LA PREGHIERA "CENTRICA"
DEL PADRE TRAPPISTA B. PENNINGTON

 

Introduzione

Nella primavera del 1976, un settimanale cattolico pubblicava alcuni articoli scritti da  B. Pennington, trappista della St. Joseph Abbey di  Spencer nel Massachusetts.  Padre B. Pennington attingendo alla dottrina dell'Anonimo del XIV secolo, famoso autore della NUBE DELLA NON-CONOSCENZA, cercava con la sua opera di rilanciare la pratica della meditazione e della meditazione profonda  negli Stati Uniti. Egli  raccolse  il frutto delle sue ricerche e delle sue esperienze in un volume dal titolo Preghiera centrica. Rinnovata un'antica forma di preghiera cristiana (Centering prayer. Renewing an ancient christtan prayer form)

Nelle opere di  p. Bennington ci viene anzitutto spiegato  perché il metodo d'orazione proposta dall'Anonimo si possa definire «preghiera centrica». Il nome nacque quasi spontaneamente nel corso di un incontro con un gruppo di Superiori religiosi. Il frequente richiamo all'insegnamento di T. Merton, relativo al «centro profondo» dell'essere come luogo per eccellenza della preghiera, ispirò questa nuova formulazione, che sostituiva quella precedente, più generica, di «preghiera de La nube»

Padre B. Pennington dedicò un intero capitolo a rintracciare i precedenti della «preghiera centrica», individuandoli  nell'«indirupta oratio» dei Padri del deserto, nonché nella «Preghiera di Gesù» tipica dell'esicasmo.

L'insegnamento de La nube si colloca in effetti nel contesto di queste grandi tradizioni mistico-ascetiche e, secondo Pennington, può essere così sintetizzato nei suoi principi pratici :

- Mettiti a sedere completamente tranquillo quasi tu volessi dormire (cap. 44).

- Non è altro che un impulso improvviso che... punta direttamente a Dio (cap. 4).

- Eleva il tuo cuore a Dio e pensa a lui solo  così che niente operi nella tua mente o nella tua volontà, se non lui solo (cap. 3).

- La volontà ha bisogno solo di una breve frazione di tempo per rivolgersi all'oggetto del suo desiderio (cap. 4)

- Se vuoi avvolgere questo «nakid entent» in una sola parola così da trattenerlo più saldamente, prendi una parola corta, preferibilmente di una sola sillaba: più è corta e meglio è... che sia però significativa per te. E questa parola legala stretta al tuo cuore, così che non se ne stacchi più, qualunque cosa accada (cap. 7).

- Fà attenzione e non cercare in alcun modo di compiere questo lavoro con le facoltà intellettuale tanto meno con l'immaginazione. Te lo dico con tutta sincerità: non riusciresti a combinare un bel niente! Smettila, dunque, di far uso delle tue facoltà (cap. 4).

- E meglio quando [questo grido spirituale] scaturisce esclusivamente dallo spirito, senza nemmeno essere pensato o espresso a parole (cap. 40).

- Questa breve parola rappresenti Dio nella sua interezza ed esclusivamente lui   così che niente lavori nella tua mente e nella tua volontà, se non Dio solo (cap. 40).

- Subito dopo ogni impulso, l'anima può ricadere, a causa della corruzione della carne, nei pensieri precedenti e nel ricordo delle cose fatte e non fatte. Ma non è ancora finita: in un batter d'occhio può riaccendersi di nuovo come prima (cap. 4)

- Con questa parola sopprimerai ogni pensiero sotto la nube d'oblio. A tal punto che se qualche pensiero ti metterà sotto pressione chiedendoti cosa mai stai cercando, non gli risponderai altrimenti che con questa semplice parola. E se si farà avanti con la sua scienza per spiegarti d significato di quella stessa parola ed esporne le varie proprietà, gli dirai che vuoi conservarla intatta nella sua interezza e non ridurla in briciole. Se ti terrai ben saldo in questo proposito, ti assicuro che quel pensiero se ne andrà immediatamente (cap. 7).

- Non ti devi interessare a nessuna creatura, sia materiale che spirituale, e di nessuna caratteristica od opera di qualsivoglia creatura, sia essa buona o cattiva. Insomma ogni cosa va tenuta nascosta sotto questa nube d'oblio (cap. 5)

In termini più sintetici e pratici, padre B. Pennington riassume la «preghiera de La nube» in tre regole:

1. All'inizio della preghiera spendiamo un minuto o due per raccoglierci e poi avanzare nella fede a Dio che abita  nel nostro intimo; poi, al termine della nostra preghiera, dedichiamo alcuni minuti a uscirne  restando mentalmente del Padre nostro.

2. Dopo esserci fermati un poco nel centro in amore devoto      prendiamo una parola sola, semplice, che esprima questa risposta    e cominciamo a lasciare che si ripeta dentro di noi    

3. Ogniqualvolta, nel corso della preghiera, ci accorgiamo di qualcos'altro, noi semplicemente ritorniamo, con calma, alla   parola della preghiera