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STAREC ISIDORO

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Fogliettini di preghiere che era solito distribuire padre Isidoro |
La benefica preghiera di Gesù composta dallo starec Isidoro, capace di arrecare non poca
consolazione spirituale a chiunque si metta a leggerla con giudizio.
A chiunque
capitasse in visita da padre Isidoro, il batjuska insegnava a pregare
secondo la preghiera di Gesù, composta da lui o, può anche darsi, rivelatagli
dall'alto. A tale preghiera (il curioso lettore avrà modo di leggerla poco
sotto) lo starec conferiva molta importanza, riguardo alla lotta
contro le cattive intenzioni, e la considerava piena di benefica forza. Per
qualche evidente motivo si può supporre che egli stesso l'abbia appresa nel
corso di una visione; ma sull'origine della preghiera non amava dilungarsi,
nonostante con molta insistenza consigliasse a tutti di recitarla.
Placare l'anima, raffrenare
l'irascibilità, la collera e l'ira, fugare le intenzioni peccaminose e le
fantasie passionali: ecco per quali necessità, più che per altre, può
rivelarsi d'aiuto questa preghiera sulle cinque piaghe del Salvatore e sulla
spada conficcata nell'anima della sua purissima Madre. Così diceva lo starec
e, a dimostrazione di ciò, talora citava il caso di quella volta che tale
preghiera scacciò via i demoni che si erano impossessati di una donna.
Lo starec era solito recitare questa preghiera con lo sguardo rivolto verso la teca delle
icone. La prima parte di essa la
recitava lentamente, come se fosse in attesa di qualcosa, e guardava inoltre la
santa Crocifissione. Mentre pronunciava la seconda parte, contemplava invece
l'icona della purissima Vergine
Questa parte veniva da lui
pronunciata con ritmo incalzante, con eccitazione e speranza gioiosa. E, una
volta recitata questa non lunga preghiera, lo starec persino nel suo
aspetto esteriore si trasfigurava. Era come se una luce irradiasse dai suoi
occhi, ed egli stesso diveniva tutto raggiante di quella gioia conviviale della
quale si può avere conoscenza solo dal Cantico dei Cantici, oppure dalle
nozze dell'Agnello descritte nell'Apocalisse di san Giovanni il Teologo.
L'azione benefica della preghiera era evidente innanzitutto proprio su di lui.
L'abba lo
sapeva. Per questo motivo, appunto, così spesso chiedeva anche agli altri di
curarsi con questa medicina.
"Ha composto da sé la
preghiera - raccontava un fratello -. Arriva da tizio e Caio, io mi stupisco
come non gli manchi il coraggio, e ovunque lui vada in visita con me, ecco che
ti rifila la sua preghiera e i suoi quadernini (ovvero i fogliettini dei
quali
si è già detto)".
appena si dipartì da questo mondo,
furono in molti ad accorgersi
tardivamente di non sapere la preghiera sulle cinque piaghe e se la
ritrascrissero per utilizzarla nelle loro preghiere; altri invece la impararono
a memoria. E molti possono testimoniare la grande forza benefica della preghiera
dello starec Isidoro, particolarmente efficace contro cattive intenzioni
e assurde fantasticherie. "La preghiera sulle cinque piaghe del Salvatore
è di una forza tale - afferma, per esperienza personale, un fratello dello skit
- che ad essa non possono opporre resistenza i démoni".
Ecco a te, o lettore (navigatore
sarebbe più giusto dire in questo contesto) che volgi i
tuoi pensieri a Dio, questo ultimo dono terrestre del nostro padre, il canuto starec
Isidoro.
"Preghiera
sulle cinque piaghe del Salvatore"
secondo
la quale lo starec Isidoro
ha insegnato a pregare ai suoi figli
spirituali.
Dov'è che ti duole?
Portando la mano alla fronte, di':
Portando la mano in basso sul
piede destro, di':
Portando
la mano sul piede sinistro, di':
Portando
la mano in alto sulla spalla destra, di':
Portando la mano
sinistra sulla spalla sinistra, di': Dio, trafitto anche alla mano sinistra a causa dei miei
peccati, nonché trapassato da una lancia nel costato, e dal costato stillante
sangue e acqua per l'espiazione e la salvezza delle nostre anime,
per intercessione della Madre di
Dio fammi rinsavire.
(volgendo il volto verso l'icona
della Madre di Dio, di': Anche a te la spada ha trapassato l'anima, e da molti
cuori sgorga una fonte di sincere lacrime di espiazione e ringraziamento per
tutta l'umanità.
Fogliettini di preghiere che era solito
distribuire
padre Isidoro
I
Preghiera composta da Gogol',
dedicata alla Madre di Dio; padre Isidoro amava leggere questa preghiera. Non si
trova inserita in Polnoe sobranie Socinenij N. V. Gogolja (Opere complete
di N.V.Gogol'), ma, stando alle parole di padre Isidoro venne pubblicata da
A.A.Tret'jakov sul nr. 8 della rivista Russkij Archiv (Archivio
Russo) nel 1899 e da K. sul nr. 65 della rivista Moskovskie Vedomosti (Notiziario
di Mosca) nel 1909. Lo stesso padre Isidoro ne venne a conoscenza tramite il
fratello che prestava servizio come cameriere presso i conti A.P. e A.G.Tolstoj
(Mosca, Nikitskij bul'var, oggi casa Katkov), dove Gogol' passò gli ultimi anni
e morì.
