SAN GIOVANNI DI
CRONSTADT

PENSIERI SULLA
PREGHIERA
LA PREGHIERA COSTRUITA SULLA SABBIA
Il demonio si sforza di disperdere la
preghiera, come fosse un mucchio di sabbia; cerca di trasformare le parole
in sabbia secca, senza coesione né midollo, cioè senza fervore del cuore.
Così la preghiera può essere sia una casa costruita sulla sabbia, sia una
casa costruita sulla roccia. Edificano sulla sabbia coloro che pregano senza
spirito di fede, distrattamente, con freddezza: una preghiera simile si
disperde da sola e non reca nessun vantaggio a colui che prega. Edificano
sulla roccia coloro che, durante la preghiera, tengono gli occhi fissi verso
Dio e si rivolgono a lui come ad una persona viva, parlandogli faccia a
faccia.
LE TENEBRE DURANTE LA
PREGHIERA
Durante la preghiera, a volte
sopraggiungono momenti di tenebre mortali e di angoscia spirituale che
nascono da un cuore incredulo (l'incredulità infatti è tenebra). In questi
momenti non lasciar venir meno il tuo cuore, ma ricordati che se la luce
divina si è spenta in te, continua però a brillare, in tutto il suo
splendore e la sua gloria, in Dio stesso, nella sua Chiesa in cielo e sulla
terra, e nell'universo materiale in cui “si sono rese visibili la sua
potenza eterna e la sua divinità “ (Rm 1, 20).
Non credere che la verità è venuta
meno, poiché la verità è Dio stesso e tutto ciò che esiste trova in lui la
propria fonte e il proprio fondamento. Solo il tuo cuore, il tuo cuore
peccatore e ottenebrato, può venir meno alla verità, perché non riesce a
sostenere in continuazione il bagliore della luce di verità e non è sempre
capace di sostenerne la purezza; ci riesce solo se è stato purificato dai
propri peccati, causa primaria delle tenebre spirituali. Puoi averne la
prova in te stesso. Quando la luce della fede o della verità divina dimorano
nel tuo cuore, esso è nella pace, calmo, forte e vivo; quando invece la luce
scompare, il cuore è a disagio, debole come una canna agitata dal vento,
senza slancio. Non dare importanza a queste tenebre, opera di Satana; fa' il
segno di croce, segno che dà la vita, ed esse si dissiperanno.
LA PREGHIERA CI RENDE
INVULNERABILI
L'unico modo per passare la giornata
nella pace e nella santità, senza peccato, è quello di pregare con fervore e
sincerità fin da quando ti alzi al mattino. Questa preghiera introdurrà
Cristo nel tuo cuore, assieme al Padre e allo Spirito Santo e così renderà
salda la tua anima contro ogni assalto del male. Dovrai però continuare a
proteggere accuratamente il tuo cuore.
LA PREGHIERA DELLE
LABBRA HA LA SUA ECO NEL CUORE
Si possono recitare le preghiere in
fretta senza che questo nuoccia alla qualità della preghiera? È possibile
per coloro che hanno imparato a pregare interiormente con un cuore puro.
Durante la preghiera bisogna che il cuore desideri sinceramente quello che
chiedi, che avverta la verità di quello che stai dicendo e queste cose, in
un cuore puro, avvengono spontaneamente. I puri di cuore sono capaci di
recitare rapidamente le preghiere e di farlo in modo gradito a Dio; nel loro
caso la rapidità non nuoce all'autenticità della preghiera. Ma coloro che
non sono ancora capaci di pregare con cuore sincero devono assolutamente
pregare lentamente, aspettando che il cuore faccia eco ad ogni parola della
preghiera. E questo dono non sempre è concesso facilmente a quelli che non
sono abituati alla preghiera contemplativa. Per costoro bisogna quindi
fissare come regola assoluta che le parole della preghiera siano pronunciate
lentamente e intercalate da pause. Aspetta che ogni parola trovi eco nel
cuore.
