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S. MASSIMO IL CONFESSORE

"Ciascuna virtù aiuta ad amare Dio, nessuna però quanto la preghiera pura"
"La mente ottiene il dono della parola di Dio
quando sorpassa tutto sulle ali dell'amore e fissa la sua dimora in Dio. Allora
la mente, nella misura concessa alle possibilità umane, contempla gli attributi
divini"
"Le passioni perdono la forza di attacco per l'intervento dei santi Angeli che ci spingono a superarle"
"Secondo la natura
l'ordine è questo: la nostra mente obbedisca alla parola di Dio, la parte
irrazionale del nostro essere sia controllata dalla mente"
"L'essenza della pugna che il monaco sostiene contro i demoni consiste nel separare le passioni dalle immagini delle cose"
"Conoscendo il tuo nulla imparerai molte e meravigliose cose"
Breve nota biografica
Nacque a Costantinopoli nel 580. Dopo aver trascorso parte della sua vita nella corte imperiale, dove raggiunse il grado di primo segretario dell'imperatore Eraclio, a trentatre anni entrò nel monastero di Crisopoli. Verso la fine del 646 prese parte, contro il monofisimo, al concilio Lateranense sotto il papa Martino I. Arrestato dall'imperatore di Costantinopoli, morì nel 662 vicino a Batum nella Transcaucasia.
E' uno dei più grandi maestri spirituali della Chiesa Greca; il fondo del suo insegnamento dipende da Evagrio.
Secondo Massimo il confessore la vita cristiana è nell'unione con Cristo, raggiunta attraverso la rinuncia della propria volontà egoistica e la adesione alla volontà di Dio.
Il cammino cristiano si consuma nelle due direzioni dell'amore: Dio e il prossimo. "Giunto a Dio, lo spirito umano si libera da ogni forma e rappresentazione sensibile, contemplando Colui che è semplice, diventa a sua volta semplice e luminoso" (3 centuria 97).
"L'uomo la cui volontà è divenuta buona e libera da passionalità, ha un amore uguale per tutti gli uomini; ama i giusti per la loro natura e buona volontà; ama i peccatori per la loro natura..." (Centuria 25).
Quattro centurie sull'amore

Prologo ad Elpidio
Invio, come supplemento al mio scritto sulla vita ascetica, alla tua onorevole persona, o Elpidio, un lavoro sull'amore diviso in quattro centurie corrispondenti ai quattro Vangeli. Forse non soddisferò del tutto la tua attesa, ma esso contiene il meglio di ciò che posso. Non è il frutto della mia sola intelligenza; avendo letto gli scritti dei padri e raccolto ciò che serviva al mio argomento, lo ho condensato nella forma di brevi detti, perchè servano alla memoria ed alla riflessione. Invio questo lavoro alla tua onorevole persona, pregandoti di leggerlo con buona disposizione d'animo, cercandovi ciò che è utile, non dando attenzione alla rozzezza dello stile; prega per la mia indegnità; son privo di ogni frutto spirituale. Inoltre ti prego di non considerare il mio scritto come un peso; inviandotelo compio il comandamento dell'obbedienza.
Dico questo perchè nei nostri giorni molti di noi sovraccaricano la mente di parole edificanti, mentre troppo pochi sono quelli che insegnano con le opere e imparano attraverso le opere. Ti prego di leggere con attenzione ciascun testo, mi sembra che tutti non siano evidenti ad ogni lettore. Molti troveranno che gran parte delle sentenze domandano un'ulteriore accurata ricerca, mentre a prima vista appaiono piane ed ovvie. Forse le cose che verranno scoperte con questo ripensamento, saranno trovate utili. Naturalmente ciò sarà possibile, col concorso della grazia di Dio, se uno legge non con uno spirito critico soltanto, ma con timore di Dio e con amore. Perchè se uno legge il mio scritto o quello di altri non per imparare qualcosa che aiuti, ma per trovare dei passi da rimproverare allo scrittore, per dimostrarsi vanagloriosamente più intelligente di lui, costui non potrà mai scoprire alcunchè di veramente utile.

Prima centuria sull'amore
1. L'amore è quella giusta disposizione dell'anima per la quale essa preferisce la conoscenza di Dio a tutto ciò che esiste. Nessuno giunge a tale stato di amore, se ha degli attaccamenti per le creature.
2. L'amore è generato dall'invulnerabilità rispetto alle passioni; l'invulnerabilità rispetto alle passioni, dalla speranza in Dio; la speranza, dalla pazienza e dalla latitudine dell'anima, queste due dal perfetto dominio di se stessi in tutte le cose; il dominio di sè dal timore di Dio; il timore, dalla fede nel Signore.
3. Quando, spinta dall'amore, la mente vola a Dio, non è più consapevole nè di se stessa, nè di altra creatura esistente. Illuminata dalla infinita luce divina, è insensibile a tutto ciò che appartiene al mondo creato, ed è come la pupilla che si accende nella luce del sole.
4. Ciascuna virtù aiuta ad amare Dio, nessuna però quanto la preghiera pura. Condotta dalle sue ali nel cielo di Dio, la mente si allontana da tutto ciò che è creato.
5. Quando la mente, per l'operazione dell'amore, vien rapita alla conoscenza di Dio ponendosi al di fuori dell'universo creato, fa l'esperienza, dell'immensità divina; allora in uno stato di rapimento conosce il suo nulla e ripete con tutta sincerità le parole. di Isaia: "Ahimè! sono perduto; perchè essendo uomo dalle labbra impure, vivo con gente che ha le labbra impure; mentre i miei occhi hanno veduto il Re, il Signore delle schiere ! " (Isaia 6, 5).
17. Beato l'uomo che ama tutti gli altri con eguale intensità.
29. Quando qualcuno ti insulta o ti umilia, guardati dai pensieri di risentimento; ti allontanerebbero dalla regione dell'amore per condurti in quella dell'odio.
33. La mente è pura quando si è liberata dall'ignoranza ed è illuminata dalla luce di Dio.
47. Chi ancora non ha raggiunto la conoscenza di Dio nell'amore, ha alta stima di ciò che egli compie di gradito a Dio. L'uomo che ha raggiunto la conoscenza nell'amore ripete nel cuore le parole del patriarca Abramo, quando gli apparve Dio: "Io sono polvere e cenere" (Gen. 18, 27).
49. Non inquinare la mente trattenendo pensieri di ira e di lussuria, altrimenti, cadendo dallo stato della pura preghiera, sprofonderai nello spirito dello scoramento.
52. Nel tempo della tentazione, non lasciare il tuo monastero; sopporta l'agitazione dei pensieri con coraggio in particolar modo quelli che danno tristezza e scoramento. Le afflizioni sono provvidenziali stimoli che aiutano a raggiungere una ferma speranza in Dio.
58. Non prestare orecchio alla lingua del calunniatore; nè metterti a servizio dell'orecchio di chi volentieri ascolta il parlare malizioso, dicendo o ascoltando con piacere chiacchiere contro il tuo prossimo; se non fai così decadrai dall'amore di Dio e ti troverai esiliato dalla vita eterna.
64. Un genere di passioni appartiene al corpo, un altro all'anima. Le cause delle passioni corporali sono nel corpo, le cause delle passioni dell'anima sono le realtà esteriori. L'amore e il dominio di sè espellono le une e le altre: l'amore quelle dell'anima, il dominio di sè quelle del corpo.
