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ISACCO
DI NINIVE
CONVERSAZIONI DELLA PREGHIERA NASCOSTA

UNO DEI
PIU’ GRANDI CANTICI D’AMORE, DI ADORAZIONE, DI LODE E DI
FIDUCIA NELLA DIVINA MISERICORDIA.
UNA DELLE PREGHIERE PIU' CARE AGLI ANACORETI, AGLI ASCETI E AI MONACI D'ORIENTE
E D'OCCIDENTE.
CHE MAR ISACCO DISPOSE E ADATTO’ E COMPOSE CON PAROLE APPASSIONATE E PERSUASIVE E [NE] FECE UN [SOLO] CORPO DI MEMBRA [BENE] COMPAGINATE, UTILE ALLA MEDITAZIONE DELLA PREGHIERA NASCOSTA.
CON QUESTE [PAROLE] UNO AVRA’ CONSUETUDINE QUANDO STA E QUANDO SIEDE, SIA QUANDO LAVORA SIA QUANDO CAMMINA DENTRO ALLA SUA CELLA, SIA QUANDO SI ASSOPISCE, FINCHÉ NON LO COGLIE IL SONNO.
E, SIA QUANDO È DENTRO SIA QUANDO CAMMINA PER VIA, DENTRO IL SUO CUORE, DI NASCOSTO, ABBIA CONSUETUDINE CON [QUESTE PAROLE], CHINANDOSI DI CONTINUO A TERRA, DOVUNQUE SI TROVI A STARE, ANCHE SE NON DAVANTI ALLA CROCE, E CONGIUNGENDO L'UMILIAZIONE DEL SUO CORPO CON I MOTI DELLA SUA PREGHIERA.
DA QUESTE [PAROLE] SARÀ AIUTATO ANCHE IN QUELLE [COSE] CHE GLI SONO PROPOSTE CONFORME AI CANONI ED ESSE SARANNO UN LUOGO ECCELLENTE DI ARGOMENTI PIENI DI AIUTO, CHE DI QUI TROVERÀ CONFORMEMENTE AL MUTAMENTO DEL SUO INTELLETTO, E [ALLA] PACE E [ALLE] VESSAZIONI CHE IRROMPONO CONTRO DI LUI.
COSÌ USERÀ DI QUESTE [PAROLE] CHE OPPORTUNAMENTE SONO DISPOSTE PERCHÉ VI TROVI CONSOLAZIONE E DA CUI LA SUA ANIMA E’ SANTIFICATA E LA GRAZIA DELLO SPIRITO È RESA PERFETTA.
Il nome di Gesù, chiave di ogni dono, mi ha aperto la porta grande (1Cor 16,9), perché entrassi nel tesoro delle tue ricchezze e ti glorificassi con la gloria che [procede] dal cuore
Mio Signore, glorifico la tua santa natura perché hai reso la mia natura santuario del tuo nascondimento e tenda dei tuoi misteri e regione della tua dimora e tempio santo della tua divinità
Mistero più alto della parola e del silenzio, fatto uomo per il nostro rinnovamento nell'unione volontaria con la carne, manifestami la via , affinché dal limpido corso della quiete sia innalzato dai fantasmi di questo mondo ai tuoi misteri
Raccogli il mio intelletto entro il silenzio della preghiera, e i pensieri vaganti siano tacitati in me dalla luminosa consuetudine dell'invocazione
Sei tu colui che dà la preghiera a quelli che pregano
Dio, che nella tua longanimità verso i miei peccati mi dai la vita di questo mondo, non privarmi della vita del mondo futuro, attesa nella speranza da coloro che qui ti invocano nei tormenti
Dipingi sul mio intelletto l'unica immagine invisibile da cui è vinto il moto di ogni dolcezza delle memorie del mondo temporale e delle sue figure
Getta sul mio cuore dolci briglie, perché i miei sensi non guardino fuori dei sentieri della tua legge. Arma i miei moti come nave di conversione, affinché su di essa esulti nel mare del mondo fino al porto della tua speranza.
