tundre della Lapponia. La villa si trovava isolata in una foresta quasi impenetrabile sulla riva di un lago tranquillo. Il sole al tramonto indorava le acque tranquille. Ammiravo ogni giorno questo lago, e il gioco di colori della sua superficie. Al mattino, prima che spuntasse il sole, il lago era di un azzurro cupo; al levar del sole, diventava d'oro; a sera, rosso, violaceo e nero.
Quella sera il cielo era turchino, senza nuvole. Alcuni uccelli cinguettavano ancora tra gli alberi. Il profumo dei fiori del giardino e la freschezza del lago aleggiavano nell'aria. Il marito e i figli della signora Nina Nikolaevna erano giù coricati; noi due, soli, indugiavamo sul terrazzo, ammirando il trascolorare del lago. La notte bianca del Grande Nord regnava con tutta la sua bellezza.
- Qui da voi, Nina Nikolaevna, il silenzio è profondo: sembra di vivere in un pianeta diverso, quello di tre secoli fa, quando la popolazione era scarsa e non esistevano ancora nè ferrovie, nè automobili, nè aerei. Ma anche allora, chi amava il silenzio si dirigeva verso il Nord, sulle rive dell'Oceano Glaciale, al monastero di Solovki.
- Io riesco a riposare veramente soltanto qui, Sergio Nikolaevic. Non c'è nessuno, qui: nè città, nè villaggio; solo foreste e laghi. E’ penoso vivere in una grande città moderna, tra il rumore incessante, l'aria inquinata e la folla. Dove c'è tanta gente, ci sono sempre intrighi, invidie, calunnie... Quand'ero giovane, tutta quella vanità e quei rumori mi piacevano: prendevo le apparenze per verità. Il mio primo matrimonio fu infelicissimo: mio marito era un uomo bello e intelligente ma superficiale, sregolato, senza fede nè principi. Quando tutto finì in tragedia, io tornai alla fede. Allora mi recai a Valaam, per chiedere consiglio al Padre Giovanni.
- Ricordate, Serva del Signore, mi disse, che non dovete cadere nella disperazione e pensare che la vostra vita sia finita. Siete giovane, e le cose possono ancora cambiare più d'una volta. Il Signore non permette mai che siamo provati al di sopra delle nostre forze: non dimenticartelo mai. C'è una leggenda, in proposito. Un monaco era duramente tormentato dalle difficoltà della vita, e mormorava contro Dio, chiedendo una croce più leggera. Una notte, dormendo, sognò di trovarsi in una immensa caverna le cui mura erano cosparse di croci. Il monaco vedeva croci d'oro, d'argento, di ferro, di pietra, di legno. Udì una voce che gli diceva: «La tua preghiera è esaudita. Scegli la croce che vuoi, secondo le tue forze». Egli cominciò allora a cercare la croce più piccola e più leggera. Alla fine trovò una crocetta di legno, e chiese: «Posso prendere questa?» - «Ma è proprio la tua, gli rispose la voce: tutte le altre croci sono assai più pesanti!».
La vostra croce vi pare difficile da portare, signora, ma come starec e confessore io sento molte volte cose così orribili, che mi pare voi non dobbiate provocare il Signore. Pregate molto, ripetete di quando in quando la Preghiera di Gesù e abbandonatevi alla volontà di Dio. Il Signore Iddio vi indicherà lui stesso la via da seguire. Allora tornate da me, e vi dirò quello che potrò.
