Ioannes

Meditazione profonda: non solo yoga... l'ESICASMO


Nota del curatore del sito:

Questo articolo mette in risalto i paralleli e le similitudini "metodologiche" tra yoga ed esicasmo. Naturalmente non è questo l'aspetto più importante da tenere presente per coloro che vogliono seriamente avvicinarsi alla Preghiera di Gesù. Molto più rilevanti risultano invece le dimensioni cristologica, soteriologica ed ecclesiologica senza le quali l'esicasmo si ridurrebbe appunto ad un'altra forma di yoga e di ricerca dell'Assoluto impersonale praticato in ambito occidentale.
Anche i presupposti e le finalità dell'ascetismo cristiano risultano profondamente diversi in quanto non mirano all'identificazione dell'anima col Divino-Tutto o alla realizzazione della "natura della mente" (natura primordiale, mahamudra: secondo il buddhismo tibetano e lo dzogchen) ma alla "divinizzazione" (in Cristo) della persona umana che non si spinge mai nella sfera della trascendenza e dell'essenza divina le quali rimangono  ineffabili e non partecipabili.

Poco serie risultano le divagazioni dell'autore sulla "lunga armoniosa modulazione del suono" ... "grazie ad un uscita decisa della K" , sulla trance e sul "corpo astrale": una piccola insalata new-age tra esicasmo, buddhismo tibetano, induismo ed esoterismo.

Ioannes mi perdoni quest'ultimo appunto critico.
 

L'esicasmo é l' arte di raggiungere l'esichia..ovvero la pace del cuore, una dimensione che conduce all' estasi nell'unione fra umano e divino.
Questo é un' antica pratica spirituale di meditazione profonda che era già praticata dai primissimi anacoreti del deserto all'alba del cristianesimo.
Questo metodo secondo la tradizione risale ai primi apostoli,si é diffuso poi agli asceti che si ritiravano nel deserto e poi confluì nella tradizione monastica che fa riferimento ai monaci del monte athos.
-Secondo antichi testi che narrano il martirio di Ignazio Teoforo, questa disciplina sarebbe stata tramandata dall'apostolo Giovanni stesso a questo martire che fu vescovo di Antiochia.
Queste fonti narrano di come egli, quando fu trascinato dai pagani nell' arena dei leoni ,avesse sulle labbra costantemente il nome di Gesù.
Quando gli fu chiesto perché mai pronunciasse quel nome in continuazione egli rispose che non faceva altro che proclamare apertamente ciò che era nel suo cuore.
la leggenda é significativa, e narra che mentre tutto il corpo fu divorato, il cuore rimase intatto fra le ossa... così i carnefici si ricordarono di ciò che aveva detto, aprirono il suo cuore in due parti e all'interno vi trovarono inciso il nome di Gesù Cristo.

- L'esicasmo:
Come già detto é un metodo di meditazione che conduce chi lo pratica al raggiungimento dell' esichia..ovvero la "pace del cuore" , una pace che nessun uomo può dare, ma che si attinge direttamente da Dio.
Quella pace della quale Gesù dice "vi lascio la pace, vi do la mia pace, non come la dà il mondo io ve la do".... una pace di comunione con Dio che si realizza in un cuore progressivamente purificato attraverso tale pratica che conduce il praticante ad una progressiva trasformazione interiore, fino a divenire Uno con Cristo, cioé Figli di Dio secondo quello stato spirituale indicato da Gesù " io in voi e voi in me, insieme nel Padre."
E' scritto "lega il tuo respiro al nome di Gesù" .. questo fa l'esicasmo.

Preghiera di Gesù o preghiera del cuore:
L' esicasmo ha il suo perno nella cosiddetta preghiera del cuore o preghiera di Gesù.
Questa preghiera é il veicolo e il mezzo che conduce alla stanza segreta all'interno di noi stessi..il "santo dei santi" dove si trova la Luce stessa di Dio, dove attraverso l'anima purificata possiamo godere della luce divina come in uno specchio e trovare la pace.
- La preghiera di Gesù é una preghiera breve che anticamente recitava semplicemente "Kyrie Eleison"..; questo é il suono che abita il cuore dei monaci dell' Athos.
Da questa semplice formula col passare dei secoli si é passati a quella più complessa detta 'preghiera del cuore' che usualmente viene tradotta in italiano con " Gesù Cristo figlio di Dio , abbi pietà di me, peccatore ( "peccatore' é un' aggiunta più tarda).