67. Tutte le altre passioni infettano solo una parte dell'anima, sia la parte irascibile o quella concupiscibile, oppure il pensiero, come per esempio la noncuranza e l'ignoranza. Lo scoramento invece si estende a tutte le potenze dell'anima e subito, in un attimo, mette in movimento tutte quante le passioni, per questo il suo peso è più oneroso di tutte le altre. Esatte sono, a questo proposito, le parole del Signore che additano il rimedio: "Nella pazienza raggiungerete il possesso della vostra anima". (Luca 21, 19).
70. Non ha raggiunto l'amore perfetto chi, nelle sue disposizioni verso gli altri, segue il sentimento del piacevole e dello spiacevole; amando l'uno e non amando l'altro per questo e quel motivo; oppure ora amando e ora non amando la stessa persona per le stesse ragioni.
71. L'amore perfetto non divide mai l'umana natura che è in sè una, conformemente ai vari caratteri degli uomini. Ma, avendo sempre presente la natura umana, ama egualmente tutti. Ama i buoni come amici, i cattivi come nemici, facendo ad essi ciò che è bene, con l'essere paziente e longanime nel sopportare le cose da loro compiute, non mai ripagando il male col male, sopportando per rendere, se possibile, amici anche loro. Quando questo non appare possibile, mantiene verso di essi le sue buone disposizioni, mostrando a tutti gli uomini indistintamente i frutti dell'amore. Così il Signore Gesù, mostrando a noi il suo amore, patì per tutto l'umano genere e donò a tutti indistintamente la speranza della resurrezione.
85. L'uccello legato ad una zampa quando tenta di spiccare il volo è tratto a terra dal legaccio; la mente che non ha raggiunto l'invulnerabilità dalle passioni, per quanto s'innalzi alla conoscenza delle realtà celesti, è spinta indietro verso la terra dalle passioni.
86. L'anima purificata dalle passioni avanza senza impedimenti verso la contemplazione delle realtà ultime, ed il suo progredire è diretto alla conoscenza della Santa Trinità.
87. Quando la mente è pura, le impressioni che riceve dalle cose l'incitano a contemplare spiritualmente. Quando, per pigrizia, diventa impura, le rappresentazioni che essa ha delle cose sono semplici; ma quando pensa di dover fare qualcosa insieme ad altri, allora tutto si trasforma in pensieri di cattiveria disonorevole.
88. Se nessun pensiero mondano penetra nella tua mente durante la preghiera, sappi che sei nella regione della liberazione dalle passioni.
89. Quando l'anima comincia a sentirsi in buono stato, i suoi sogni diventano puri e sereni.
91. Grande cosa è l'esser distaccati dalle cose, più grande il rimanere impassibili davanti alle loro immagini. La guerra che gli spiriti del male ci muovono attraverso i pensieri, è più ardua di quella che ci vien fatta dalle cose.
94. Coll'osservare i comandamenti, l'anima diventa monda dalle passioni; con la contemplazione spirituale delle realtà visibili, vien liberata dalle raffigurazioni passionali delle cose; con la conoscenza dell'invisibile, viene allontanata dall'incantesimo delle cose sensibili; finalmente con la conoscenza della Santa Trinità, va oltre la conoscenza delle realtà invisibili.
95. Come il sole, quando sorge e diffonde la sua luce sull'universo, mostra se stesso e gli oggetti che illumina; così il sole della verità, illuminando una mente pura, rivela se stesso e il significato di tutto ciò che esiste ed ha avuto da Lui l'esistenza.

Seconda centuria sull'amore
2. La mente che indugia a lungo in qualche oggetto sensibile, può esser certa che rimarrà presa da un movimento passionale nei suoi riguardi, o desiderio, o rimpianto, o inquietudine, o rancore.
3. La passione, prendendo possesso della mente, la fa aderire alle realtà materiali, separandola da Dio, la costringe ad occuparsi di esse. Quando l'amore di Dio s'impossessa della mente, tronca tutti i legami con le creature esteriori, convincendola del nullo valore di esse e della loro dipendenza dal tempo.
4. L'operazione dei comandamenti è di rendere semplice la rappresentazione delle cose materiali; l'operazione della lettura sacra e della contemplazione è di liberare la mente dalla materia e dalla forma; il risultato di tali operazioni è la preghiera senza distrazione.
5. L'operazione della via ascetica non è sufficiente a liberare in maniera tale la mente dalle forze passionali cosicchè possa pregare senza distrazione; è necessario il compimento della contemplazione spirituale. La prima via libera la mente dall'intemperanza e dalla perfidia, la seconda dalla dissipazione e dall'ignoranza; in questo modo l'uomo raggiunge il potere della preghiera vera.
6. Due sono gli stati supremi della preghiera pura: uno proprio degli uomini impegnati nella via ascetica, l'altro appartiene ai contemplativi.
Il primo nasce nell'anima dal timore di Dio e dalla santa speranza; l'altro dall'amore di Dio e dalla perfetta mondezza del cuore.
I segni del primo stato sono: l'unificazione della mente mediante la liberazione da tutti i pensieri mondani, la preghiera libera da distrazioni e da turbamenti mediante la sensazione della presenza effettiva, com'è in realtà, di Dio.
I segni del secondo stato sono: il rapimento in spirito nell'infinita luce divina durante l'elevazione della preghiera, e la perdita di ogni sensazione sia di se stessi come di ogni altra creatura nell'immersione cosciente in Dio che, mediante l'amore, opera questa illuminazione. In questo stato l'orante, sollecitato a comprendere le parole che concernono Dio, riceve una conoscenza pura e luminosa di Lui.
8. Chi respinge da se stesso l'egoismo, padre di tutte le passioni, con l'aiuto di Dio potrà facilmente vincere tutti gli impulsi passionali: l'ira, la tristezza, il rancore e gli altri. Chi è ancora schiavo dell'egoismo, soffrirà del pungiglione delle passioni, anche contro il suo volere. L'egoismo, in ultimo, non è che l'amore appassionato del proprio corpo.
9. L'uomo ama gli altri, siano essi giusti o ingiusti, per queste cinque ragioni: 1) per amore di Dio, come l'uomo virtuoso ama tutti gli uomini ed è riamato anche da chi non è virtuoso; 2) per istinto naturale, come i genitori amano i figli e ne sono riamati; 3) per vanità, come chi è lodato ama chi l'applaude; 4) per interesse, come il ricco è amato dai suoi clienti; 5) per sensualità: chi serve il ventre ama l'imbanditore di festini.
Il primo amore è degno d'encomio, il secondo è amore intermedio, gli altri sono il frutto di movimenti passionali.
10. Se tu hai odio per qualcuno, nè amore nè odio per altri, e amore moderato per qualcuno e intenso per altri, questa ineguaglianza t'insegna che sei ancora lontano dall'amore perfetto che accoglie tutti gli esseri con eguale calore.
15. La mente che si volge verso il sensibile apprende le cose attraverso i sensi. Nè la mente, nè l'apprensione naturale delle cose, nè le cose stesse, nè i sensi sono il male, tutto viene da Dio. Cos'è allora il male ? Ovviamente è la passione che viene aggiunta all'apprensione naturale delle cose.
Quando la mente è in stato di vigilanza, la passione non entra nella apprensione naturale delle cose.
