Monastero Fonte Avellana: spiritualità monastero camaldolese di fonte avellana
Monastero Fonte Avellana: spiritualità

San Romualdo tra Occidente e Oriente Cristiano

Iniziale miniata - San Romualdo
San Romualdo - Particolare iniziale miniata - Scuola di Simone Camaldolese (1395)
Biblioteca Laurenziana Firenze

Difficile presentare una personalità così complessa e inquieta, così creativa e insofferente come San Romualdo di Ravenna, vissuto nel pieno delle turbolenze sociali e politiche del passaggio di millennio. Il suo biografo, San Pier Damiano, nella "Vita del Beato Romualdo", ad un certo punto (cap. 35) lo appella sterilitatis impatiens, cioè uno che non si rassegna a vivere senza dar frutti.
Come delineare allora la figura di questo monaco un po' originale, che diventa eremita itinerante a cavallo dell'anno Mille? Qualche decennio prima della divisione della Chiesa di Roma da quella greca di Costantinopoli (1054), Romualdo innesta sul tronco benedettino occidentale la tradizione monastica orientale.
E' l'eredità più preziosa lasciata ai suoi discepoli da un monaco che, molto presto, abbandona col consenso dell'abate il suo primo monastero, e conduce vita eremitica attratto dalla spiritualità dei Padri del deserto e di Cassiano.
Romualdo, entrato ventenne a Sant'Apollinare in Classe (Ravenna), proviene da un ambiente cittadino che nei secoli X-XI conserva ancora i riflessi della luce d'Oriente nei magnifici mosaici delle chiese bizantine dei secoli V-VI.
Romualdo respira un clima religioso-culturale che lascia tracce profonde, anche in un giovane senza studi regolari. In lui si risveglia soprattutto il desiderio di conoscere alla sorgente la luce spirituale conservata nei colori, nei personaggi e nelle composizioni dei mosaici. E' un orientale lumen che educa la sua fede un po' rozza e ingenua e nutre, specialmente, la sua preghiera già nella grande basilica di Sant'Apollinare in Classe, ove è appena sbocciata la sua vocazione a farsi monaco. Tuttavia, paradossalmente, sarà all'estremo occidente di allora, presso l'abbazia di Cuixà nei Pirenei, che Romualdo imparerà a scoprire a fondo l'Oriente. Là, per circa dieci anni, studia e approfondisce la dottrina spirituale dei Padri del deserto e del loro portavoce principale in Occidente, Cassiano.
Soprattutto vive in prima persona l'esperienza di vita eremitica in una piccola comunità organica con altri compagni, appoggiata strutturalmente alla grande abbazia. Questa esperienza segnerà profondamente il futuro di Romualdo e il suo modo di organizzare i vari nuclei di discepoli che si raggrupperanno intorno a lui come a insigne maestro di vita monastica.

 

Iniziale miniata - San Romualdo
San Romualdo - Iniziale miniata -
Lorenzo Monaco (1395)
Biblioteca Laurenziana Firenze
Tra i tanti elementi assimilati da Romualdo dal patrimonio del monachesimo di Oriente, non si può fare a meno di citare la Piccola Regola d'oro. Giovanni, uno dei cinque fratelli martiri in Polonia, racconta di averla ricevuta dallo stesso Maestro Romualdo:

Siedi nella tua cella come nel Paradiso scordati del mondo e gettalo dietro le spalle.
Fa' attenzione ai tuoi pensieri, come un buon pescatore ai pesci.
L'unica via per te si trova nei Salmi, non lasciarla mai.
Se da poco sei venuto, e malgrado il tuo fervore
non riesci a pregare come vorresti cerca, ora qua ora là,
di cantare i salmi nel cuore, e di capirli con la mente.
Quando ti viene qualche distrazione non smettere di leggere;
torna in fretta al testo e applica di nuovo l'intelligenza.
Anzitutto, mettiti alla presenza di Dio con l'atteggiamento
umile di chi sta davanti all'Imperatore,
Svuotati di te stesso e siedi come una piccola creatura,
contenta della grazia di Dio;
se come una madre Dio non te la donerà,
non gusterai nulla, non avrai nulla da mangiare.

E' un testo dalle chiare ascendenze orientali, nello stesso tipico dell'esicasmo, l'attitudine di chi sta in silenzio di fronte a Dio. L'esperienza di preghiera mistica di Romualdo si fonde con la santità personale: perfetta compunzione del cuore e profonda intelligenza delle Scritture, specialmente dei Salmi (vedi i capitoli 9, 31 e 50 della Vita del Beato Romualdo).

 

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