Tuttavia é preferibile attenersi all'uso antico della frase greca "Kirye eleison".. infatti non é importante solo il significato di ciò che si recita, ma in questa disciplina anche il suono ha una sua importanza... e il suono Eleison nelle lunghe meditazioni finisce col fondersi significativamente con il suono dell' OM che nella tradizione orientale é il suono della vibrazione universale.
Chiunque si addentra minimamente nell'esicasmo si avvede subito della straordinaria somiglianza fra il metodo esicasta e lo yoga... tanto che gli studiosi si sono posti il problema se questa somiglianza sia stata generata da una qualche confluenza di una tradizione nell'altra o se fosse dovuta al raggiungimento di una stessa verità spirituale.

entrambi i metodi coincidono nei punti principali:
-una posizione adeguata allo scopo.
-un luogo solitario
-il controllo del respiro, o respirazione consapevole.
-la recitazione del nome divino attraverso un mantra, ovvero secondo lo yoga una ripetizione infinita di uno stesso suono, al fine di sopire la ragione dell'ego e permettere allo spirito di raggiungere le regioni del cuore spirituale, dove la mente può unirsi all'energia divina... il tutto aggrappati al nome divino, in questo caso, Gesù Cristo.
Mentre molti induisti recitano ad esempio Om namah Shivaia, i cristiani recitano Kyrie Eleison... ovvero Signore Pietà.

-Cosa vuol dire Kyrie Eleison?

KYRIE che può essere alternato con Christe..sta ad indicare un' invocazione a Dio.. così l'intelletto si volge al divino ed inizia a chiamarlo con insistenza affinché Egli venga come egli stesso ha promesso dicendo " chiedete nel mio nome ed otterrete; bussate e vi sarà aperto; chiedete al Padre lo spirito santo e il Padre ve lo concederà; io sono con voi sempre..ecc.
Dicendo "Signore" ci abbassiamo in umiltà affinché egli si chini su di noi per sollevarci. Alternando " Christe eleison" al " Kyrie eleison" teniamo presente alla nostra mente che Dio é una persona e quella persona per noi é Gesù...Gesù é in coloro che credono in lui...insieme a Lui saliamo al Padre.
Questa invocazione é l'invocazione del pubblicano dei vangeli che davanti a Cristo abbassa lo sguardo e chiede una guarigione dicendo " signore abbi pietà di me".
-ELEISON: vuol dire pietà..... ma pietà cosa vuol dire?
Oggi la parola pietà ha assunto un significato negativo, specie in italiano ha un tono peggiorativo, infatti diciamo "non voglio la tua pietà", oppure "mi fai pietà" come fosse una cosa spregevole per persone spregevoli....ma ELEISON vuol dire più ampiamente " il tuo abbraccio sia su di me, volgiti a me, Signore manda il tuo spirito, la tua tenerezza sia su di me, , il tuo nome sia benedetto, ecc .
Pietà perché egli é infinito e noi siamo piccoli esseri finiti e perciò abbiamo bisogno della sua misericordia per godere di un assaggio di eternità.

-Disposizione interiore per l'esicasmo:

L'antico padre Arsenio dopo aver sperimentato molti metodi per raggiungere la pace e risolvere il suo malessere, infine chiese a Cristo cosa dovesse fare per raggiungere la salvezza... intesa col termine "soteria" che vuol dire più ampiamente "essere in piena salute fisica, psichica, e spirituale".
Cristo gli rispose semplicemente :- fuge, tace, quiesce.

FUGGI:
Quando il frastuono del mondo ti opprime, quando il suo schiamazzo entra dentro di te, perdi ciò che hai di più prezioso: il contatto con il tuo cuore.
Non riesci più a fare chiarezza, perché non hai il silenzio interiore, non riesci più a trovare il tempo per stare con te stesso e ritrovare l'equilibrio....perciò devi trovare un luogo appartato... fuggire seguendo quell'esigenza che tante volte senti salire in modo inarrestabile dentro di te.
Non é vigliaccheria ma é un esigenza per ritrovare se stessi... fuggire dal mondo.
Gli antichi si ritiravano nel deserto come fece Gesù stesso per 40 giorni, ma quando ciò non é possibile nelle nostre caotiche ed affollate città bisogna cercare quella condizione per poter trovare il deserto interiore.
Gesù dice " quando vuoi pregare, entra nella tua stanza e chiusa la porta , prega il Padre tuo che é nel segreto, nel segreto ti ricompenserà."
 