16. La passione è un movimento non conforme alla natura dell'anima; essa nasce dall'amore insensato, o dalla contrarietà irrazionale verso qualcosa di sensibile, o a motivo di qualcosa di sensibile ( l'amore insensato del cibo, della donna, del possesso, della gloria
effimera, o di qualcos'altro di sensibile), oppure dalla contrarietà irrazionale delle stesse cose ora menzionate, o a motivo di esse.
17. Il male è il giudizio errato sulle cose apprese e l'uso non giusto di esse.
Così negli scambi commerciali, per esempio, il giusto discernimento ne vede chiaramente lo scopo fin da principio. Se uno non vede in essi altro che un piacere voluttuoso erra nel suo giudizio, prendendo il male come bene, e commette abuso...
26. La via ascetica affina la mente nel giusto discernimento; la via contemplativa accresce la conoscenza spirituale.
La prima termina nella capacità di distinguere la virtù dal vizio; la seconda introduce l'uomo nella conoscenza delle proprietà degli esseri visibili ed invisibili.
La mente ottiene il dono della parola di Dio quando sorpassa tutto sulle ali dell'amore e fissa la sua dimora in Dio. Allora la mente, nella misura concessa alle possibilità umane, contempla gli attributi divini.
27. Se vuoi possedere la parola di Dio, non cercare cosa sia Dio in se stesso, ciò non è concesso nè a mente umana nè a mente angelica. Cerca di conoscere per quanto ti è possibile i suoi attributi: la presenza eterna, l'infinità, l'indescrivibilità, la bontà, la sapienza, e la sua potenza nella creazione, la sua Provvidenza e il suo aspetto di Giudice di tutti. E' già un gran teologo chi scopre qualcosa, anche limitata, di questi attributi divini.
30. L'uomo che ha raggiunto l'amore perfetto e la sommità della liberazione dalle passioni non fa più distinzione tra connazionali e stranieri, credenti e non credenti, schiavi e liberi, uomo e donna. Essendo emerso dalla tirannia delle passioni e vedendo solo l'umana natura osserva con imparzialità gli uomini ed ha le stesse disposizioni verso tutti. In lui "non c'è più nè giudeo nè greco, nè schiavo o libero, nè maschio o femmina, ma tutto in tutti c'è Cristo!" (Gal. 3, 23).
32. Tre energie ci muovono verso il bene: i germi di bontà che sono nella nostra natura, i Poteri sacri, la nostra determinazione volontaria al bene.
I germi sono, per esempio, il trattare gli altri come vogliamo esser trattati noi; la naturale compassione per chi è nel bisogno o nella sofferenza. I Poteri sacri, sono quelle presenze che assistono il sorgere e l'attuarsi dei nostri impulsi verso il bene. La volontaria determinazione al bene, quando vedendo il bene ed il male scegliamo il bene.
33. Tre forze ci spingono al male: le passioni, i demoni, la determinazione volontaria al male.
Le passioni, quando desideriamo qualcosa contro la ragione, come il cibo fuori del tempo dovuto o senza averne necessità; quando desideriamo la donna senza intenzione di procreare figli, oppure contro la legge; quando siamo irritati o amari ingiustamente con qualcuno. I demoni, quando, in un momento di scarsa vigilanza da parte. nostra, scelgono l'opportunità di assalirci e provocano in noi le sopraddette passioni o altre simili. Infine la determinazione volontaria al male, quando conoscendo il bene scegliamo il male.
36. In ogni nostra azione Dio guarda le intenzioni, cioè se essa è compiuta per vero amore o per altro motivo.
42. Se in modo inaspettato ti piomba addosso una prova, non te la prendere con chi ne è la causa immediata, cerca la ragione per cui ti è capitata, e ne avrai un bene. Perchè, nonostante sia tramite questa persona o un'altra, tu devi bere l'amaro calice dei giudizi di Dio.
6l . Lo stato perfetto della preghiera, dicono, è quando nell'orazione l'anima abbandona la carne e il mondo e si trova liberata da ogni forma materiale. Chi mantiene intatto tale stato è sicuramente giunto alla preghiera senza interruzione.
68. La mente dell'uomo che ha fame, sogna il cibo; quella dell'assetato, la bevanda; la mente del ghiottone, visualizza vari generi di vivande; quella dell'uomo sensuale, figure di donne; quella del vanitoso, plausi umani; dell'avaro, il profitto; dell'uomo maligno, la vendetta per chi l'ha offeso; dell'invidioso, sciagure per chi è oggetto dell'invidia. La stessa cosa capita per le altre passioni; la mente agitata dalle passioni forma immagini passionali, sia in stato di veglia che nel sonno.
69. Quando le onde del desiderio crescono, la mente nel sonno vede le cose che le danno soddisfazione; quando invece cresce la irascibilità vede le cose che le danno timore. Le passioni sono irrobustite dagli spiriti dissacrati che, aiutati dalla nostra negligenza, le stimolano.
Le passioni perdono la forza di attacco per l'intervento dei santi Angeli che ci spingono a superarle.
70. Lo stimolo ripetuto del pungiglione del desiderio produce nell'anima un'abitudine invincibile ai piaceri sensuali, e la frequente eccitazione del potere irascibile, rende timida e priva di coraggio la mente. La prima abitudine si vince con il lungo esercizio del digiuno, della vigilia e della preghiera; la seconda con la gentilezza, la comprensione, l'amore e la misericordia.
72. Siccome è più facile peccare col pensiero che con le azioni, così è più difficile combattere contro le rappresentazioni che contro le cose stesse.
73. Le cose sono al di fuori della mente, mentre le loro rappresentazioni sono interiori. Così appartiene alla mente l'uso giusto o errato di esse. L'uso errato delle rappresentazioni è seguito dall'uso sbagliato delle cose.
74. Tre sono le vie attraverso le quali le rappresentazioni passionali delle cose entrano nella mente: i sensi, le condizioni del fisico, la memoria.
- Attraverso i sensi ( quando una data cosa risveglia la nostra passionalità impressionando i sensi) si risvegliano i pensieri passionali nella mente.
- Mediante le condizioni del corpo, quando per l'intemperanza nel cibo, o per l'azione dei demoni, o per qualche infermità la nostra parte fisica cambia e ci induce a pensieri passionali o alla ribellione contro la Provvidenza.
- Attraverso la memoria, quando la memoria rivivendo le rappresentazioni delle cose che in noi hanno prodotto sentimenti passionali, produce pensieri morbosi nella mente.
78. Non far cattivo uso dei pensieri, altrimenti sarai costretto ad abusare delle cose; perchè se prima non commetti peccato col pensiero non lo potrai commettere con l'azione.
79. L'immagine dell'uomo terreno comprende i vizi principali: leggerezza, viltà, intemperanza, ingiustizia.
L'immagine dell'uomo celeste esprime le virtù migliori: giusto discernimento, coraggio, castità, giustizia. "Noi che abbiamo portato la prima immagine dobbiamo assimilare anche quella celeste" (I Cor. 15, 49)
82. Alcuni affermano che non esisterebbe il male nelle creature, se un potere estraneo ad esse non le allettasse al peccato.
A ben considerare le cose, questo potere non è altro che la nostra negligenza nell'uso conforme a natura dell'attività mentale. Chi ha cura di questa attività, sempre compie il bene e mai il male. Se tu vuoi fare altrettanto, liberati da ogni negligenza e sarai libero dal male che è l'uso errato del pensiero, seguito dall'uso errato delle cose.
83. Secondo la natura l'ordine è questo: la nostra mente obbedisca alla parola di Dio, la parte irrazionale del nostro essere sia controllata dalla mente. Se sempre questo ordine verrà eseguito, non ci sarà nelle creature il male, e nulla esisterà per trascinarle al male.