Nessuno, invero, accorrendo a te, da te si diparte coperto
d'infamia, purissima Vergine Madre di Dio, ma chiede
sommo bene e accetta il dono alla sua supplica efficace.
A te, o santissima Madre,
oso innalzare la mia voce,
irrorando
il volto di lacrime:
ascoltami in quest'ora d'afflizione,
accogli le mie ferventi suppliche,
libera il mio spirito dalle sventure e dal male,
riversa nel mio cuore commozione,
orientami sul cammino della salvezza.
E sarò estraneo alla mia volontà,
pronto a sopportare qualsiasi cosa in nome di Dio.
Proteggimi col tuo manto nell'amara sorte,
non permettere che io muoia nel dolore.
Rifugio per tutti gli infelici,
supplice intercedi per tutti noi!
Oh, proteggici, quando dovremo sentire
la terribile voce di Dio che emetterà
la sentenza finale,
quando l'eternità porrà fine al tempo,
la tromba angelica farà risorgere i morti,
e il libro della coscienza rivelerà
tutto il peso dei miei peccati.
Sei per i fedeli baluardo e roccaforte!
A te si rivolgono pregando con tutta l'anima:
salvami, o mia consolazione,
abbi misericordia di me!
Versetti delle "Lodi" in
tono quinto. Vengono cantati nello skit di Getsemani il 15 agosto, in
occasione della festa della Dormizione della santissima Madre di Dio. Padre
Isidoro era solito ripeterli spesso e invitava i suoi discepoli a cantarli sia
da soli che coralmente.
Benedetta Signora, illuminami con
la luce del tuo Figlio.
Il consesso degli angeli ha provato stupore
nel vedere te, discesa tra i
morti,
consegnata l'anima nelle mani di
Dio
e con Dio, o tutta santa,
Benedetta Signora,
illuminami con la luce del tuo Figlio.
Perché, predicatrici di Dio, stemperate
la gioia nelle lacrime? E' giunto un gemello (Tommaso detto Didimo),
persuaso dall'alto, che ha chiamato a sé gli apostoli:
Guardate le bende e capirete che
la Vergine è risorta dalla tomba.
Benedetta Signora, illuminami con
la luce del tuo Figlio.
Il discepolo che non ha creduto, o Signora,
alla resurrezione del tuo Figlio, assicura ora gli altri
della tua resurrezione, dicendo: "Il tempo dei lamenti è cessato,
non piangete,
annunciate
la resurrezione della Vergine".
Benedetta Signora, illuminami con
la luce del tuo Figlio.
O Vergine, ai discepoli
pneumatofori raccoltisi sulla tua tomba
e gementi è apparso
Tommaso e ha
detto: Perché pensate che
la Vivente sia tra i morti? E'
risorta, poiché è la genitrice di Dio.
Gloria al Padre e al Figlio e allo
Spirito santo.
Adoriamo il
Padre e il Figlio e lo Spirito santo,la
santa Trinità, in un'unica sostanza,
E ora e sempre e nei secoli dei
secoli. Amen.
Avendo generato colui-che-dà-la-vita,
La forza della croce del Signore
è gloriosa. Essa risplende
ovunque;
si è manifestata in modo solenne
in cielo, agli inferi, in terra.
Il suo raggio si è
rivelato in cielo,
Satana è stato
sconfitto agli inferi;
per essa l'uomo si è
innalzato a Dio,
gli è stato conferito il potere sulla
morte.
Torrenti di forza benefica
ha riversato la croce sulla terra;
all'ombra del suo conforto
non c'è posto per il dolore.
Su di essa Cristo
crocefisso datore-di-vita
reca letizia nelle
sventure;
avendo egli stesso
patito grandi sofferenze,
accoglie sotto la sua
protezione i sofferenti.
Dalla croce discende l'aiuto
a operare del bene efficace;
grazie alla sua forza in noi
viene custodita la capacità di
amare il prossimo.
Con la croce vinciamo le
passioni
e operiamo la pace nella
nostra anima;
respingiamo qualsiasi
tentazione
e perseveriamo sulla via
retta.
Tramite essa non solo salviamo
l'anima per la vita eterna e
santa,
ma difendiamo anche il corpo
dalle sventure della vita di
questo mondo.
Per mezzo della croce sciogliamo
le reti
che ci ha teso ovunque il nemico;
umiliamo la sua arroganza
e volgiamo i nostri propositi
Va', fratello, con la forza della
croce,
invocala con zelo;
e nella vita, radiosa o afflitta
che sia,
fatti da essa ispirare.