LE ESIGENZE DELLA
PREGHIERA
La preghiera è l'elevazione dello
spirito e del cuore verso Dio. t perciò evidente che la preghiera è
assolutamente impossibile ad una persona che abbia lo spirito e il cuore
attaccati a qualcosa di carnale - il denaro o gli onori, per esempio - o
abitati da passioni come l'odio e l’invidia, poiché le passioni rinchiudono
il cuore, allo stesso modo in cui Dio invece lo dilata e gli dà la vera
libertà.
IL MALIGNO HA VIA
LIBERA DOVE NON SI PREGA
Molta gente ha perso la fede o perché
ha completamente perso lo spirito di preghiera, o perché non l' ha mai avuto
e continua a non averlo; in breve, perché non pregano. Il principe di questo
mondo ha campo libero per agire nel cuore di gente simile e diventa il loro
padrone.
Costoro non hanno chiesto e non
chiedono la grazia di Dio (i doni di Dio infatti sono accordati solo a
quelli che li chiedono e li cercano); così il loro cuore, corrotto per
natura, viene privato della rugiada vivificante dello Spirito Santo; alla
fine è talmente secco che prende fuoco e brucia della fiamma infernale
dell'incredulità e delle passioni. E il demonio sa come accendere le
passioni che alimentano questo fuoco terribile; trionfa nel vedere la rovina
di quelle povere anime riscattate al prezzo del sangue di Colui che aveva
schiacciato sotto i piedi la potenza di Satana.
PREGA PER LA SALVEZZA
DEGLI ALTRI E DIO TI BENEDIRA'
Quando sei colpito dalla sofferenza e
dall'angoscia degli altri e ti senti portato a pregare per loro con cuore
compassionevole profondamente commosso, chiedi a Dio di aver pietà dei loro
peccati come chiederesti la remissione dei tuoi: cioè supplicalo piangendo
di perdonarli. Prega per la salvezza degli altri come pregheresti per la tua
salvezza. Se ci riuscirai, se diventerà per te un'abitudine, riceverai da
Dio un'abbondanza di doni spirituali, i doni dello Spirito Santo che ama
l'anima preoccupata per la salvezza altrui. Lo Spirito stesso infatti vuole
salvarci con tutti i mezzi possibili, a condizione che non gli opponiamo
resistenza e che non induriamo il nostro cuore. “ Lo Spirito stesso
intercede per noi con gemiti ineffabili “ (Rm 8, 26).
LA PREGHIERA FATTA
PER FORZA NON GIUNGE A DIO
La preghiera fatta solo per obbligo
genera l'ipocrisia, rende l'uomo incapace di fare tutto ciò che richiede
riflessione e provoca il disgusto per ogni cosa, anche per l'esecuzione dei
propri compiti. Questo dovrebbe convincere tutti coloro che pregano in tal
modo a correggere il loro modo di pregare. Bisogna pregare con gioia, con
forza, con tutto il cuore. Non pregare solo quando sei costretto, nella
prova o nel bisogno, poiché “ Dio ama chi dona con gioia “ (2 Co 9, 7).
PREGA PER TUTTI,
ANCHE PER I NEMICI
Se noti nel tuo prossimo difetti e
passioni, prega per lui. Prega per tutti, anche per i tuoi nemici. Se ti
accorgi che il tuo fratello è fiero e testardo, che si comporta
orgogliosamente verso di te o verso gli altri, prega per lui, affinché Dio
illumini la sua mente e riscaldi il suo cuore con il fuoco della grazia, e
ripeti: “ Signore, insegna la dolcezza e l'umiltà al tuo servo che è caduto
nell'orgoglio di Satana; allontana dal suo cuore le tenebre e il peso di
questa fierezza malvagia".
Se vedi un fratello in collera prega
così: “ Signore, fa' che con la tua grazia questo servo diventi buono! “ Se
si tratta di un'anima mercenaria e piena di cupidigia, di': “ Signore, tu
che sei il tesoro incorruttibile e l'inesauribile ricchezza, fa' che il tuo
servo, creato a tua immagine, riconosca il carattere ingannatore delle
ricchezze e si accorga che esse sono vane, inconsistenti e false, come tutte
le cose terrene. Infatti i giorni dell'uomo sono come l'erba, come una
ragnatela; tu solo sei la nostra ricchezza, la nostra pace e la nostra gioia
“.