84. Alcune forme di pensiero sono semplici, altre complesse. La forma semplice è immune da passionalità, quella complessa è passionale risultando essa composta da una semplice rappresentazione e da un movimento passionale...
75. Le cose che Dio ha concesso a noi uomini sono alcune nell'anima, altre nel corpo, altre attorno al corpo. Nell'anima sono le potenze; nel corpo i sensi e le membra; attorno al corpo, il cibo, le possessioni, il denaro, ecc. L'uso giusto o errato di queste cose, e gli effetti che ne derivano, mostrano se siamo virtuosi o no.
76. Alcuni dei sopraddetti effetti si producono nell'anima, altri nel corpo, altri attorno al corpo.
Nell'anima, la conoscenza e l'ignoranza, la memoria e la dimenticanza l'amore e l'odio, la paura e il coraggio, la gioia e la tristezza.
Nel corpo, il sollievo e la stanchezza, i sensi vigili e torbidi, la salute e l'infermità e così via.
In ciò che è attorno al corpo, l'onore e il disonore, la fecondità e la sterilità, le ricchezze e la povertà, e così via.
Alcune di queste cose son reputate un male dagli uomini, altre un bene, in realtà nessuna di esse è male, ma diventa male o bene secondo l'uso diverso che ne fa l'uomo.
77. La scienza in se stessa è buona come la salute. Per molti è dimostrato esser più utile il suo contrario. La scienza conduce al male l'uomo incosciente, quantunque in se stessa sia cosa buona. Cosi la salute, la ricchezza, la gioia non condurranno a nulla di buono il malvagio. Per tali esseri è molto più utile che abbiano il contrario di queste cose; nota che anche i contrari non sono un male in se stessi, quantunque appaiano tali.
92. E' opinione comune che quattro siano le cause che cambiano lo stato del corpo e producono nella mente pensieri passionali o liberi da passionalità: 1) gli angeli, 2) i demoni, 3) l'aria e 4) il cibo.
Gli Angeli cambiano lo stato del corpo con la parola; i demoni con il contatto; l'aria con le sue variazioni; il cibo con la qualità di ciò che vien mangiato o bevuto, il suo eccesso o la sua insufficienza. Inoltre, la memoria può provocare dei cambiamenti: ciò avviene quando l'anima mediante l'udito e la vista fa esperienza di gioia o di dolore. Il ricordo delle reazioni spiacevoli o piacevoli produce un cambiamento nella temperie del corpo, e nella mente sorgono pensieri corrispettivi.
97. La mente pura vede le creature nella loro realtà; la parola evocata dall'esperienza sensibile comunica agli altri ciò che la mente vede; l'orecchio libero da passione riceve la parola nella sua purezza. Chi è manchevole di queste tre cose non può fare altro che biasimare chi parla.
100. L'anima purificata dalle passioni e illuminata dalla contemplazione delle cose ultime, dimora in Dio e la sua preghiera è vera.

Terza centuria sull'amore
1. L'uso delle rappresentazioni e delle cose conforme alla ragione illuminata da Dio, porta con sè la castità, l'amore e la conoscenza spirituale; l'uso non conforme alla ragione, conduce alla perdita del dominio di sè, all'odio e all'ignoranza.
2. Il salmo dice: "Tu mi hai preparato la mensa imbandita, unto di olio il mio capo, ed una coppa del miglior vino, la tua misericordia m'accompagna, la mia dimora sarà nella tua casa per sempre" (salmo 225, 6).
La mensa indica la virtù dell'ascesi preparata da Cristo per vincere chi ci opprime. L'olio col quale unge la mente è la contemplazione delle creature; la coppa di Dio è la conoscenza di Dio; la sua misericordia è la Parola che è Dio, che dall'Incarnazione accompagna tutti quelli che giungono a salvezza. La Casa significa il Regno dove abiteranno tutti i santi, per sempre.
3. Il cattivo uso dei poteri dell'anima, cioè della parte concupiscibile ed irascibile e dei pensieri, ci porta al peccato.
Il cattivo uso del potere del pensiero produce ignoranza e follia; il cattivo uso del potere concupiscibile ed irascibile fa nascere l'odio e l'incapacità di controllo.
Il retto uso di essi si chiama sapienza spirituale, giusto discernimento, amore e castità. Se le cose stanno così, nulla di ciò che ha ricevuto l'esistenza da Dio è male.
4. Il cibo non è male, ma la ghiottoneria; non il generare figli, ma l'impurità; non il denaro, ma la cupidigia; non la gloria, ma la vanagloria. Così il male non è nelle cose ma nell'abuso di esse; questo nasce dalla nostra mente che è negligente nel seguire con amore la natura, cioè le potenze dell'anima e la loro retta direzione.
5. Secondo il beato Dionisio, il male nasce nel demonio per queste cause: irragionevole suscettibilità, desideri confusi e fantasia sconsiderata. L'irrazionalità, la confusione e la sconsideratezza negli esseri ragionevoli indica perdita di intelletto, di mente e di circospezione. Ogni perdita segue il possesso. Perciò c'è stato un tempo in cui il demonio aveva intelletto, mente e rispettosa circospezione; se è così anche i demoni non sono radicalmente malvagi, ma son divenuti tali per il non giusto uso delle loro naturali potenze.
7. L'impurità nasce dal copioso e raffinato mangiare; la cupidigia e la vanagloria partoriscono l'odio; padre delle une e delle altre è l'egoismo.
8. L'egoismo è l'amore appassionato e irragionevole per il proprio corpo. Il suo contrario sono l'amore e il dominio di sè.
E' chiaro che l'egoista ha tutte le passioni.
11. Le opere gradite a Dio sono l'amore, la castità, la contemplazione e la preghiera; le opere gradite alla carne sono la ghiottoneria, la perdita del controllo di sè, e tutto ciò che le può favorire.
14. Non prendere la misura della tua bontà confrontandoti con chi è meschino; dilatati nella misura del comandamento dell'amore. Se prendi gli uomini come termine di paragone finirai nell'arroganza; spingendoti al largo nella regione dell'amore raggiungerai la cima dell'umiltà.
15. Se vigili sull'osservanza del comandamento dell'amore per il tuo prossimo, come potrai impiantare in te l'amarezza della intolleranza nei suoi riguardi? In questo caso è evidente che tu preferisci l'effimero, e per proteggerlo muovi guerra al fratello.
17. L'amore per le ricchezze è figlio di una di queste tre cose: bramosia di piaceri sensibili, vanagloria e perdita della fede. La perdita della fede è più grave delle altre due.
18. L'uomo che corre dietro ai piaceri, ama il denaro per poterne godere; l'ambizioso, per raggiungere la fama; l'uomo che ha perduto la fede è mosso dalla paura della fame, della vecchiaia, della malattia, dell'esilio, così ha più fede nella ricchezza che in Dio Creatore provvido per ogni creatura, anche per l'ultimo e insignificante essere.
19. Quattro tipi di uomini ammassano le ricchezze: i tre menzionati e il quarto che è il vero amministratore. Solo quest'ultimo custodisce i beni secondo la verità, e la sua mano non rimarrà mai chiusa davanti a qualunque penuria.
