S. MARCO L'EREMITA

Lettera al monaco Nicola

Massime estratte dai suoi sermoni e sentenze

 

 

 

"La conoscenza, anche se esatta, senza la corrispondente pratica rimane incerta; tutto è reso saldo dalla pratica"

 

"Raccogliti interiormente e, con l'aiuto della preghiera e di Dio, discendi nelle profondità del tuo cuore, e lì affronta i tre poderosi avversari: l'ignoranza, l'incoscienza e la pigrizia"

 

"Un cuore può essere definito puro quando si presenta a Dio con una memoria interamente sgombra da forme e immagini, e disposta a non ricevere se non l'impronta di Dio, che la ricolma di luce"

 

 

Nota biografica

 

S. Marco l'Eremita è uno dei più famosi monaci egiziani. Poco si sa della sua vita. Palladio, che lo conobbe personalmente, afferma di lui che il suo comportamento pacifico e dolce era unico, e che fin dalla prima gioventù si era dedicato allo studio della sacra scrittura sicchè conosceva a memoria il Vecchio e il Nuovo Testamento.

La sua vita austera e la purità del suo cuore, lo condussero ad un grado elevato di perfezione spirituale.

Visse più di cento anni; morì probabilmente all'inizio del quinto secolo.

La grazia divina, l'esperienza della vita, lo studio della parola di Dio, gli conferirono una conoscenza profonda dei misteri della vita spirituale. Non tenne nascosto questo talento; insegnò e scrisse molto; solo pochi dei suoi scritti sono giunti a noi. (Early Fathers from the Philokalia p. 59).

 

I brani scelti da noi sono dalla lettera a Nicola, dalle Massime e dalle 226 sentenze, riportate in Migne P. G. 65.

 

 

 

1. Lettera al monaco Nicola

 

Amato figlio Nicola...

 

1. Se vuoi, carissimo, acquistare e possedere la lampada della illuminazione mentale e della sapienza spirituale che ti permetta di camminare senza inciampi nel buio profondo di questo tempo e di esser condotto per mano dal Signore, abbi un forte desiderio di seguire la via del Vangelo.

Per ottenere questo, voglio indicarti un metodo prodigioso che consiste nel raggiungere un interiore stato spirituale, non mediante sforzi fisici, ma con l'impegno laborioso delle facoltà interiori,  adoperato per conquistare il perfetto dominio della mente: il pensare calmo insieme al timore e all'amore di Dio.

Conseguito questo dominio delle forze interiori, potrai mettere in fuga le orde demoniache, confidando e credendo in Dio.

 

2. I tre poderosi avversari dell'anima che dirigono tutte le forze ostili che ci turbano interiormente sono:

- l'ignoranza, di tutti i mali madre;

- l'incoscienza, figlia, collaboratrice ed istigatrice della prima;

- la pigrizia che dalle tenebre tesse una lugubre veste per l'anima.

 

3. Se vuoi vincere in te le orde della confusione interiore, raccogliti interiormente e, con l'aiuto della preghiera e di Dio, discendi nelle profondità del tuo cuore, e lì affronta i tre poderosi avversari: l'ignoranza, l'incoscienza e la pigrizia.

Da esse traggono nutrimento e forza tutte le male tendenze che germogliano nei cuori indulgenti con se stessi e nelle anime dissipate.

Affronta queste male tendenze con l'esser presente a te stesso, la mente calma e l'aiuto divino.

Opponi loro le armi contrarie:

- la cosciente presenza di ciò che è bene, sorgente di ogni benedizione;

- la sapienza illuminata che conserva l'anima nella sobrietà, allontanando le tenebre dell'ignoranza e sollecitando quelle sante passioni che risvegliano l'anima e la guidano a salvezza.

 

 

2. Massime di San Marco  estratte dai suoi sermoni

 

l. Per esser partecipi della fede non basta l'aver ricevuto il battesimo nel nome di Cristo, è necessario adempiere i comandamenti.

Il santo battesimo, in se stesso, è perfetto e ci comunica la perfezione, non come stato, ma come possibilità per chi adempie i comandamenti.