Interna il mio intelletto nel segreto dei misteri che porta
La pienezza dei misteri del Cristo si abbatte sul mio intelletto a somiglianza di onde marine e io ho voluto tacerne e non parlarne, mio Signore, ma divennero nel mio cuore come fuoco che arde e avvampa nelle mie ossa
Resurrezione e luce di tutti i mondi, Gesù Cristo, poni la corona della conoscenza di te sul capo della mia anima;
Sì, mio Signore: la tua divinità sia benevola nei miei confronti e conducimi [tu] oltre il mondo, così che io sia presso di te
Mio Signore, nel momento temibile in cui il tuo corpo e il tuo sangue sono sacrificati per la salvezza del mondo, siano ricordati sul tuo santo altare tutti i padri e i fratelli che sono sui monti e nelle caverne e in valli e grotte e regioni aspre e nel deserto; quanti si nascondono al mondo e di cui tu solo sai dove siano
1. Da tutte le mie ossa (cf. Sal 34,10) e da tutto il mio cuore, nel chinarsi a terra del capo della mia anima, è avvicinata a te, Dio glorioso che abiti nel silenzio inspiegabile, l'adorazione conveniente, perché hai edificato sulla terra, per il mio rinnovamento, una tenda di carità come luogo di riposo della tua volontà, un tempio di carne, plasmato con l'olio ai una santificazione (cf. &al 88,21) più alta di ogni [altra] santificazione, e l'hai colmato delle tue santificazioni affinché in esso fosse compiuta ogni adorazione e in esso tu svelassi le adorabili, eterne ipostasi della tua Trinità e manifestassi ai mondi che hai creato nella tua grazia il Mistero inspiegabile e la Potenza inattingibile ai moti delle tue opere, venute all'essere. Le nature dei vigilanti tramontano in silenzio nello stupore dinnanzi alla caligine di questo mistero eterno e al diluvio della sua gloria più interna di ogni stupore, adorata nella regione del silenzio da tutte le menti sante, degne di te.
2. Adoro lo sgabello dei tuoi piedi, mio Signore, e la tua santa destra che mi ha plasmato e mi ha fatto uomo perché avessi percezione di te. E io ho peccato e ho mancato, nella mia anima e davanti a te, perché ho lasciato la santa consuetudine con te e ho dato i miei giorni alle consuetudini con i desideri. Ti prego, Signore, non imputarmi i peccati delta mia giovinezza e l'ignoranza (Sal 24,7a) della mia vecchiaia e le debolezze della mia natura, che ha prevalso su di me e mi ha immerso nella meditazione di [oggetti] odiosi, ma volgi a te il mio cuore dal vagare tumultuoso dei desideri e fa' abitare in me la luce nascosta. I tuoi benefici nei miei confronti precedono sempre le mie volontà [volte] al bene e la prontezza del mio cuore alla rettitudine. La tua sollecitudine non ha mai serbato la prova della mia libertà, ma a somiglianza della sollecitudine che un padre ha per il suo figlio fanciullo, così la tua sollecitudine ha rincorso me e la grazia della tua paternità ha visitato le mie miserie e non ha inteso ricevere da me la prova della volontà. Sapevi sempre di me che, da meno di un fanciullo, non so verso dove cammino (lGv 2,11).
3. Ti imploro, Dio: mandami un aiuto dai tuoi cieli elevati e allontana dal mio cuore l'operazione cattiva e ogni volontà della carne. Non rigettarmi, Signore, da sotto tua protezione, che il mio avversario non mi trovi e mi calpesti secondo il suo desiderio e mi faccia perire del tutto. Tu sei colui che dà conversione e cuore in lutto al peccatore che si converte: tramite la consolazione che [procede] dal lutto e il dono delle lacrime lenisci il suo cuore dal peso del peccato posto su ai lui.
4. Batto alla porta della tua clemenza, mio Signore: manda un aiuto ai miei moti spersi, ebbri per la moltitudine delle passioni e il vigore dell'oscurità. Fa' muovere dentro di me una sofferenza che veda le mie ferite, anche se non secondo il vigore dei miei peccati, perché, mio Signore, se ricevessi una percezione proporzionata ai miei peccati, la mia anima verrebbe meno per il loro amaro dolore. Soccorri i miei miseri moti [volti] ad una conversione vera e fammi trovare refrigerio dall'impeto dei peccati tramite la sofferenza che procede dal tuo dono, perché senza la potenza della tua grazia neppure posso entrare dentro di me e conoscere le mie macchie, così che alla loro vista possa acquietarmi dalla moltitudine del vagare.