TACI:
Dopo aver trovato il silenzio all'esterno bisogna cercare il silenzio interiore.
Tacere con le labbra ma anche e cosa assai più difficile tacere con la mente.
Tacere é porsi in ascolto.. il silenzio non é da fare, il silenzio é già lì e al di là di noi, al di là di tutte le nostre voci esterne ed interne c'é il silenzio assoluto... quello che terrorizza i più... il silenzio in cui molti hanno paura di perdere se stessi.
Shakespeare paragonava la vita ad una commedia in cui ognuno recita una parte, ma alla fine delle sue tragedie scriveva "il resto é silenzio".
Così anche noi alla fine di tutto, entriamo nel silenzio e la vita mondana non é che vanità.
Ma ciò che gli altri temono, colui che cerca l'unione con Dio lo deve cercare.. il silenzio é condizione necessaria...s e ci addestriamo al silenzio interiore, quando vi arriviamo scopriamo là, la voce silente della preghiera.
Nel silenzio Vergine.. l'angelo, cioé la potenza alata di Dio, deposita il seme, la parola, la quale genera il Verbo.... cioé la parola viva e intelligente, il Logos del Padre...il Figlio....la parola affidata al messaggero in questo caso é l'orazione. Questa trova nel silenzio il ventre vergine e caldo e lo feconda.
Questo avviene nel luogo più segreto, il CUORE inteso non come muscolo ma come centro dell'essere.
In questo luogo entrano solo coloro che divengono puri e lì incontrano il Vivente.
L'anima così si unisce al Verbo e si realizzano le nozze fra questa e Dio.
Il frutto di questa unione é Gesù stesso... il Verbo che si fa carne " il Verbo si fece carne e dimorò in noi.. e noi abbiamo visto la sua gloria".
Se un uomo ottiene questo non é più lui e può andare oltre... con Cristo potrà rivolgersi al Padre in spirito e verità, con un sospiro inesprimibile... sarà nella Ruah..il soffio di Dio e a Lui si potrà rivolgere dicendo "Abba" senza l'uso di alcuna parola o pensiero, ma con il semplice " essere alla sua presenza".

QUIESCE..
"riposati" o " entra nel riposo" :
San Serafino dice: "trova la pace interiore e una moltitudine sarà salvata con te"
Lo scopo dell'esicasmo é la pace del cuore... l'esichia.
Non si medita solo per sé ma ogni cosa é correlata con il Tutto,
per questo é detto " impossibile sollevare un filo di paglia senza disturbare una stella".
Per questo Gesù dette ai discepoli la sua pace e a loro volta essi la davano agli afflitti.
Questa Pace é già il Regno di Dio in noi, quello che Gesù aveva già nel suo cuore sulla croce e che gli permise di chiedere perdono per i suoi aguzzini anziché pensare a se stesso prima di consegnare in pace lo spirito nelle mani del Padre.

Trova la solitudine, taci, e abbandonati al riposo.
Così Gesù non apre le acque come Dio Padre per aprire il passaggio al suo popolo ma più semplicemente vi cammina sopra invitando i suoi discepoli a fare altrettanto.
Anche noi quando ci abbandoniamo alle onde del mare.. con sorpresa ci accorgiamo che esse ci sostengono proprio quando la smettiamo di dibatterci e ci lasciamo cullare dalla marea stessa in abbandono facendo "il morto".
Questa é l'opera della fede. Abbandonarsi nelle mani di Cristo..;" io conosco le mie pecore e loro conoscono la mia voce, le raccoglierò e nessuna andrà persa dalla mia mano".

L'ORAZIONE ININTERROTTA DEL CUORE:

Tecniche:
Esistono varie tecniche riportate nell'opera Filocalia, che raccoglie l'insegnamento dei Padri ortodossi e in cui si trovano molti riferimenti alla Preghiera del cuore e al metodo di meditazione esicasta.
Il tema della ripetizione del Nome, della preghiera del cuore, percorre tutta la tradizione esicastica, dai Padri del deserto ai giorni nostri: esiste qualche variante nelle tecnica, ma lo spirito rimane lo stesso. Gli esicasti si inseriscono nella tradizione cristiana secondo la quale ripetere il nome di Gesù significa essere alla sua Presenza: il fine della preghiera del cuore è lo stato di preghiera continua, che corrisponde all’unione con Dio:
San Cassiano dice:
«il fine che il monaco si propone e la perfezione del cuore consistono in una ininterrotta perseveranza della preghiera. Per quanto è dato alla fragilità umana, si tratta di una tensione verso la tranquillità immobile dell’anima e verso una purezza eterna»
e Gregorio Palamas scrive:
«Pregare incessantemente, invocare il nome di colui che è nostra Salvezza e nostra Luce, e diventare partecipi della sua natura divina: questo in breve il fine della preghiera del cuore».