20. Tutti i pensieri passionali o stimolano la parte concupiscibile dell'anima, o provocano quella irascibile, o oscurano il pensiero; per questo la mente diviene cieca alla contemplazione spirituale e all'elevazione della preghiera. Il monaco, specialmente se è consacrato al silenzio, deve esser vigilante sui suoi pensieri, riconoscerne e trovarne le cause.
Il modo di esaminare i pensieri è questo: supponiamo che la parte concupiscibile dell'anima sia stimolata da un ricordo passionale di donna, esaminandoci scopriamo che la causa è nella mancanza di sobrietà nel cibo e nelle bevande e nel conversare imprudente e troppo frequente con donne. La cura in questo caso sarà il digiuno, l'astinenza da bevande, la limitazione del sonno e la solitudine.
Supponiamo ora che la parte irascibile sia provocata dal ricordo passionale di qualcuno che ci ha offeso, o che la causa del turbamento sia l'amore alla vita facile, la vanità e l'attaccamento alle cose; l'amarezza deriva dal fatto di non esser riusciti ad ottenerle o dall'averle perdute. Il rimedio è nel disprezzare tutte queste cose come prive di valore cercando di amare Dio.
25. Dio chiamando all'esistenza la natura dotata di ragione e di intelletto, nella sua Bontà infinita, l'ornò di quattro qualità, onde proteggerla e preservarla: dell'essere, dell'essere senza fine, della bontà e della sapienza.
Le prime due concesse alla natura, le ultime due alla facoltà morale. Alla natura, l'essere e l'essere senza fine; alla facoltà morale, la bontà e la sapienza, perchè la creatura fosse per partecipazione quello che Dio è per essenza.
La Scrittura dice che l'uomo fu creato ad immagine e somiglianza di Dio, cioè creato ad immagine di Colui che è l'Essere, e così per quanto la creatura non sia senza principio è pertanto senza fine. Dandogli la bontà lo rese simile a Sè che è per essenza buono; con la sapienza lo rese simile a Sè che è sapiente; l'uomo per grazia è divenuto ciò che Dio è per natura. Ogni creatura razionale è creata ad immagine di Dio, la somiglianza appartiene solo a chi possiede la bontà e la sapienza.
34. L'impurità della mente è, prima di tutto, nella scienza spirituale non giusta, poi nell'ignoranza di qualcosa in generale, quindi nei pensieri passionali, infine nel consenso dato al peccato.
35. L'impurità dell'anima è nel non operare conformemente alla natura ricevuta da Dio; da questo fatto nascono i pensieri passionali nella mente. L'anima opera in conformità della sua natura quando le sue potenze passionali, la concupiscibile e l'irascibile, rimangono libere dalle passioni che nascono dall'impulso delle cose o dalle rappresentazioni che da esse derivano.
36. L'impurità del corpo è l'atto peccaminoso.
37. Ama il silenzio chi è invulnerabile al fascino delle realtà esteriori. Ama tutti gli uomini chi non ama nulla che sia umano.
38. Grande cosa è non avere attaccamenti appassionati alle cose, molto più grande il rimanere distaccati dalle loro rappresentazioni mentali.
39. L'amore e il controllo di sè conservano libera da passioni la mente, sia riguardo alle cose, sia di fronte alle loro rappresentazioni.
40. La mente di chi ama Dio non prende posizione di difesa davanti alle cose o alle loro rappresentazioni, ma di fronte alle passioni connesse colle rappresentazioni. In altre parole non insorge contro la donna, nè contro chi l'ha ingiuriato, nè contro le loro immagini, ma contro le passioni connesse con dette immagini.
41. L'essenza della pugna che il monaco sostiene contro i demoni consiste nel separare le passioni dalle immagini delle cose; altrimenti non riuscirà a vedere le cose senza passionalità.
42. Una cosa è l'oggetto esterno, un'altra la sua immagine, e un'altra la passione. L'oggetto può essere un uomo, una donna, l'oro ecc.; l'immagine è la semplice memoria di uno di tali oggetti; la passione è o l'amore irragionevole, o l'odio cieco verso uno di questi oggetti Il monaco deve armarsi contro tali passioni.
43. L'immagine passionale è il pensiero composto dalla passione e dalla rappresentazione mentale dell'oggetto; separando la rappresentazione dalla passione rimane in noi il pensiero puro. Separiamo l'uno dall'altro per mezzo dell'amore spirituale e del controllo di noi stessi.
44. Le virtù liberano la mente dalle passioni; la contemplazione spirituale libera la mente dalle semplici rappresentazioni; la preghiera pura presenta la mente a Dio stesso.
46. Dio ha chiamato le creature dal non essere all'essere, non perchè Egli abbia bisogno di qualcosa, ma perchè, esse, partecipando alla sua beatitudine nella misura dell'essere loro concesso, avessero gioia, e Lui stesso ne avesse gaudio vedendo la loro felicità e saziandole alla sua sorgente inesauribile.
47. Molti poveri ha il mondo, ma non nel senso evangelico; molti che fanno cordoglio, ma solo per la perdita di beni o di parenti; molti sono miti, ma nei confronti delle passioni impure; molti hanno fame e sete, ma per usurpare ingiustamente ciò che non è loro o per raccogliere disonesti profitti; molti sono misericordiosi, ma per il loro corpo e ciò che lo concerne; molti sono puri di cuore, ma per vanagloria; molti sono i portatori di pace, ma sottomettono l'anima alla carne; molti sono i perseguitati, ma per le loro malefatte; molti sono ingiuriati, ma per i loro vergognosi peccati. Beati sono soltanto quelli che soffrono con Cristo e ad imitazione di Cristo.
52. Quando vedi l'anima tua agire con rettitudine e con giustizia in mezzo ai pensieri mondani, sappi che il tuo corpo si conserva puro e libero dal peccato. Se però vedi la tua mente occupata da pensieri di peccato e sottomessa ad essi, sappi che il tuo corpo presto soccomberà.
54. Non saremo invasi da terrore, tremore e quasi storditi sentendo che "Dio non giudica nessuno, avendo rimesso nelle mani del
Figlio ogni giudizio" (Giov. 5, 22)?
Ed il Figlio che grida: "Non giudicate e non sarete giudicati" (Luc. 6, 37); e l'Apostolo: "Non giudicate prima del tempo, finchè il Signore venga" (I Cor. 4, 5) e, "Quando giudichi un altro, condanni te stesso" (Rom. 2, 1)?
Nonostante queste gravi parole, l'uomo dimentica di piangere i suoi peccati e, togliendo il potere giudiziario dalle mani del Figlio, giudica gli altri e condanna, come se fosse senza peccato. I cieli son pieni di orrore e la terra trema, e l'uomo, tanto insensibile, non prova vergogna!
57. L'egoismo è il genitore di tutte le passioni, l'orgoglio ne è l'ultimo figlio. L'egoismo è l'amore irragionevole del proprio corpo. Chi lo estirpa, sradica anche tutte le passioni che nascono da lui.
59. Quando riesci a superare una passione volgare come la ghiottoneria, l'impurità, l'ira, l'avidità del possesso, immediatamente sarai assalito da pensieri vanagloriosi; quando avrai sorpassato il loro girone, diventi l'oggetto degli assalti della superbia.
61. La vanità partorisce la superbia, sia essa bandita o no dal territorio dell'anima. Quando vi è bandita vi genera un'alta stima di se stessi, quando vi resta vi genera l'arroganza.