Chi cammina sempre unito alla
forza della croce
e ad essa accorre con fiducia,
costui sarà presto innalzato alla
santità
e maturerà nella propria purezza.
Costui non teme l'ombra della
morte
e vive di vita eterna;
la sua anima è protesa verso il
Signore,
e fiorisce con l'amore verso di
lui.
Noi tutti ameremo la croce del
Signore,
ad essa con speranza ci
stringeremo;
saremo sempre da essa salvati,
in essa troveremo la nostra
beatitudine.
Padri e madri, portate
i figli ai piedi della croce!
Ripetete
il più spesso possibile
che la croce è un grande dono di
Cristo!
e che in essa è racchiusa la
somma bontà,
che i misteri della redenzione
soprannaturale
non potremmo vedere senza di essa.
Da voi innanzitutto essi
impareranno
come adorare la croce del Signore,
e poi da soli vorranno
gloriarla nei secoli.
Essi bacino ogni giorno
la croce vivificante di
Cristo
e comprendano con cuore
soave
come essa sia sempre
pronta a salvare.
per il bene di tutta la terra
russa
e attirino la grazia di Dio su di
sé
e i membri di tutta la famiglia.
Allora le giovani loro
anime
si fortificheranno negli
affanni della vita;
le insidie del male non
recheranno loro danno,
avranno successo nelle
loro occupazioni.
E grazie alla forza della croce
prospererà
tutto il nostro popolo ortodosso
e con questa straordinaria somma
bontà
diventerà glorioso di generazione
in generazione.
E lo stesso Signore lo amerà,
lo chiamerà suo popolo
eletto
e attraverso di lui
risveglierà il mondo intero
e inviterà ad
accostarsi alla forza della croce.
IV
Al Signore Gesù, invocazione negli affanni e nelle tentazioni per chi conduce vita monastica.
A te o Dio io chiamo,
non abbandonarmi tu che sei buono
a te protendo le mani
e sempre ti supplico.
Insegnami, o mio Signore,
come
formulare
Vedi, una
nube grande
ha oscurato il mio intelletto.
Dissipa la nebbia delle tentazioni
e illuminami il cammino che
conduce a te,
tu, resurrezione dei pensieri
caduti in perdizione,
invia, o mio Signore, la tua luce su di me.
Ho abbandonato padre e madre,
avevo una casa,
anche l'amore di fratelli
e sorelle e tutto ciò
che ho visto nel mondo delle passioni.
Correndo, mi sono spinto lontano
fino al deserto,
e in
questi luoghi mi sono stabilito
per volgere il mio sguardo al
cielo con l'intelletto.
Confido nella salvezza che procede
da te, o Dio,
mio rifugio dalle tempeste,
affinché l'ansia della viltà
si allontani completamente da me.
Ma come verrò a cercarti, o mio Signore,
e dove ti troverò?
Oh! un compito arduo, grande
io,
peccatore, ho preso su di me.
Mi hanno detto di mettermi in
cammino con la croce,
di non camminare mai senza di
essa,
un cammino
disseminato di spine,
mi hanno fatto togliere di dosso
gli stivali.
Mi sono messo in cammino di mia
volontà,
e nonostante mi fosse difficile
procedere
e pensassi di aver già camminato
abbastanza,
non avevo percorso, invece, nemmeno una versta.
Camminando, mi sono martoriato i
piedi di ferite,
a forza di incespicare tra le
spine,
e strada facendo mi sono smarrito,
mi era difficile venire dietro a
te, mio Creatore.
Nel deserto ho lacerato le vesti,
lì sono caduto vittima dei briganti;
oh, mio Dio clemente e forte,
appari ora all'anima mia!
Tu vedi che sono spossato,
tu
vedi, o Dio,
non so più dove
andare...
la tua luce illumini il mio
cammino!
Io ti scorgerò, o mio Signore,
ti
scorgerò,
dimenticherò il mio grande
peregrinare,
e la mia anima si desterà.
Dimenticherò le sventure e gli
affanni
e tutte le dure sofferenze
che ho incontrato lungo il cammino
e che mi impedivano di andare
avanti.
Dimenticherò gli affanni e le
avversità
e tutte le pene da me sostenute
e sopportate per tutti gli anni
in cui, mio Signore, sono venuto
dietro a te.
Ancora lontano, o Salvatore,
ancora lontano devo andare!
Non ho percorso, o mio Redentore,
nemmeno
la metà del cammino che a te mi
conduce.
Tu hai detto: Il mio giogo è dolce
e il mio peso è lieve".
Io credo, mio Dio, e so
che la tua parola è verità.
Col tuo aiuto, o Dio,
tutto mi sarà
facile sul cammino,
sulla strada che mi resta ancora
da fare
io potrò, avanzare, o Signore.
Nonostante irrori di lacrime
il mio cammino per giungere a te,
o mio Creatore, credo, mio Dio, e
so
che sto andando per il giusto sentiero.
(tratto da PAVEL FLORENSKIJ, Il
sale della terra - vita dello starec Isidoro, ed. Qiqaion, a cui rimandiamo
vivamente per l'approfondimento)