-alcuni padri per es. suggeriscono di introdurre per mezzo dell'inspirazione lo spirito nel CUORE e poi ripetere dentro di sé l'invocazione "Signore Gesù Cristo abbi pietà di me" ma se preferiamo possiamo ripetere l'antica invocazione 'Kyrie eleison", magari alternandola con Christe Eleison per ricordarci che la porta attraverso la quale passiamo é il santo nome di Gesù. Infatti i padri raccomandano di mantenere costantemente il "ricordo di Gesù Cristo" o più genericamente "ricordo di Dio".
-la forma più citata é sicuramente "Signore Gesù Cristo figlio di Dio abbi pietà di me peccatore" in cui tutto é condensato ma questa forma si é affermata piano piano per mezzo della teologia e infine della traduzione, a mio parere con questa formula si perde la forza del suono nel caso si attuasse una meditazione a voce.
-Altri suggeriscono di recitare la preghiera dicendo la prima parte nell'inspirazione e la seconda nell' espirazione.
-Tutti comunque convergono nel raccomandare di fissare il proprio intelletto nel cuore.
-Questo fissare la mente nel cuore ci permette di escludere ogni pensiero estraneo, e di rimanere centrati in se stessi.
Questo atteggiamento a lungo andare porta lo spirito ad entrare realmente nel proprio centro....
Lo spirito si ritira da tutte le cose esteriori su cui si trova per tornare nel suo centro..... ovvero in noi stessi.
Lì scopre con grande gioia che le cose vane del mondo non sono niente al confronto della Luce gioiosa da cui é scaturito e che ritrova nella scintilla divina che ancora ci anima.
-Ripetere costantemente questa preghiera "kyrie eleison" porta il nostro essere a risuonare di questa preghiera costantemente.
La lunga pratica porta a quella che san Paolo chiamava la preghiera senza intermissione.
-Uno scritto anonimo che ebbe molto successo alla fine dell' '800 in Russia intitolato "racconti di un pellegrino russo" narra le vicende di un pellegrino che girò a piedi la Russia cercando il segreto per giungere alla preghiera ininterrotta e cosa questa fosse.
questo scritto ebbe il merito di riportare alla ribalta la Preghiera del Cuore e la meditazione esicasta.

-Così per mezzo di questa preghiera il praticante assiduo arriva alla preghiera senza intermissione... cioé alla "non preghiera".
A quello stato in cui non siamo più noi a pregare ma la preghiera prega in noi qualunque cosa facciamo e ovunque siamo.
Noi diveniamo quindi la preghiera stessa.

Ecco che il nome di Gesù é definitivamente inciso nel nostro cuore.
E per mezzo suo otteniamo la Pace che il Mondo non può toglierci.
Quella Pace che portava i primi cristiani in cui lo Spirito era ancora prepotentemente vivo ad affrontare le belve e il martirio.. stupendo gli stessi pagani.
Il medico e filosofo pagano Galeno ammise che i cristiani anche quando erano persone semplici e non istruite mostravano di avere le virtù dei più alti filosofi.
Questo é il potere del santo nome di Gesù.

Meditazione vocale "Kyrie eleison":
All'inizio é bene recitare la preghiera a voce alta... e solo quando si é più esperti é consigliabile passare a quella interiore. Quando cioé la preghiera avrà un eco dentro che perdura come quello di una campana che é stata suonata.
Ognuno potrebbe trovare un metodo a sé più congeniale, per quanto mi riguarda eccellenti risultati si ottengono con la recitazione dell'orazione breve più antica "Kyrie eleison... Christe eleison".
-ci si siede su uno sgabello, in posizione comoda, i monaci suggeriscono di "appoggiare la barba su proprio petto, tenendo una posizione rivolta al proprio centro.
Bisogna dire però che i monaci stavano tanto piegati che all'inizio, avvertono, si sentirà dolore.
Si inspira e insieme al respiro si conduce la mente nel cuore.....
.... rilasciando il respiro si lasceranno uscire le parole Kyrie Eleison..... dilatandole per tutta l'ampiezza dell'espirazione.
All'inizio é difficoltoso... si può farlo con una parola per volta.
con la pratica saremo stupefatti di come il respiro sarà ampio e di come potremo tenere a lungo la vibrazione della parola.
Le parole escono bene grazie ad un uscita decisa della K e si dilatano a tempo indeterminato nel finale grazie alla parola eleison... che a lungo andare diventa una lunga armoniosa modulazione di suono.
Con la pratica il risultato é simile ad un unico suono continuo modulato ed armonioso.
Questo metodo é affine a quello yoga... e alla meditazione buddhista, tanto che a volte io integro l'uso della campana tibetana che genera il suono dell' OM creando una bellissima fusione con il suono dell'orazione esicasta.
Il praticante cade in uno stato di trance, e mentre il suo corpo astrale vibra come una campana il suo spirito é in viaggio verso il CUORE.