62. La vanità è vinta dall'operare segretamente il bene, e l'orgoglio con l'attribuire a Dio tutto il bene fatto.
63. Chi ha avuto il dono della conoscenza di Dio e ne ha gustato veramente la soavità, trascura gli allettamenti che vengono dal desiderio del potere.
64. Chi è governato dalle bramosie della terra ha questi desideri: cibo raffinato, soddisfazione dei movimenti al di sotto del ventre, plauso dagli uomini, ricchezze e simili cose.
Se la sua mente non scopre mai qualcosa di meglio di queste cose, sulle quali trasferisce il suo desiderio, non riuscirà mai, fino al termine dei suoi giorni, ad abbandonarli.
Ciò che è infinitamente migliore è la conoscenza di Dio e delle realtà divine.
65. Quelli che trascurano i piaceri della vita lo fanno, o per la paura, o per la speranza, o per realizzare il loro nulla, o per amore di Dio.
66. La conoscenza delle cose divine, priva di impegno devoto, non conduce la mente alla noncuranza completa delle realtà terrene. La sua azione assomiglia alla rappresentazione semplice di un oggetto sensibile.
Per questo s'incontrano molti che possedendo una grande conoscenza spirituale si svoltolano nella passione carnale come scrofe nella melma (2 Pet. 2, 22). Avendo essi raggiunto un certo grado di purificazione, quando ricercavano il bene con impegno, in seguito son divenuti preda della pigrizia ed hanno cominciato a condurre una vita non degna.
68. Nessuno che abbia superato le passioni e reso semplici i suoi pensieri può affermare di essere, per questo solo fatto, orientato del tutto verso il sacro. Non è più attaccato alle cose umane ma non lo è ancora alle cose divine; questo succede all'uomo la cui vita è consacrata soltanto agli esercizi ascetici, e che, per essere unicamente legato ad essi, non ha ancora raggiunto la conoscenza spirituale; e che frena le passioni per questi motivi: paura dell'inferno, speranza del paradiso.
69. Noi camminiamo nella luce della fede, non in quella della perfetta visione del mistero di Dio. Per questo la conoscenza spirituale è per noi come se guardassimo attraverso uno schermo, ancora tenebroso. Dobbiamo esercitarci a lungo su questa conoscenza, cosicchè il lungo studio e la diuturna applicazione ci renda saldamente esperti nella contemplazione ininterrotta.
70. Se, riuscendo per un po' di tempo a far tacere le passioni, ci diamo all'esercizio della contemplazione e non consacriamo ad essa tutto il nostro tempo facendone l'unica nostra occupazione, senza difficoltà, torneremo verso le nostre passioni carnali; e se saremo riusciti a cogliere soltanto il frutto della semplice conoscenza mescolato alla stima di noi stessi, finiremo con l'oscurare la stessa conoscenza raggiunta col ritornare alle realtà materiali.
72. Dio creò il mondo visibile c quello invisibile, l'anima e il corpo. Se il mondo visibile è così meraviglioso, quanto più lo sarà quello invisibile! E se questo è tanto più splendido del primo, quanto di più sarà Dio, il Creatore di entrambi!
Se il Creatore di tutto ciò che è bello supera in bellezza tutto il creato, come mai la mente ha abbandonato il meglio e per occuparsi del peggio, le passioni carnali? Non è forse perchè si è abituata ad esse, vincolata com'è fin dalla nascita al male e non avendo mai sperimentato ciò che è il vero bene? Ma quando, attraverso una lunga astinenza dal piacere dei sensi, lentamente si spoglia dell'abitudine al male e, avanzando, si orienta sempre più verso il sacro, scoprirà la sua vera dignità e infine farà omaggio a Dio di tutte le sue capacità di offerta.
73. Chi parla, senza passionalità, del peccato di uno dei fratelli lo fa solo per queste due ragioni: per correggerlo o per istruire un altro.
Se ne parla per diverso motivo, o allo stesso che è caduto in peccato o ad altri, lo fa per biasimare o per denigrare il suo fratello. Un tale uomo non potrà evitare l'abbandono di Dio e infallibilmente cadrà nel peccato del fratello o in un altro; così verrà additato e condannato dagli altri, con grande sua confusione.
76. La passione della cupidigia si rivela quando uno accetta con gioia e dona con tristezza. Un tale uomo non potrà essere un buon amministratore.
78. Una cosa è l'esser liberi dalle immagini, un'altra esser liberi da passioni. Spesso l'uomo è libero dalle immagini quando l'oggetto delle passioni non è davanti ai suoi occhi, ma le passioni rimangono nascoste nella anima e insorgono all'apparire del loro oggetto. E' bene osservare la mente quando sono presenti gli oggetti ed apprendere quali passioni essi risvegliano.
81. Se vuoi essere insieme saggio e umile ed evitare la schiavitù della stima di te stesso cerca sempre quello che la tua ragione ignora.
Scoprendo quante e quali cose non conosci, ti stupirai della tua ignoranza e sarai umile nelle tue pretese. Conoscendo il tuo nulla imparerai molte e meravigliose cose. L'illusione sulla tua conoscenza è impedimento ad apprendere nuove cose.
82. Può sinceramente attendere la guarigione chi non rifugge i medicamenti; nella via spirituale i medicamenti sono i patimenti e le
tribolazioni che accompagnano le avversità.
Chi cerca di schivare le avversità, non conosce la natura del commercio che svolge sulla terra, nè sa quali profitti potrebbe ricavarne.
84. La vanità di un monaco si manifesta nel vantarsi che fa delle sue virtù; la sua superbia appare nell'orgoglio di sentirsi perfetto, nel disprezzo degli altri, nell'attribuire il successo a se stesso e non agli altri.
Per l'uomo di mondo, oggetto di vanagloria e superbia è la bellezza, la ricchezza, il potere, l'astuzia, il buon senso mondano.
85. Il successo dell'uomo mondano è fallimento per il monaco, e viceversa il successo del monaco è fallimento per l'uomo di mondo. Per quest'ultimo il successo è la ricchezza, la fama, il potere, il piacere, il benessere fisico, figli numerosi e simili altre cose; un monaco coinvolto in esse fallisce.
Il successo del monaco è la povertà, l'essere ignorato, la mancanza del potere, l'astinenza, la mortificazione, la privazione del necessario e cose simili.
La involontaria sottomissione a queste cose è una grave sciagura per chi ama il mondo, infatti quando le subisce è spesso tentato di suicidio, come molti hanno fatto.
86. Il cibo serve come nutrimento e come rimedio. Chi ne usa per altri scopi, al di fuori di questi, viene condannato come amante del piacere. In tutte le cose l'abuso è peccato.
87. L'umiltà è figlia della preghiera pura, accompagnata da lacrime e da pentimento.
La preghiera che è la continua invocazione dell'aiuto di Dio; non deve stoltamente vincolarsi alla nostra forza e sapienza, nè esaltare noi al di sopra degli altri; queste due cose sono le tremende malattie della passione dell'orgoglio.
90. Se provi del rancore contro qualcuno, prega per lui; con la preghiera puoi superare l'amarezza derivante dal torto ricevuto e in questo modo fermare il movimento della passione. Quando riuscirai a far sorgere in te un sentimento di amicizia e di affetto verso chi ti ha offeso, potrai bandire del tutto la passione dal cuore. Se qualcuno ti tratta con perfidia, opponigli gentilezza e umiltà, vivi in pace con lui e lo libererai dalla sua passione maligna.