Passarono alcuni anni: io lavoravo in un impiego modesto, e vivevo molto tranquilla. Una sera fui invitata a una festa da ballo; e benché avessi già passato la trentina, un signore un pò più anziano di me mi invitò per una danza: io accettai. Da allora, ci siamo incontrati varie volte. Mi dissero che quel signore era celibe, rispettato da tutti, e uno degli uomini più ricchi della Scandinavia. Oggi è mio marito, un uomo molto interessante. Due o tre mesi dopo che avevamo fatto conoscenza, mi aveva chiesto di diventare sua moglie. I miei genitori ne furono felicissimi: un gran matrimonio... Ma la mia precedente esperienza matrimoniale mi aveva insegnato a essere prudente. Chiesi di riflettere per qualche tempo, e il mio fidanzato acconsentì; Allora mi recai a visitare il mia starec a Valaam, e gli raccontai ogni cosa. Egli, dopo aver riflettuto un istante, mi disse: «Serva di Dia, ricordate quello che vi ho detto alcuni anni or sono: che tutto si sarebbe accomodato, e che Dio stesso vi avrebbe indicato la via da seguire. Ecco, adesso egli vi innalza a una posizione sociale elevata. Dovete però ricordarvi sempre che i dispiaceri e le sofferenze non scompariranno per questo, ma solo cambieranno forma. Al posto della piccola croce di legno di una vita umile, povera e poco appariscente, state per ricevere una croce d'oro, assai più pesante. Tuttavia, essa sarà ugualmente sopportabile, se praticherete largamente la generosità e la beneficenza. Sarete certamente oggetto di invidia: tenteranno di separarvi da vostro marito e dalla sua famiglia. Ma se rimarrete indifferente alla ricchezza, agli onori - che verranno in fretta - e alla vanità mondana, potrete conservare la pace interiore, soprattutto se praticherete la Preghiera di Gesù nella misura del possibile. Ed ecco un ultimo consiglio: andate ogni anno a trascorrere un mese in un luogo assai ritirato, e là praticate la Preghiera di Gesù come meglio potete. Vedrete quanto vi sarà utile».
Ebbene, ora sono sposata da molti anni, e ogni anno veniamo qui. All'inizio, mio marito e i miei figli non erano troppo contenti, ma adesso attendono loro stessi con impazienza il momento di venirci. E’ un paradiso, e devo dire che lo starec aveva ragione. La croce delle ricchezze è più pesante di quella della povertà, e assai più pericolosa: è facile cadere. nell'orgoglio, o in una indifferenza fredda e dura alle sofferenze degli altri.
Adesso, a Nuovo Valaam c'è uno starec rinomato, lo ieromonaco Michele il Recluso. Discorrete con lui delle difficoltà della vostra vita, ed egli vi darà dei buoni consigli. Ho sempre osservato, in vita mia, che se ci ostiniamo negli sforzi per ottenere qualcosa nonostante le difficoltà crescenti che incontriamo, possiamo arrivare, con uno sforzo talora sovrumano, a raggiungere l'oggetto agognato, ma per nostra perdita, non per nostro guadagno. Ci sentiamo così stanchi, alla fine, che tutto ci diventa indifferente, o ci rendiamo conto che la cosa non meritava tanti sforzi; Ciò che viene da Dio, viene quasi da solo. Il Vangelo dice che il Regno dei cieli non viene in maniera da attirare l'attenzione, perché il Regno di Dio è dentro di noi. Una volta - molto tempo fa - quando io provavo ogni sorta di dispiaceri con il mio primo marito, dicevo a una zia, persona saggia: «Lascerò quest'uomo e me ne andrò via da questa casa, e sarò di nuovo felice e viva come prima». La zia mi rispose: «Si vede bene che sei ancora giovane. E’ impossibile andarsene da se stessi: ma se tu possedessi la pace dello spirito, saresti contenta e felice dovunque. Nella vita non si possono evitare i dispiaceri, ma bisogna avere pazienza, pregare e attendere; e il Signore ci indica la strada al momento buono. Questa è la verità; ma i giovani non riescono a capirlo».
Restammo in silenzio.
Il lago era divenuto tutto nero. «Sono già le undici di sera, osservò N.M., ed è chiaro come di giorno. Dobbiamo andare a coricarci, Sergio Nikolaevic. Buona notte».