5. Il nome di Gesù, chiave di ogni dono, mi ha aperto la porta grande (1Cor 16,9), perché entrassi nel tesoro delle tue ricchezze e ti glorificassi con la gloria che [procede] dal cuore per la tua misericordia, venuta su di me alla fine dei giorni - perché sei venuto e mi hai rinnovato nella conoscenza del mondo nuovo.
6. Mio Signore, glorifico la tua santa natura perché hai reso la mia natura santuario del tuo nascondimento e tenda dei tuoi misteri e regione della tua dimora e tempio santo della tua divinità, reggitrice dello scettro del tuo regno e condottiera dei tuoi esseri, elargitrice della gloria della tua eternità e rinnovatrice degli ordini infuocati dei tuoi servitori, via alla conoscenza di te e porta della casa delle tue visioni, termine della tua potenza e della tua grande sapienza: Gesù Cristo, l'unigenito che [procede] dal tuo seno e il seme (Is 1,9 e Rm 9,29) raccolto dalla tua creazione, visibile e intelligibile.
7. Mistero più alto della parola e del silenzio, fatto uomo per il nostro rinnovamento nell'unione volontaria con la carne, manifestami la via, affinché dal limpido corso della quiete sia innalzato dai fantasmi di questo mondo ai tuoi misteri, e raccogli il mio intelletto entro il silenzio della preghiera, e i pensieri vaganti siano tacitati in me dalla luminosa consuetudine dell'invocazione e di un'ammirazione piena dei misteri in essa presenti.
8. Adoro il trono della tua
grandezza, mio Signore, io, polvere e cenere (Gen 18,27) e vilissimo tra
gli uomini. Ad esso miriadi di angeli e legioni senza numero di serafini
accostano con i loro gloria infuocati e i loro santi moti, nel nascondimento
della loro natura, un'adorazione spirituale - a te, la natura santa, nascosta al
tatto e alla conoscenza di tutte le [sue] opere -, perché nei tuoi aiuti, mio
Signore, tu sei vicino a tutto, in ogni tempo di necessità, e la tua porta è
aperta, a tempo e fuori tempo, davanti alle domande di tutti, né ti tedi dei
peccatori né sottrai la tua grandezza alle anime macchiate di ogni sorta di
peccati, ma tutto tiri via da mali senza termine.
Mio Signore, anche a me, che hai reso degno, impuro in tutto, di cadere sul mio
volto davanti a te e di osare ricevere il cielo della tua santità nella mia
bocca - io, che sono vaso di ogni immondezza e che non sono degno di essere
annoverato nel numero dei nati da Adamo... dà a me, mio Signore, di essere
santificato dalle tue glorificazioni e di essere purificato dalla memoria di te,
e rinnova la mia vita in mutamento di mente e tramite [quei] pensieri utili che
tu, nella tua grazia, fai serpeggiare dentro di me.
Sii guida al mio intelletto nella mia meditazione rivolta a te e, attraverso il
rinnovamento dell'intelletto che provochi in me, fammi dimenticare la condotta
negli scandali. Muovi in me domande utili, nella conformazione della mia
volontà alla tua volontà, perché sei tu colui che dà la preghiera a quelli
che pregano (1Sam 2,9 LXX).
Imprimi in me un'unica volontà, che guardi a te in ogni momento, e un pensiero
che non sia indebolito nella speranza di te dalle continue morti [sofferte] per
te.
Dammi, mio Signore, di non pregare davanti a te con parole di labbra
insensibili, ma di effondermi a terra nell'umiliazione nascosta del cuore e
nella conversione dell'intelletto.
9. Dio, che nella tua longanimità verso i miei peccati mi dai la vita di questo mondo, non privarmi della vita del mondo futuro, attesa nella speranza da coloro che qui ti invocano nei tormenti.
