Lettere di Antonio il Grande

 LETTERA 1
Sulla separazione dal mondo in vista della vita monastica

LA PURIFICAZIONE DEL CORPO E DELL'ANIMA

I. Innanzitutto prego per la vostra salvezza nel Signore. Dico che gli spiriti di uomini e donne ai quali è stata annun­ciata la buona novella dello Spirito di Dio appartengono a tre generi diversi: il primo è il genere di quelli che, secondo la leg­ge naturale e la libertà riposte in loro all'origine, hanno accet­tato la buona novella annunciata per mezzo della parola. Essi non hanno indugiato, ma si sono affrettati dimostrandosi pron­ti, come si dimostrò pronto nostro padre Abramo per la legge naturale. Per questo Dio si rivolse a lui dicendo: "Vattene dalla tua terra e dalla tua famiglia ed entra nel paese che ti mostrerò; non avere un cuore diviso". Abramo allora si dimostrò sollecito nel rispondere all'appello, diventando un esempio per coloro che iniziano. Questa chiamata dura ancora fino a oggi per quanti aspirano alla vita monastica: se si comportano in modo che i loro cuori siano pronti a seguire lo Spirito di Dio, conseguiranno le promesse con facilità. Tale è la qualità di costoro.

Il secondo genere è dato da quanti ascoltano la Scrittura, che testimonia loro la condanna che avranno i peccatori e le ricompense che andranno a chi anela al bene. A causa di queste testi­monianze scritte nella legge, la loro volontà si desta ed essi chie­dono di aderire a questa chiamata. Come disse il profeta David: "La legge del Signore vivifica le anime". E ancora: “La tua pa­rola splende per me e la tua legge istruisce i piccoli". Numero­si sono i passi della Scrittura simili a questi.
Al terzo genere appartengono quelli duri di cuore e quanti so­no dediti a commettere peccati. A costoro il Dio misericordioso arreca tribolazioni e avversità, affinché la loro coscienza e la lo­ro volontà si destino per i molti mali da cui sono raggiunti. In tal modo essi si ravvedono, ritornano [a Dio], si preparano ad aderi­re a questa chiamata pentendosi con tutto il cuore e conseguono le promesse, come quelli dei primi due generi.
Tali sono i tre generi secondo cui vengono chiamate le anime che ritornano al Signore, perché venga loro concessa la grazia del Dio, figlio di Dio.

 

2. Io dico che quanti aderiscono di tutto cuore e si applicano con assiduità alla pazienza per riuscire a resistere al nemico, eb­bene costoro prima di ogni cosa sono chiamati dallo Spirito san­to, che li facilita in tutto, in modo da rendere per loro agevole l'entrata nella conversione. Ne mostra loro le vie autentiche af­finché si convertano nello spirito e nel corpo e ritornino a Dio creatore; li assiste con la forza fino a che riescano a dominare il corpo e lo spirito, affinché entrambi si purifichino e diventino eredi della vita eterna.

Noi tormentiamo il corpo con molto di­giuno, con la veglia, con la lotta e con tutte le altre prove che so­no frutto del corpo. Per questo lo Spirito della conversione so­stiene l'uomo, lo conforta, lo istruisce a non voltarsi indietro e a non aggrapparsi a nessuna delle cose del mondo. Così come fa dischiudere gli occhi dell'anima alla conoscenza della vera con­versione, affinché essa si purifichi insieme al corpo ed entrambi siano una sola cosa nella purezza, poiché tale è l'insegnamento dello Spirito santo. Questo infatti li guida, li purifica, estirpa da loro le nature aliene che si trovano mescolate al corpo, restituendoli entrambi alla condizione originaria in cui si trovavano pri­ma della disobbedienza. Nell'uomo così non resta più nulla del­le cose del nemico. Il corpo allora si mette a seguire la volontà dell'intelletto che lo purifica nel mangiare, nel bere, nel dormire e in tutte le altre sue attività, apprendendo costantemente dallo Spirito santo. Come dice l'Apostolo: “Piego il mio corpo e lo trascino in schiavitù”.

 

3. Io so che nel corpo ci sono tre moti, di cui il primo vi si trova sempre, ma non gli è dato di fare alcunché senza la volontà dell'anima. Il secondo spinge il corpo verso i cibi e le bevande allettanti. Il calore del sangue, generato dall'abbondanza degli alimenti, suscita il conflitto nel corpo, volgendolo a passioni cat­tive. Per questo Cristo nostro Signore - a lui la gloria - ha messo in guardia i suoi discepoli dicendo: "Non si appesantiscano i vo­stri cuori per la sazietà e l'ubriachezza". L'apostolo Paolo di­ce: "Non ubriacatevi di vino, che porta alla sfrenatezza". Bi­sogna dunque che tutti quelli che indossano l'abito monastico dicano insieme all'apostolo Paolo: "Piego il mio corpo e lo tra­scino in schiavitù".

Il terzo moto proviene dagli spiriti del ma­le ed è volto a respingere quelli che intendono varcare la porta della purezza. Qualora l'anima si armi di eterna pazienza e delle testimo­nianze che ci vengono dallo Spirito di Dio, lo Spirito santo gui­da l'intelletto a purificare tanto l'anima quanto il corpo da que­sti tre moti.

Ma se l'uomo non presta attenzione a queste testimonianze e a questi insegnamenti che ha ascoltato, gli spiriti del male lo so­praffanno e contaminano il suo corpo. Allora l'anima penserà a come le verrà dato soccorso: se tornerà indietro aggrappandosi allo Spirito della salvezza, imparerà che nella pazienza a motivo di Dio si trovano il suo sollievo e la sua pace.