91. Ardua cosa è liberare uno dalle afflizioni dell'invidia, perchè riguarda come una disgrazia capitatagli ciò che invidia in te. Forse l'unico modo per renderlo calmo è il nascondere a lui la cosa che può muoverlo ad invidia. Però se questa cosa è utile a molti e causa tristezza ad uno, come dobbiamo comportarci ? Bisogna prendere la via dell'utilità dei molti.
Per quanto è possibile non bisogna trascurare quell'uomo perchè non sia preso nei trabocchetti della passione, tu devi aiutare non la passione ma l'uomo che ne soffre. Sii umile e consideralo al di sopra di te stesso, dagli la preferenza in tutte le circostanze, in tutti i posti e negli affari.
97. Quando la mente è in vera comunione con Dio rimane del tutto priva di immagini e di forma. Contemplando l'Immutabile diventa, essa stessa, immutabile e tutta luminosa.
98. L'anima è perfetta quando tutte le sue capacità di desiderare sono dirette verso Dio.
100. Il tempo è diviso in tre parti. L'amore si estende su tutte e tre, la speranza su una, la fede su due. La fede e la speranza hanno dei limiti, ma l'amore che unisce ciò che è oltre ogni fine e sempre in espansione, rimane attraverso le ere illimitate. Per questo la più grande realtà è l'amore.

Quarta centuria sull'amore
2. Come non sarà pieno di stupore chi contempla l'inaccessibile e tremenda causa del bene? Come non sarà trasportato all'estasi chi medita su come e da dove è venuta la natura dotata di mente e di parola e sui quattro elementi che compongono i corpi, quando non c'era materia preesistente alla loro nascita ? Che cos'è questo potere che, passando all'azione, ha dato loro l'essere ? Ma i figli dei Greci, non accettando questo, ignorano la sua onnipotente bontà e la sua saggezza e intelligenza che superano ogni comprensibile e danno vita a tutte le cose.
3. Dio creatore dall'eternità, nella sua bontà infinita, crea quando vuole per mezzo del suo consustanziale Spirito e Verbo. Non domandate: Come accade che, pure essendo sempre stato buono, Egli si è manifestato solo ora come Creatore? Perchè vi dico che l'inscrutabile saggezza dell'Essere Infinito sfugge alla comprensione umana.
5. Riguardo al motivo perchè Dio ha creato una cosa o l'altra, cerca di scoprirlo, perchè può essere conosciuto. Ma, come e perchè ora e non prima, non lo investigare, ciò supera la tua comprensione. Infatti alcune cose divine sono comprensibili, altre non lo sono; la speculazione, se non è tenuta a freno, può farti cadere in un precipizio, come disse uno dei santi (Gregorio il Teologo).
7. La divinità è conoscibile in un certo senso e in un altro inconoscibile. Conoscibile per mezzo della contemplazione dei suoi attributi, inconoscibile in sè stessa.
11. Dio solo comunica, la creatura riceve e comunica; riceve l'essere e l'essere secondo verità e comunica solamente l'essere secondo verità; la natura corporea in un modo e quella incorporea in un altro.
12. La natura incorporea comunica l'essere secondo verità per mezzo della parola, per mezzo dell'azione e con il venire contemplata; la natura corporea solo con il venire contemplata.
14. Non si deve vedere il male nella natura delle creature, ma nei loro impulsi errati e irrazionali.
15. L'anima si muove razionalmente quando la sua capacità di desiderio ha acquistato il dominio di sè; la potenza irascibile ricerca l'amore allontanandosi dall'odio, e quella mentale si placa in Dio con la preghiera e la contemplazione spirituale.
16. Non ha raggiunto ancora l'amore perfetto e la profonda conoscenza della Divina Provvidenza colui che, nell'ora della prova, quando è colpito dall'ambizione, non ha il cuore virile, ma si allontana dall'amore dei suoi fratelli spirituali.
17. Il disegno della Divina Provvidenza è di riunire, per mezzo della giusta fede, coloro che sono stati separati e dispersi dal male. Il Salvatore ha sofferto perchè "tutti i figli di Dio che sono dispersi si raccogliessero in unità" (Giov. 11, 52). Così colui che rifiuta di portare il peso delle circostanze avverse, di tollerare i dispiaceri e soffrire il dolore, si allontana dall'amore di Dio e dai disegni della Provvidenza.
18 Se "l'amore tutto sopporta ed è longanime" (I Cor. 13, 4), chi si scoraggia nelle circostanze avverse, prova rancore contro coloro che lo hanno offeso o si allontana dall'amore per loro, non viene forse meno al conformarsi ai disegni della Divina Provvidenza?
19. Vigilate affinchè non sia in voi piuttosto che nel vostro fratello l'abisso che vi separa da lui; ed affrettatevi a pacificarvi con lui, per non tradire il comandamento dell'amore.
21. L'amore fra amici viene distrutto se tu sei invidioso, o oggetto di invidia, se causi o soffri perdite; se ingiuri o vieni ingiuriato; e, infine, se nutri pensieri sospettosi contro il fratello. Non hai mai fatto o sofferto qualcosa di simile per cui hai abbandonato l'amore per gli amici?
24. "L'uomo lento all'ira abbonda in saggezza" (Prov. 14, 29), perchè egli mette ogni avvenimento in rapporto al fine ultimo e, in attesa di questo, sopporta ogni afflizione. E "il fine", dice l'Apostolo, "è la vita eterna" (Rom. 6, 22), "la vita eterna è che essi conoscano te solo Dio vero, e Gesù Cristo che tu hai mandato" (Giov. 17, 3).
33. Esamina la tua coscienza con la massima cura per vedere se è colpa tua se tuo fratello non fa la pace con te, e non respingere l'accusa con false argomentazioni, perchè la coscienza sa quello che è nascosto e ti accuserà al momento in cui lascerai questo mondo, e ti sarà di impedimento durante la preghiera.
36. L'inesprimibile pace degli Angeli Santi, riposa su queste due disposizioni: l'amore di Dio e l'amore degli uni per gli altri; e lo stesso è vero della pace dei santi di tutti i tempi. Così eccellenti sono le parole del Salvatore: "su questi due comandamenti hanno fondamento la legge e i profeti" (Matt. 22, 40).
42. Quando non farai e non dirai più qual cosa di cui ti debba vergognare; quando non nutrirai più rancore contro chi ti ha recato danno o ti ha calunniato; quando la tua mente all'ora della preghiera sarà costantemente libera dalla materia e dalla forma; sappi che hai raggiunto la misura dell'amore perfetto e libero da passioni.
43. Non è piccola cosa il liberarsi dalla vanagloria. L'uomo se ne libera praticando la virtù in segreto e con la preghiera frequente; segno di libertà è il non avere rancore verso chi parla o ha parlato male di te.
44. Se vuoi essere buono, dai a ciascuna parte di te stesso, all'anima e al corpo, quello che le è di giovamento: alla parte pensosa dell'anima, letture, contemplazioni spirituali e preghiera; a quella irascibile, amore spirituale contrapposto all'odio; a quella concupiscibile, castità e dominio di sè; al corpo, cibo e vesti solo nella necessaria misura.
45. La mente opera in armonia con la sua natura quando tiene a freno le passioni, contempla il significato di tutto ciò che è e si affida a Dio.
52. Molte passioni stanno in agguato nelle nostre anime e si mostrano quando appare il loro oggetto.
53. L'uomo può non essere turbato dalle passioni quando il loro oggetto è assente, se ha raggiunto un discreto grado di impassibilità; ma non appena questa appare, le passioni subito cominciano ad attrarre a sè la mente.