10. Cristo, la cui carità ha diviso i santi dalla loro gente e famiglia e dalla tranquilla dimora dell'umanità, e davanti alla dolcezza della cui carità tace in loro la robustezza delle passioni naturali - tu, mio Signore, dammi di sanare la mia vita nella tua misericordia e di essere trovato nella mia vita morto ad ogni letizia di questo mondo. Mio Signore, le tempeste che avvampano nelle mie membra siano tacitate dalla tua potenza e la tua carità mi divida dal mondo e dalle sue consuetudini. Dipingi sul mio intelletto l'unica immagine invisibile da cui è vinto il moto di ogni dolcezza delle memorie del mondo temporale e delle sue figure.
11. Mi inginocchio davanti alla tua grandezza e mi prostro a terra davanti a te, Dio, perché, quando non ero consapevole di te né ero, mi hai fatto venire all'esistenza e, da prima che tu mi dessi figura nel ventre, conoscevi la mia vita tumultuosa e incline [all'errore] e non ti sei astenuto dal crearmi e dal darmi tutti i benefici di cui hai onorato la natura, benché la tua conoscenza precedesse i miei peccati. Tu, consapevole delle mie domande da prima che mi siano note e delle mie preghiere da prima che siano pregate davanti a te, dammi, mio Dio, in quest’ora anche ciò di cui sai che la mia debole natura abbisogna, nel pericolo in cui sta. Tu conosci la tribolazione della mia anima e dalla tua mano è disposta la sua guarigione.
12. Potenza grazie a cui gli
antichi padri hanno vinto le vigorose e temibili battaglie del ribelle e come
non bisognosi, in una natura dai molti bisogni, hanno mostrato sulla terra una
somiglianza delle realtà future - e tu hai reso sede delle tue rivelazioni a
loro sepolcri d'uomini e caverne e grotte - porta a termine tu nel mio cuore il
fervore dei loro pensieri, così che ne sia rinvigorito e calpesti l'amore per la
natura e la paura delle avversità.
Semina in me la conoscenza dell'umiltà e delle incontenibili veemenze del
contrastato cammino che [conduce] a te. Riparo dei deboli e via diritta di
quanti sono trattenuti nell'errore, asilo di tutti coloro che si levano nelle
tempeste, avvilisci tu l'arroganza dell'avversario nei miei confronti, percuoti
tu la potenza delle sue insidie contro di me, umilia tu l'altezza del suo
orgoglio. Appiana davanti ai miei pensieri i tuoi sentieri nascosti e sii per
me consolazione nel tempo dei miei dolori e guida nel luogo del pericolo.
13. Sole di giustizia (Mt 4,2 [3,20]), in cui i giusti hanno veduto se stessi e sono divenuti specchio alle loro generazioni, apri tu dentro di me la porta della conoscenza di te e dammi una mente veggente, che cammini sopra i sassi dell'errore fino a giungere alla stanza limpida a cui sono giunti i nostri padri antichi, che ti sono piaciuti in tutte le eccellenze delle loro condotte.
14. Santificami nei tuoi misteri, fa' rilucere il mio intelletto nella conoscenza di te, fa' sorgere la speranza di te nel mio cuore e rendimi degno della persuasione relativa ad essa dentro di me. Dio, Padre mio e Signore della mia vita, fa' rilucere la tua lampada dentro di me, getta in me del tuo affinché dimentichi il mio, poni su di me la costrizione della meraviglia di te affinché ne sia vinta la costrizione della natura. Fa' serpeggiare in me la visione dei tuoi misteri affinché percepisca quel che è stato posto in me nel santo battesimo. Hai posto dentro di me una guida: essa mi mostri sempre la tua gloria. Mi hai costituito luce e sale per il mondo (cf. Mt 5,13-14): che non divenga d'inciampo per i miei compagni. Poiché sono uscito dal mondo, che non guardi ancora in esso quel che ho rinnegato nella mia promessa a te. Getta sul mio cuore dolci briglie, perché i miei sensi non guardino fuori dei sentieri della tua legge. Arma i miei moti come nave di conversione, affinché su di essa esulti nel mare del mondo fino al porto della tua speranza. Il mio intelletto riceva conforto nelle sue tentazioni dalla memoria di te. Illumina davanti a me la via con lo splendore della conoscenza di te, perché essa è scura.