 

4. Mi rivolgo a voi con queste parole affinché corpo e anima trovino l'intesa nella conversione. Nel momento in cui l'intellet­to ottiene questa grazia, esso prega attraverso lo Spirito santo e incomincia a scacciare dall'anima tutte le tribolazioni che le so­praggiungono dalle passioni del cuore.

Se dunque questo Spirito entra in comunione con l'intelletto, per aiutarlo a osservare i comandamenti che ha appreso, gli mo­stra come rimuovere dall'anima, uno dopo l'altro, quei mali che si sono mescolati al corpo, oltre a quelli propri dell'anima e di­moranti in essa. In tal modo lo Spirito li elimina completamente da cima a fondo. Gli occhi risplendono di onestà e guardano con purezza, senza che in essi rimanga nulla di alieno. Le orec­chie ascoltano in pace, senza maldicenza e senza oltraggio alcu­no, ma con rettitudine e compassione verso tutto il creato. An­che la lingua parla con purezza, essendo istruita dall'anima a esprimere sempre il bene. Tutti questi mali infatti avevano sog­giogato l'anima attraverso la lingua, come ha detto l'apostolo Giacomo: "Chi afferma di servire Dio ma non tiene a freno la lingua, inganna il suo cuore e il suo culto è vano". Altrove egli dice: "La lingua è un piccolo membro, tuttavia proferisce grandi cose contaminando il corpo". Numerosi sono i passi analoghi a questo contenuti nelle sacre Scritture. Nel momento in cui l'in­telletto si rafforza e apprende dallo Spirito, esso si purifica; allo­ra esamina ogni parola proferita dalla lingua, affinché in essa non sì trovi alcuna volontà carnale. In tal modo si compie su di essa la parola di Salomone il sapiente: "Nelle parole che ho rice­vuto da Dio non c'è pregiudizio né deviazione". E anche: "La lingua del giusto cura le malattie".

Le mani hanno anch'esse altri moti che agiscono in certi mo­menti secondo il desiderio dell'anima. Non è questo però che compete loro, in quanto lo Spirito le ha predisposte per la purez­za e per essere innalzate in preghiera, per usare misericordia e per donare, in modo che si compiano su di esse le parole del­la Scrittura a proposito di tali preghiere pure: "Le mie mani alzate sono come il sacrificio della sera"; e a proposito della mi­sericordia e del donare: "La mano dei forti offre doni abbondanti”.

Anche il ventre si guarda dai cibi e dalle bevande, come dice lo Spirito per bocca del profeta David: "Io non ho mangiato in compagnia di chi ha l'occhio avido e il cuore ingordo". Se il ventre fosse sopraffatto dall'abbondanza di cibo e bevande e dall'insaziabilità, venendo attratto verso queste cose dall'anima concupiscente, la forza del nemico si mescolerebbe con esso.

Lo Spirito di Dio guiderà verso le sue rette vie quanti ricerca­no tale grado elevato di purezza: in questa essi verranno confermati, e nella rettitudine del corpo. Su di loro si compirà allora la parola dell'apostolo Paolo: "Che mangiate o beviate, tutto quel­lo che fate sia fatto per la gloria di Dio". Perché quando i tre moti menzionati prima vessano il corpo per farlo deviare dalla rettitudine, colui che veramente va in cerca della salvezza li strappa via da sé con estrema facilità e persiste nella purezza. Lo Spirito gli è diventato un rifugio e lo rende più forte, estirpando via da lui tutti i mali che lo avversano. Così c'insegna l'apostolo Paolo quando dice: “Mortificate quella parte di voi che appar­tiene alla terra: fornicazione, impurità, mali, desideri catti­vi e tutto ciò che ne segue”.

Anche le gambe, se non si trovassero nella rettitudine e se non procedessero con cautela, secondo la volontà di Dio, il cuo­re che si è riempito di grazia le dominerebbe e le farebbe muove­re secondo la volontà dello Spirito santo, per porle al servizio delle cose buone: il corpo conseguirebbe la perfezione in tutte le buone opere e ritornerebbe sotto il potere dello Spirito santo. Io dico che un simile corpo ha già assunto qualcosa del corpo che si leverà, come previsto, alla risurrezione dei giusti.

Quello che siamo venuti dicendo riguarda i mali dell'anima che si sono mescolati al corpo: essi lo incitano a prediligere e a essere incline ad azioni perverse, agendo in tutte le membra.

D'altro canto dico che l'anima possiede anche altri moti che le sono propri e mali diversi da quelli del corpo, di cui desideriamo mettervi a conoscenza: la superbia, l'oltraggio fatto agli uomini, l'ira, la viltà, l'indisciplina e le altre afflizioni. Se l'anima si abbandona al Signore con tutta la sua forza, il Dio buono le ac­corda la vera conversione, le mostra questi mali uno a uno in modo che possa sottrarsi a essi e che i moti del nemico non la so­verchino per mezzo delle tentazioni. E’ loro intenzione infatti, cioè dei demoni, non lasciarle alcuno scampo.
Se l'anima persevera nella pazienza ed è docile allo Spirito santo che l'attira verso la conversione, il Creatore misericor­dioso avrà compassione per la sua pena e per le fatiche del cor­po: digiunare e vegliare a lungo, meditare sui libri di Dio, prega­re senza sosta e servire tutti gli uomini con cuore puro e spirito umile. Se dunque l'anima persevera in tutte queste cose, il Signore buono guarderà a essa liberandola da tutte le tentazioni, riscattandola con la sua misericordia e mostrandosi con lei com­passionevole, poiché egli ama gli uomini.

A lui spettano la lode e la gloria, insieme al Padre buono e allo Spirito santo, ora e in ogni tempo, nei secoli dei secoli.

 

 Tratto da: Antonio il Grande, Secondo il vangelo – ed. Qiqajon, Comunità di Bose – a cui rimandiamo per l’approfondimento.