54. Quando l'oggetto della passione è assente, non credere di possedere la perfetta impassibilità. Ma quando l'oggetto appare e non resti toccato nè da esso, nè dal suo ricordo, sappi che ti sei avvicinato ad essa. Anche in questo caso non interrompere la vigilanza, perchè sebbene la lunga pratica della virtù uccida le passioni, se trascuri la vigilanza si risveglieranno di nuovo.
60. L'amore edifica perchè non invidia e non è amaro con chi lo invidia, nè ostenta pubblicamente ciò che in lui può essere oggetto d'invidia. Non si illude di avere già raggiunto la perfezione, e, se ignora qualcosa, non si vergogna di ammettere la sua ignoranza. In questo modo protegge la mente dalla vanagloria e la incoraggia a progredire nel sapere.
61. Il sapere è abitualmente seguito dalla presunzione e dall'invidia, specialmente da principio. La presunzione si manifesta solo interiormente e l'invidia tanto interiormente che esteriormente: interiormente (in modo attivo) verso coloro che posseggono il sapere, esteriormente (in modo passivo) da parte di coloro che sono ignoranti.
L'amore protegge da questi tre difetti: dalla presunzione "perchè non si gonfia"; dall'invidia interiore perchè "non invidia"; dall'invidia esteriore perchè "tutto sopporta ed è longanime" (I Cor. 13, 4). Così chi possiede il sapere, dovrebbe acquistare anche l'amore, affinchè protegga la mente da ogni male.
62. Chi ha ricevuto il dono del sapere e pur tuttavia nutre risentimento, rancore e odio verso gli altri è come uno che si buca gli occhi con spine e cardi. Così il sapere necessariamente ha bisogno dell'amore.
66. Le Scritture non ci privano di nessuna cosa dataci da Dio per nostro uso, ma piegano l'immoderatezza e correggono la mancanza di discernimento. In altre parole non ci proibiscono di mangiare, di generare figli o di avere denaro e spenderlo giustamente, ma proibiscono la gola, l'adulterio e così via. Non ci proibiscono nemmeno di pensare a queste cose - esse sono fatte perchè vi si pensi - ma ci proibiscono di pensarvi con passione.
67. Alcune cose che facciamo per amore di Dio sono fatte per obbedire ai Comandamenti, altre non ci sono ordinate dai Comandamenti, ma le compiamo come un'offerta volontaria. E' in obbedienza ai Comandamenti che amiamo Dio e il nostro prossimo, amiamo i nostri nemici, non commettiamo adulterio, non uccidiamo e così via, perchè disobbedire a questi conduce alla condanna.
Non è per obbedienza ai Comandamenti che serbiamo la verginità e osserviamo il celibato, rinunziamo a ogni possesso, e viviamo in solitudine e così via. Queste azioni hanno il valore di offerta cosicchè se per debolezza ci accadesse di trasgredire qualche comandamento, ci sia possibile indurre il Signore a misericordia.
75. L'amore di Dio si contrappone alla sensualità, perchè spinge la mente ad allontanarsi dai piaceri dei sensi; l'amore del prossimo si contrappone all'ira, perchè fa disprezzare fama e ricchezze. Esse sono le due monete che il Signore ha dato all'oste (Luca 10, 35) perchè si prendesse cura di voi. Ma non mostratevi ingrati unendovi ai ladri, per non esser nuovamente feriti e lasciati non semivivi, ma morti.
81. Le cause che distruggono l'amore sono le seguenti: il disonore; le perdite subite; le calunnie sia contro la fede che il modo di vita; i maltrattamenti; i colpi; le ferite e cose simili, sia che accadano a noi stessi o a parenti o ad amici. Coloro che abbandonano l'amore per una qualsiasi di queste ragioni, non hanno ancora capito il senso dei Comandamenti di Cristo.
83. Se qualcuno ti ha ingiuriato, non odiarlo; odia l'ingiuria e il demonio che lo ha istigato a farlo. Se hai in odio chi ti ha ingiuriato, non ami e così trasgredisci il Comandamento. Se osservi il Comandamento, agisci Verso di lui con atti di amore e aiutalo, se puoi, ad allontanarsi dal male.
86. L'amore e la padronanza di sè liberano l'anima dalle passioni; la lettura e la meditazione, liberano la mente dall'ignoranza; e il raccogliersi in preghiera, mette l'uomo davanti a Dio stesso.
88. Nessuna sofferenza è più dura da sopportare della calunnia, sia contro la fede che contro il modo di vivere. Nessuno può rimanervi indifferente a meno che, come Susanna, non tenga gli occhi rivolti a Dio, che solo ha il potere di liberare gli uomini dalle afflizioni, come liberò lei, per mostrare agli uomini una convincente verità, e confortare l'anima con la speranza.
89. Nella misura in cui pregherai per chi ti ha calunniato, Dio rivelerà convincentemente la verità sul tuo conto a coloro che hanno aperto la strada alla tentazione.
90. Dio solo è essenzialmente buono, e solo chi imita Dio è buono nelle disposizioni della sua anima; perchè il suo volere è di unire i cattivi a sè, che è essenzialmente buono, e renderli di conseguenza buoni. A questo fine, quando è oltraggiato, benedice; quando è perseguitato, sopporta; quando è infamato, conforta; e quando viene trucidato, prega per gli uccisori (I Cor. 4, 12-13). Egli fa tutto questo per non allontanarsi dal Suo fine principale: l'amore.
93. Niente può sostituire un amico fedele (Eccles. 6, 15); egli considera come sua la disgrazia dell'amico e la prende su di sè, soffrendo anche fino alla morte.
96. Ci sono quattro maniere principali nelle quali Dio si allontana da noi: una è provvidenziale, quando l'iniziativa è del Signore stesso affinchè l'apparente allontanamento salvi coloro che sono così abbandonati; un'altra è una prova, come accadde a Giobbe e a Giuseppe, per far rifulgere l'uno come una colonna di forza e l'altro come una colonna di castità; e un'altra ancora ha lo scopo di ammaestramento spirituale, come per l'Apostolo Pietro, per conservare in lui, mediante l'umiltà, l'abbondanza della grazia. In ultimo c'è l'allontanamento sperimentato dagli Ebrei, per condurli al pentimento con la punizione.
Tutte queste specie di allontanamento sono salutari e piene di grazia Divina e di amorosa sollecitudine.
97. Solo chi osserva fedelmente i Comandamenti è il vero iniziato ai disegni di Dio, non abbandonano i suoi amici quando, con il permesso di Dio, vengono sottoposti a delle prove.
Ma coloro che trascurano la pratica dei Comandamenti e non sono iniziati ai misteri dei disegni di Dio, si rallegrano con i loro
amici nel tempo della buona fortuna e li abbandonano nell'ora della prova. Qualche volta si alleano perfino con i loro avversari.
100. Molti hanno detto molto sull'amore, ma pure, se lo cercate, lo troverete solamente fra i discepoli di Cristo. Perchè essi soli imparano dal vero Amore quell'Amore del quale è detto: "anche se ho il dono della profezia e capisco tutti i misteri e possiedo tutta la scienza... se non ho l'amore... non mi servirà a nulla" (I Cor. 13, 2-3).
Perchè chi possiede l'amore, possiede Dio stesso, perchè "Dio è amore" (1 Giov. 4, 16).
A Lui sia gloria nei secoli dei secoli. Amen.