15. Dio, rendimi degno della comprensione del mistero della tua carità dipinto nelle tue disposizioni relative al mondo sensibile e nella costituzione della tua creazione e nel mistero dell’uccisione del tuo Diletto.
16. Fattore nostro, consapevole della debolezza della mia natura, trattieni tu lungi da me la veemenza dell'avversario; estirpa tu dalle mie membra l'erba del peccato; estingui tu il suo fervore dal mio cuore. Avvicina la mano della guarigione alla malattia della mia anima, lega i miei sensi interiori col legame della croce. Moltiplica in me la pienezza della tua carità a partire dalla comprensione del Crocifisso. Interna il mio intelletto nel segreto dei misteri che porta. Configgi in me la memoria dell'umiliazione del tuo Diletto; moltiplica in me la meraviglia per la sua economia a mio favore.
17. Dio, che hai dato il tuo Unigenito al mondo prima di averlo riconciliato a te e che, dopo averlo riconciliato, gli hai fatto ereditare il trono della tua divinità, non abbandonarmi, perché non torni privo di speranza al sepolcro e, nei legami dei miei peccati, non sieda nella tenebra, come un morto per sempre (Sal 142,3).
18. Ti rendiamo grazie, Dio, per il tuo dono al mondo, della cui ricchezza le creature non sono capaci di parlare: che anch'io, che ne sono parte, non ricusi la parte del mio rendimento di grazie, che ti debbo. Per questo, che ti renda gloria e confessi il tuo nome. Hai dato al mondo tutto il tuo tesoro, ovvero l'Unigenito che [procede] dal tuo seno, e hai dato ad aiuto di tutto il trono della tua Essenza: cos'hai ancora che tu non abbia dato alla tua creazione? Il mondo si è congiunto con Dio e il Creatore e la creatura sono divenuti uno. Gloria a te per la tua intelligenza imperscrutabile! Davvero grande è questo mistero. Gloria a te per i tuoi misteri, che ci sono nascosti! Rendimi degno, mio Signore, di gustare questo mistero grande, nascosto e arcano, che il mondo non è ancora degno di percepire. Non ne hai svelato [una parte] ai santi, a loro, che nel corpo vivono al di sopra del mondo e sempre sono al ai sopra dei moti della carne?
19. La pienezza dei misteri del Cristo si abbatte sul mio intelletto a somiglianza di onde marine e io ho voluto tacerne e non parlarne, mio Signore, ma divennero nel mio cuore come fuoco che arde e avvampa nelle mie ossa. La mia intelligenza mi rimprovera e mi mostra i miei peccati; il tuo mistero mi rende attonito e mi costringe alla visione di sé e nel silenzio mi fa cenno: Non esitare ad avvicinarti per paura dei tuoi peccati, o peccatore, perché [proprio] da questa meditazione è scacciata dal tuo intelletto la polvere del peccato.
20. Dissolutore della nostra natura, sciogli [via] da me i legami nascosti, gettati sulle mie membra interiori, e da davanti i miei sensi esteriori gli impedimenti manifesti, affinché corra, entri nel paradiso dei tuoi misteri e mangi dall'albero della vita, da cui non fu permesso ad Adamo di mangiare.