 

5. Il santo battesimo ci dà la totale liberazione dal male; è lasciata alla libera volontà di ciascuno la scelta di rimanere imprigionato dalle passioni o di rendersene libero.

 

6. Se, dopo aver ricevuto col battesimo il potere di adempiere i comandamenti, non lo usiamo, diventiamo, anche senza volerlo, possesso del peccato. Ciò durerà finchè, pentendoci, non muoviamo Dio ad aver misericordia. In questo caso, mentre lottiamo per compiere i suoi comandamenti, Egli cancella il peccato delle nostre volontà egocentriche.

 

9. Quando una forza nuova sale nel tuo cuore, sappi che essa non viene dall'esterno, ma è il misterioso dono del battesimo reso attivo dal tuo fuggire i pensieri malvagi.

 

11. Le onde di pensieri cupidi e violenti, sono anelli concentrici di una catena malefica.

Se cedi alla prima, dovrai aprire, anche non volendo, la tua anima a quella che viene dopo, e così via di seguito.

Se cedi alla vanagloria, come ti libererai dall'orgoglio ?

Se ti abbandoni alla vita oziosa e piacevole, sarai sopraffatto da immaginazioni lussuriose.

Se fai delle angherie, il tuo cuore diventa spietato.

Se riponi la tua gioia nel compiere queste cose malvagie, come potrai pretendere di non essere esposto all'irritazione e alla collera?

 

12. Anche dopo aver ricevuto il dono della grazia, rimaniamo perfettamente liberi di fronte alle due vie della carne e dello spirito.

Chiunque ami il plauso umano e sia indulgente con la sua parte fisica, non potrà percorrere la via dello spirito. Chi invece dà preferenza alle realtà future, non curando le presenti, non vivrà mai secondo i dettami della carne. Per questo non dobbiamo amare il plauso umano e l'indulgenza con la nostra parte fisica, perchè da essi viene il non puro pensare anche contro la nostra volontà.

 

13. II battesimo della Chiesa misteriosamente innesta nell'anima l'energia della grazia; quando il cristiano eseguisce i comandamenti del Signore e conserva nel cuore la speranza, l'energia seminale della grazia cresce e manifesta la verità della parola di Gesù: "Dal seno di chi crede in me saliranno onde di acqua viva, cioè lo Spirito Santo ricevuto da chi ha fede". (Giov. 7, 38-39).

 

17. Quando sarai persuaso che Cristo è il tuo Ospite intimo, dal momento del battesimo, rinuncerai a tutte le realtà effimere della esteriorità e troverai la tua dimora nell'interiorità, sulla cui purezza vigilerai attento.

 

18. La mente di ogni uomo riceve prima, dal riposto sacrario del cuore, i suggerimenti giusti e fertili di benedizioni dell'ospite intimo, Gesù; quindi li segue attuandoli in una vita incontaminata, che è la risposta data alla segreta voce del Signore.

 

21. Satana può agire in noi suggestionandoci con immaginazioni di cose non buone; è la nostra mancanza di fede che gli dà la possibilità di penetrare nella nostra mente. Perchè se, dopo aver ricevuto il comando di mantenerci estranei ad ogni turbamento, di vigilare con ogni cura sulle nostre forze interiori e di cercare il regno di Dio che è dentro di noi, lasciamo divagare la mente nell'esteriorità e deviamo dalla ricerca interiore del Regno di Dio, siamo immediatamente esposti alle tentazioni di Satana ed ai suoi consigli di male.

Satana non ha il potere di dirigere i nostri pensieri, altrimenti sarebbe spietato con noi; può però introdurre in noi ogni sorta di pensieri malvagi ed ostacolare quelli buoni. Il suo potere è limitato ad influire, con le sue suggestioni, il pensiero sul suo primo nascere, per provare verso quale direzione è inclinata la nostra disposizione interiore, cioè se è orientata verso i comandamenti divini o verso i suggerimenti del male.