Se vedi un uomo invidioso, prega
così: “ Signore, illumina lo spirito e il cuore del tuo servo affinché possa
riconoscere i doni innumerevoli ed insondabili che ha ricevuto dalla tua
generosità inesauribile. Nell'accecamento della sua passione, ha dimenticato
te i tuoi doni preziosi e, nonostante sia ricco grazie ai tuoi regali, si
crede povero e guarda con invidia i beni che hai distribuito a ciascuno dei
tuoi servi, a volte loro malgrado, ma sempre secondo la tua volontà, o
nostro ineffabile benefattore! Signore pieno di misericordia, strappa il
velo con il quale il demonio ha coperto gli occhi del cuore del tuo servo,
accordagli la contrizione del cuore, le lacrime di pentimento e di
gratitudine, affinché l'avversario che l 'ha catturato vivo nella sua rete,
non possa gustare la gioia di strapparlo dalle tue mani “.
Se vedi un ubriaco, di' nel tuo
cuore: “ Signore, rivolgi uno sguardo di bontà al tuo servo, sedotto dalla
concupiscenza del ventre e dei piaceri carnali, fagli capire la dolcezza
della temperanza e del digiuno, la dolcezza del frutto spirituale che ne
deriva“. Se vedi un uomo in preda alla passione della gola e che trova in
essa la propria felicità, ripeti: “ Signore, tu sei il nostro cibo, non il
cibo che perisce bensì quello che conduce alla vita eterna. Purifica il tuo
servo dal peccato di gola, così carnale e lontano dal tuo Spirito,
accordagli di conoscere la dolcezza del tuo cibo spirituale e vivificante,
cioè il tuo corpo e il tuo sangue e la tua parola santa, viva e operante “.
In questo o in altri modi prega per
tutti i peccatori e non permetterti mai di disprezzare qualcuno a causa del
suo peccato, o di correggerlo con durezza; servirebbe solo ad aggravare le
sue ferite; correggilo invece con consigli, ammonizioni e castighi adatti a
frenare il male o a contenerlo entro certi limiti.
L'UOMO PORTATO ALLA
PREGHIERA DA TUTTO IL CREATO
L'anima è portata suo malgrado alla
lode quando contempliamo il cielo stellato, ma ancor di più quando,
contemplando il cielo e le stelle, ci raffiguriamo la bontà di Dio verso
l'uomo, l’amore infinito con cui ama l'uomo, egli che per la nostra salvezza
non ha risparmiato il suo Figlio unigenito. Ti è impossibile non glorificare
Dio se ti ricordi che sei stato creato dal nulla, che sei predestinato, fin
dalla fondazione del mondo, alla beatitudine eterna, senza alcun motivo,
senza alcuna proporzione rispetto ai tuoi meriti; se ti ricordi le grazie
che Dio ti ha accordato durante tutta la vita, in vista della tua salvezza,
gli innumerevoli peccati che ti ha perdonato, e non una o due volte, ma
infinite volte, l'abbondanza di doni naturali che ti ha procurato, dalla
salute all'aria che respiri, alla goccia d'acqua.
Siamo portati nostro malgrado alla
lode quando vediamo con stupore la varietà infinita delle creature nel regno
animale, nel regno vegetale e in quello minerale. Che sapiente
organizzazione esiste ovunque, dall'infinitamente grande all'infinitamente
piccolo! Una lode spontanea sgorga dal cuore ed esclama: “ Come sono
meravigliose le tue opere, o Signore! Hai creato ogni cosa con sapienza “ (Sal
104, 24). Gloria a te, Signore, che hai creato ogni cosa!