21. Mio Salvatore, custodiscimi dall'errore dei demoni. Mio Dio, allontana da me l'intelligenza dell'ignavia. Mia speranza, effondi nel mio cuore l'ebbrezza riposta nella speranza di te. Resurrezione e luce di tutti i mondi, Gesù Cristo, poni la corona della conoscenza di te sul capo della mia anima; apri improvvisamente davanti a me la porta della misericordia; fa' risplendere nel mio cuore i raggi della tua grazia; sii guida ai piedi dei miei pensieri, finché non giunga in Sion, il tuo monte santo. Rendimi degno della città della santità, in cui sono entrati i santi al termine della loro via. Mio Creatore e mia speranza, ancora della mia vita in mezzo alle tempeste, bastone della mia debolezza, onore del mio obbrobrio, sollevatore del mio capo chino a terra, non consegnarmi al desiderio del mio avversario; non dar occasione alla sua audacia. Poni una grande fossa (Lc 16,26) davanti a me, così che non passi da me e mi turbi. Rendimi degno di compiere nella tua condotta la mia vita breve e fuggente. Che io sia trovato in tua prossimità al termine dei miei giorni; che sia trovato dentro alla tua vigna al tramonto del sole della mia vita. Rendimi degno prima del tempo del mio transito - per grazia, mio Signore, e non a motivo delle mie condotte - del denaro di cui hai reso degni gli operai. Rendimi degno, anche se per un decimo degli anni della mia vita, di essere trovato nella tua condotta, solerte. Il mondo non mi imprigioni nelle sue consuetudini piene di oppressioni, non mi rinchiuda dentro la gabbia delle sue preoccupazioni.
22. Cristo,che celi la Luce come un mantello e che a causa mia ti sei levato nudo davanti a Pilato, fammi rivestire quella potenza che hai fatto dimorare sui santi e con cui essi hanno vinto questo mondo di lotta. Sì, mio Signore: la tua divinità sia benevola nei miei confronti e conducimi [tu] oltre il mondo, così che io sia presso di te.
23. Cristo: i cherubini dai molti occhi non possono guardare la gloria del tuo volto. Tu, che per la tua carità hai ricevuto uno sputo sul tuo viso, fa' passare dal mio viso la vergogna e dammi un viso scoperto davanti a te nel momento della preghiera.
24. Cristo, che per il debito della nostra natura sei uscito nel deserto e hai superato il principe della tenebra e gli hai strappato la vittoria di cinquemila anni [prima], costringi tu a fuggire via da me lui, che sempre costringe al peccato il genere degli uomini.
25. La croce dell'ignominia (cf. Eb 11, 26; 13, 13) su cui sei salito per me divenga per me ponte alla stanza celeste. La corona di spine di cui è stato coronato il tuo capo divenga per me elmo di salvezza (Ef 6,17) nel fervido giorno della battaglia. Lo sputo che il tuo volto ha ricevuto mi prepari alla fiducia davanti al tribunale della tua venuta. Il tuo santo corpo, spogliato sulla croce, per la tua carità mi crocifigga a questo mondo e ai suoi desideri. La tua veste tirata a sorte strappi da davanti ai miei occhi il manto di tenebra indossato dentro di me. L'acqua e il sangue usciti da te divengano per me scritto di emancipazione dall'antica servitù. Il tuo corpo e il tuo sangue, che si sono mescolati al mio corpo, facciano rimanere in me la primizia [dello Spirito], perché non sia privato della continua visione di te in quella regione senza fine. I misteri della fede, che ho custoditi incorrotti nella mia anima, custodiscano per me la gloria, nel giorno in cui il mondo sarà pronto ad accogliere la tua venuta, e colmino lì per me quel che manca alle mie condotte.
26. Mio Signore, nel momento temibile in cui il tuo corpo e il tuo sangue sono sacrificati per la salvezza del mondo, siano ricordati sul tuo santo altare tutti i padri e i fratelli che sono sui monti e nelle caverne e in valli e grotte e regioni aspre e nel deserto; quanti si nascondono al mondo e di cui tu solo sai dove siano, quelli defunti e quelli che hanno esistenza e, davanti a te, servono in corpo e anima te, il Santo che dimora nei santi, nei quali riposa la tua divinità; quelli che hanno lasciato il mondo temporale e sono già divenuti morti alla sua vita perché sono usciti alla ricerca di te, cercando con anelito, nelle tribolazioni dei loro tormenti, te, il re di tutti i mondi e di tutti i padri ortodossi che per la verità della fede hanno sopportato l'esilio e le tribolazioni della persecuzione, e [infine] quanti in monasteri e conventi e deserti, negli insediamenti del mondo e in ogni regione e luogo si studiano di piacere a te nei lavori [sostenuti] a motivo della virtù. Li accompagni, Signore, il tuo aiuto e sii per loro sempre elmo e manda loro continua consolazione, di nascosto, e lega a te, in tutte le loro lotte il loro intelletto, e dimori in loro la potenza della tua Trinità e ti servano fino al compimento della loro vita, in buona coscienza e in buone condotte, e rendili degni del porto del riposo mentre sono [ancora] nel corpo. E manda soccorso, Signore, a quelli che si levano nelle difficili battaglie dei demoni, [condotte] sia manifestamente sia di nascosto, e la nube della tua grazia li ricopra (cf. Lc 1,35) e poni sul capo della loro mente l'elmo delta salvezza (Ef 6,17) e umilia davanti a loro la potenza dell'avversario e li sostenga sempre il vigore della tua destra, perché per i loro pensieri non vengano meno allo sguardo continuo [rivolto] a te, e fa' rivestire loro l'arma dell'umiltà, così che da loro spiri sempre un odore soave, secondo il tuo beneplacito.