Meditazione silenziosa "Kyrie eleison":
Chiudiamo quindi la porta.. raccogliamo la nostra mente nel cuore..... ispirando l'aria per il corpo immettiamo anche il soffio dello spirito dicendo intensamente "Kyrie Eleison" nel nostro cuore.. e rilasciamo uscire da noi tutte le tensioni, fino a quando uscirà quella stessa pace che avremo trovato nel Centro di noi stessi, ed essa si emanerà tutta intorno a noi.
Si può anche inspirare "kyrie" ed espirare "eleison".
Nel caso si praticasse questa meditazione silenziosa ci si può attenere anche alla consueta formula " Signore Gesù Cristo abbi pietà di me peccatore" anche se come già detto io preferisco la semplice formula antica degli asceti del deserto.
Così i Santi diffondono la santità intorno a loro come un fiore il suo profumo.
Così un uomo di pace diffonde pace nel mondo con il suo solo esistere.

Purificazione:
-Il fine di questa disciplina é l'esichia e questa si raggiunge attraverso la purificazione da tutti i pensieri e le passioni.
-La mente si ribella e cerca in continuazione di fuggire verso le cose esteriori, generando continuamente immagini... queste immagini vanno fuggite tutte... senza eccezione.
Questa pratica é detta "custodia della mente".
-i demoni, dicono i padri, faranno di tutto per non permetterti di arrivare alla porta del "santo dei santi".
-bisogna rimanere col pensiero fisso nel cuore, recitando le parole della preghiera del cuore e tenendo sempre vivo il "ricordo di Cristo" o "ricordo di Dio", non soffermarsi su nessuna immagine né pensiero estraneo.
Anche se tu vedessi gli angeli, o fiamme, luci stupefacenti, tu non devi fermarti e mirare sempre e solo alla pace del cuore.
I demoni prima ti propongono cose, poi ti distraggono con preoccupazioni, poi ti tentano con passioni, alla fine cercano di imbrogliarti con rappresentazioni divine.... quest'ultima fase é quella dove i più si perdono.
Non bisogna fermarsi a nessun traguardo, i padri dicono che per un livello lasciato ce n'é sempre uno più alto... qualsiasi cosa lasci Dio ne prepara una migliore per te.
Non bisogna dimenticare che l'unica cosa importante é la pace del cuore... quello solo é lo stadio finale e in quello solo é possibile conoscere la Luce di Dio.
Solo dove non c'é più traccia di noi troviamo Lui... é il Nulla.
Quello che i Buddhisti chiamano nirvana e che noi chiamiamo Regno di Dio.

-tutti i Padri convergono nel raccontare i sintomi che si riscontrano nel praticante che ha ormai raggiunto un buon livello:
Tutti parlano di un calore che si crea nella regione del cuore, un calore che diviene sempre più intenso, un tepore, ..é il fuoco dello spirito.
-dopo questa fase in cui si percepisce questo calore tutti parlano di uno stadio che possono definire solo come "lacrime abbondanti e piene di compunzione" o affermazioni simili sempre riferite a "lacrime".
il praticante inizia a versare "lacrime copiose" e non solo dagli occhi ma può accadere che escano da tutto il corpo.
Queste lacrime sono generate dall' azione che questo calore compie nel cuore purificandolo.
-dopo che queste lacrime sono scaturite il cuore é come purificato e rimane in esso una sensazione di pace sempre più intensa tanto più si é progrediti in questa meditazione.

Risultati:
Il cuore è per gli esicasti il luogo privilegiato, che accoglie la presenza di Dio: il respiro e la preghiera lo risvegliano e lo rendono capace di sensibilità e di amore nei confronti di tutto il mondo:
Quand’è che l’uomo conosce che il suo cuore è giunto alla purezza?
Isacco il Siro risponde così: "quando considera buoni tutti gli uomini, e quando nessun uomo gli sembra impuro e sudicio. Allora egli è veramente puro di cuore»
(Isacco il Siro, Trattati ascetici).

PACE


Per approfondimenti:
"L'esiscasmo di J.Y.Leloup"
"Piccola filocalia della preghiera del cuore" a cura di J. gouillard.
"Racconti di un pellegrino russo"

Ioannes