METTI LA PREGHIERA
ALLA BASE DELLE TUE OPERE
Quando reciti la preghiera della sera
o del mattino, a casa tua oppure in chiesa durante l'Ufficio divino,
chiediti nel tuo cuore come compiere questa opera buona e desidera
sinceramente di compierla per la gloria di Dio. Il Signore e sua Madre
santissima ti illumineranno sicuramente, ispireranno al tuo cuore un'idea
chiara che ti farà vedere come agire. Se per esempio vuoi scrivere un
discorso o una predica e non sai che argomento scegliere, pensaci durante la
preghiera: il Signore e sua Madre santissima ti indicheranno con sicurezza e
con estrema chiarezza l'argomento da trattare, con tutti i diversi punti; il
tuo spirito e il tuo cuore illuminati vedranno chiaramente tutti gli aspetti
del problema.
NELLA PREGHIERA
PREGUSTIAMO LA FELICITA ETERNA
Già in
questa vita noi percepiamo qualcosa di ciò che sarà la nostra unione con Dio
nel mondo che verrà, di come sarà per noi sorgente di luce, di pace, di
gioia e di felicità. Durante la preghiera, quando la nostra anima è
interamente rivolta verso Dio ed è unita a lui, ci sentiamo felici,
tranquilli, sollevati e gioiosi, come bambini rannicchiati in grembo alla
madre; o, per meglio dire, proviamo una sensazione di benessere ineffabile.
“ è bello per noi stare qui “ (Lc 9, 33).
Combatti quindi instancabilmente per
giungere a questa beatitudine eterna, di cui gusti un assaggio già in questa
vita; ma ricordati che questo anticipo è solamente terreno, imperfetto, che
“ ora noi vediamo come in uno specchio, in maniera indiretta “ (1 Co 13,
12). Che cosa proveremo mai allora, quando saremo realmente uniti a Dio in
piena verità, quando le immagini e le ombre saranno scomparse e sarà
instaurato il regno della realtà e della visione? Oh, come dobbiamo tendere
tutta la vita, incessantemente, verso questa beatitudine futura, verso
l'unione con Dio!
LA PREGHIERA RICHIEDE
LA CONVERSIONE DEL CUORE
Chi prega il Signore, la Madre di
Dio, gli angeli e i santi, deve innanzitutto sforzarsi di correggere il
proprio cuore e la propria vita, poi cercare di imitarli, come sta scritto:
“ Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro “ (Lc 6, 36). “
Siate santi, perché io sono santo “ (1 Pt 1, 16).
Coloro che pregano la Madre di Dio
devono imitare la sua umiltà, la sua inconcepibile purezza, la sua
sottomissione alla volontà di Dio, la sua pazienza. Coloro che pregano gli
angeli devono pensare alla vita di lassù, devono cercare di diventare
spirituali respingendo poco alla volta tutte le passioni carnali, cercare di
avere un amore ardente per Dio e per il prossimo. Coloro che pregano i santi
devono imitarli nel loro amore per Dio, nel loro disprezzo, del mondo e
delle sue attrattive ingannatrici; devono imitarli nelle preghiere, nei
digiuni, nella povertà, nella pazienza durante le malattie, le sofferenze e
le disgrazie, nell'amore per il prossimo. Altrimenti la loro preghiera non
sarà altro che fumo.
LA PREGHIERA È LUCE
DAL CIELO
A me piace pregare in chiesa,
soprattutto vicino al santo altare, davanti alla tavola o alla protesi: in
chiesa infatti, per grazia di Dio, sono meravigliosamente trasformato.
Durante una preghiera di pentimento o di devozione, le spine e i lacci delle
passioni cadono dalla mia anima e io mi sento così leggero! Tutti i
malefizi, tutte le seduzioni delle passioni svaniscono, mi sembra di essere
morto al mondo e che il mondo, con tutte le sue attrattive, sia motto per
me. Vivo in Dio e per Dio, per Dio solo. Sono interamente compenetrato da
lui, un solo spirito con lui: sono come un bambino cullato sulle ginocchia
della madre.