27. Siano ricordati davanti a
te, mio signore, anche coloro che sono nelle forti afflizioni e nelle difficili
malattie del corpo, e manda loro l'angelo della misericordia e da' riposo alle
loro anime tormentate dalle impetuose tribolazioni dei loro corpi.
Risparmia, Signore, anche coloro che sono gettati in mano a uomini iniqui,
cattivi e senza Dio, e manda velocemente l'angelo della misericordia e scampali
dalle loro mani.
Mio Signore e mio Dio, manda tu consolazione a coloro che sono ingiustamente in ogni sorta di difficoltà.
28. Mio Signore, ricopri (cf. Lc 1,35) la tua santa chiesa, salvata dal tuo sangue, e fa' abitare in essa quella tua vera pace che hai dato ai tuoi santi apostoli (cf. Gv 14,27) e lega i suoi figli con i santi vincoli della carità indissolubile e non la domini il ribelle, ma allontana da essa le persecuzioni e i tumulti e le battaglie, quelle da dentro e quelle da fuori, e re e sacerdoti siano legati da grande pace e carità, i loro intelletti sempre ricolmi dello sguardo rivolto a te, e la santa fede sia [come] un muro per il tuo gregge. E per le loro preghiere rendi degno anche me, peccatore, di essere custodito sempre sotto il vigore del tuo santo braccio, che è la sollecitudine che tutto tiene. Amen.
29. Mio Signore, ti supplico e invoco: rendi tutti gli erranti degni della verità della conoscenza di te, perché conoscano tutta la tua gloria.
30. E sii [tu] l'avvocato di tutti coloro che sono passati per questo mondo in pochezza di condotte e privi di fede, per il corpo che hai preso da loro, e dall'una assemblea concorde del corpo del mondo, nel regno dei cieli salga un: Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito di santità, e vi sia delizia senza fine, per i secoli dei secoli. Amen.
Queste meditazioni e questa consuetudine di invocazione conviene che abbiano di continuo coloro che attendono di ricevere nel loro uomo interiore la grazia dello Spirito di santità. Da queste consuetudini sono santificati e in questa volontà divengono degni del dono dall'alto. E ci conviene pregare con sofferenza e invocare con afflizione Dio per tutte queste cose. E abbiamo questo pensiero per tutti gli uomini e preghiamo con sofferenza per loro come per noi stessi, affinché così la divinità venga e riposi in noi e abiti in noi la sua volontà, come nei cieli, anche in terra (Mt 6, 10b). Abbi anche tu, fratello nostro, questo proponimento nella preghiera e nella meditazione, in tutti i tuoi giorni, nel tempo in cui sei prostrato a terra e nel resto delle altre ore; nascostamente e dentro il tuo cuore. Anche se non ha la stessa disposizione e lo stesso ordine nelle parole, la preghiera abbia assolutamente la stessa intenzione, sempre, affinché per questa volontà e meditazione diveniamo degni del dono che hanno ricevuto i nostri padri, i cui corpi e le cui anime sono divenuti templi per lo Spirito di santità.
Tratto da ISACCO DI NINIVE, Discorsi spirituali, ed. Qiqaion, a cui rimandiamo vivamente per l'approfondimento.