 

22. Quando l'irruzione di qualche pensiero malefico persiste nel nostro interiore e vi si ferma, ciò non è segno di un cambiamento di disposizione in noi. La permanenza del pensiero non buono è dovuta all'immagine che ha suscitato in noi. L'irruzione di tali pensieri, quando il cuore è saldo nel giusto orientamento, rimane circoscritta, e non può eccitare la mente, di chi è vigilante su se stesso, a disperdersi nella molteplicità dei pensieri. Ciò avviene solo quando il cuore accoglie con piacere l'irruzione dei pensieri non retti.

Se sei distaccato da essi, il loro apparire e il loro persistere non porta alcun pregiudizio alla tua coscienza, rimangono soltanto pensieri  penosi.

 

24. Solo l'Immutabile non ha esperienza di irruzione di pensieri non retti; l'umana natura non ha questo privilegio. Adamo stesso era esposto alle suggestioni di Satana. Aveva però il potere di ascoltarle o di respingerle.

L'irruzione di un pensiero non retto non è nè male nè bene, è la prova della nostra volontà libera.

Quelli che sono interiormente orientati verso l'adempimento dei comandamenti del Signore, riceveranno la ricompensa della loro fedeltà; quelli che piegano verso l'indulgenza di loro stessi, si mostrano degni di riprovazione per la loro infedeltà.

 

34. Secondo il mio parere l'opera del pentimento è compiuta mediante le seguenti virtù:

- la purificazione dei pensieri,

- la preghiera incessante,

- la sopportazione delle avversità che ci capitano.

Queste tre cose devono attuarsi non solo esteriormente, ma anche nel nostro intimo essere;  chi riesce in quest'opera risulta invulnerabile alle passioni.

 

38. Un cuore può essere definito puro quando si presenta a Dio con una memoria interamente sgombra da forme e immagini, e disposta a non ricevere se non l'impronta di Dio, che la ricolma di luce.

 

82. Chi, per evitare gli spiriti del male, tiene sigillate le porte dei sensi e vive sicuro nella terra della rivelazione, sulle alture della

contemplazione riceverà la Parola di Dio. Questa, venendo in maniera inattesa, si manifesta senza il concorso dei sensi, con:

-  l'annuncio di pace,

- il dono della invulnerabilità al male,

- la comunicazione dei doni dello Spirito Santo,

- il potere sugli spiriti del male,

- la comprensione dei segni del mistero del Signore.

 

 

3. Dalle 226 sentenze, per quelli che pensano di avere la giustificazione dalle opere.

 

12. La conoscenza, anche se esatta, senza la corrispondente pratica rimane incerta; tutto è reso saldo dalla pratica.

 

18. E' fuori della verità tanto chi avendo la giusta fede non compie i comandamenti, come chi compiendo i comandamenti attende una ricompensa.

 

25. Il temperante fugge la ghiottoneria;

chi non ha desideri, la cupidigia;

il taciturno, le parole inutili;

il continente, la ricerca di piaceri sensuali;

il casto, la fornicazione;

chi è contento del poco, l'amore del denaro;

il mite, l'agitazione;

l'umile, la vanità;

l'obbediente, la ribellione;

il sincero con se stesso, l'ipocrisia.

Egualmente,

chi prega si tiene lontano dalla disperazione;

il povero volontario dall'avidità;

chi professa la fede da]l'apostasia;

il martire dall'idolatria.

 

50. Non perderai niente di ciò che hai abbandonato per amore del Signore; a suo tempo con abbondanza ne sarai ricompensato.

 

153. Se vuoi fare a Dio una confessione senza biasimo, non richiamare dettagliatamente le tue colpe passate alla memoria; con coraggio sopportane le conseguenze.

 

204. Ogni sofferenza rivela lo stato della nostra volontà, se cioè è orientata verso destra o verso sinistra.

La sofferenza imprevista è chiamata tentazione, perchè sottopone l'uomo alla prova delle sue segrete inclinazioni.

 

212. Le vicende ordinarie della vita sono come un mercato: il mercante sagace guadagna, l'inetto perde.