In quei momenti il mio cuore è pieno
di una dolcissima pace celeste, la mia anima è illuminata dalla luce del
cielo. Vedo tutto chiaramente, considero ogni cosa con giustizia, mi sento
pieno di amore e di amicizia verso tutti, anche verso i nemici, sono pronto
a scusare tutto e a perdonare tutti. Beata l'anima che è con Dio! Davvero la
chiesa è il paradiso in terra.
LA PREGHIERA IN
CHIESA
0 chiesa santa, quanto è buono e
quanto è dolce pregare all'interno delle tue mura! Dove ci può essere
preghiera fervente se non dentro le tue mura, davanti al trono di Dio,
davanti al Volto di colui che siede su quel trono? Sì, l'anima si scioglie
in una santa emozione e le lacrime scorrono sulle guance come ruscelli.
Quanto è dolce pregare per tutti gli uomini!
LA PREGHIERA DEL
GIUSTO
Il Signore, il più tenero dei padri,
gradisce che noi preghiamo per gli uomini, suoi figli; e come i genitori, su
richiesta dei figli buoni e ben educati, perdonano le sciocchezze dei figli
cattivi, così fa il Padre celeste su preghiera di “ coloro che gli
appartengono “ (2 Tim. 2, 19); così come, su preghiera dei suoi preti,
ricolmi della sua grazia, Dio fa misericordia anche a chi non ne è degno,
come ha usato misericordia verso il popolo ribelle nel deserto e gli ha
perdonato le mormorazioni, ascoltando la preghiera di Mosè. Ma com'era
ardente quella preghiera!
QUANDO PREGHI TOCCHI
DIO
Sii certo che Dio è vicinissimo a te
quando preghi, più vicino di quanto tu possa immaginare, che lo tocchi non
solo con il pensiero e con il cuore, ma anche con le labbra e la lingua.
“Vicino a te è la Parola, sulla tua bocca e nel tuo cuore” (Rm 10, 8); la
Parola, cioè Dio.
LA PREGHIERA
INSISTENTE GIUNGE A DIO
Perché abbiamo bisogno di una
preghiera prolungata? Affinché possiamo, attraverso la preghiera prolungata
e fervente, riscaldare i nostri cuori così freddi e induriti nella vanità.
Sarebbe ben strano pensare, e ancor
di più pretendere, che il cuore, indurito nella vanità mondana, possa,
durante la preghiera, essere penetrato immediatamente dal calore della fede
e dell'amore di Dio. No, ha bisogno di tempo e di fatica. “ Il Regno dei
cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono “ (Mt 11, 12). Non
si può pretendere che il Regno di Dio entri nel cuore, dopo averlo sfuggito
per tanto tempo. Il Signore stesso afferma che vuole vederci pregare a
lungo, dandoci l'esempio della vedova importuna che andava sempre a trovare
il giudice e lo molestava con le sue richieste (cfr. Lc 18, 2-6).
Nostro Signore, il nostro Padre
celeste conosce, prima che glielo chiediamo, ciò di cui abbiamo bisogno (cfr.
Mt 6, 8), ciò che desideriamo; noi invece non lo sappiamo, perché ci
lasciamo andare alle inutili agitazioni del mondo invece di affidarci alle
mani di questo Padre. Perciò Dio, nella sua sapienza, trasforma i nostri
bisogni in occasioni per rivolgerci a lui. “ Ritornate a me, figli smarriti,
ritornate a me che sono vostro Padre, ritornate adesso con tutto il cuore.
Se prima eravate lontani da me, almeno adesso riscaldate con la fede e
l'amore i vostri cuori che prima avevano così freddo”.
CHIEDETE E VI SARA'
DATO
Quando preghi il Signore e gli chiedi
qualche grazia - di ordine spirituale, soprannaturale, materiale, terreno -
per essere sicuro di ottenere quello che chiedi o, più in generale, la
grazia di cui hai più bisogno (secondo la sapienza e la misericordia di
Dio), abbi nella mente e nel cuore queste parole del Signore: “Chiedete e vi
sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque
chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Chi tra di voi
al figlio che gli chiede un pane darà una pietra? 0 se gli chiede un pesce,
darà una serpe? Se voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone ai
vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a
quelli che gliele domandano!” (Mt 7, 7-11).
UN UNICO PANE, UN'
UNICA PREGHIERA
Da cosa deriva che una preghiera
sincera per il prossimo è così efficace? Dal fatto che, strettamente unito a
Dio nella preghiera, io formo un solo spirito con lui e che, mediante la
fede e l'amore, unisco a me coloro per i quali prego; lo Spirito Santo che
agisce in me agisce anche in loro nello stesso momento, poiché compie ogni
cosa. “Noi, pur essendo molti, formiamo un solo corpo, poiché partecipiamo
dell'unico pane” (1 Co 10, 17). “C'è un solo Corpo e un unico Spirito” (Ef
4, 4).
LA PREGHIERA È UNA
DISPOSIZIONE DI GRATITUDINE
La preghiera è il sentimento costante
della nostra povertà spirituale e della nostra debolezza, la contemplazione
in noi, negli altri e nella natura, delle opere della sapienza, della
misericordia e dell'onnipotenza di Dio. La preghiera è una disposizione
interiore fatta unicamente di gratitudine.
A volte chiamiamo preghiera
quello che non ha niente a che fare con la preghiera. Per esempio, qualcuno
entra in chiesa, rimane lì un po', guarda le icone, la gente, osserva il
loro abbigliamento e il loro comportamento e poi dice di aver pregato Dio.
Oppure a casa sua si mette davanti ad un'icona, piega la testa, recita
qualche frase imparata a memoria, senza capirla né gustarla e poi dice di
aver pregato. Ma nella sua mente e nel suo cuore non ha assolutamente
pregato; era dappertutto, con la gente e con le cose, tranne che con Dio.
La preghiera è l'elevazione del
pensiero e del cuore verso Dio, la contemplazione di Dio, il dialogo audace
della creatura con il suo Creatore, la presenza rispettosa dell'anima
davanti a lui, come davanti al Re, alla Vita stessa che dà la vita ad ogni
cosa; la preghiera è oblio di tutto ciò che ci circonda, è cibo per l'anima,
è aria, luce, calore vivificante, è purificazione dal peccato; la preghiera
è il giogo soave di Cristo, il suo carico leggero.
La preghiera è il sentimento costante
della nostra debolezza e della nostra povertà spirituale; è la
santificazione dell'anima e un anticipo della beatitudine futura; un bene
angelico, la pioggia celeste che rinfresca, innaffia e feconda il terreno
dell'anima; il risanamento e il ricambio dell'atmosfera mentale,
l'illuminazione del volto. la gioia dello spirito; il legame d'oro che
unisce la creatura al Creatore, l'audacia e il coraggio in tutte le prove e
le sofferenze della vita; la lampada dell'esistenza, il successo in ogni
iniziativa, la dignità paragonabile a quella degli angeli, la saldezza nella
fede, nella speranza e nella carità.
La preghiera è un contatto con gli
angeli e i santi graditi a Dio dall'origine del mondo; è la conversione
della vita, la madre della contrizione e delle lacrime, un richiamo potente
alle opere di misericordia. alla sicurezza della vita, alla scomparsa del
timore della morte e al disprezzo dei tesori mondani; è il desiderio dei
beni celesti, dell'attesa del Giudizio universale, della resurrezione e
della vita del mondo che verrà; è uno sforzo accanito per sfuggire ai
tormenti eterni e un richiamo incessante alla misericordia del Signore; la
preghiera significa camminare in presenza di Dio ed è l'annientamento sereno
di se stessi davanti al Creatore di ogni cosa, presente in ogni cosa. È
l'acqua viva dell'anima.
La preghiera significa ancora
portare nell'amore tutti gli uomini nel proprio cuore, è la discesa del
cielo nell'anima, la dimora della santa Trinità nell'anima, come sta
scritto: “Noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui” (Gv 14, 23).
(Tratto da La mia
vita in Cristo) |