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GLOSSARIO
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DELL'ESICASMO E DELLA
FILOCALIA

ACCIDIA:
AFFLIZIONE
SPIRITUALE:
AMORE:
carità. Il termine « carità », spesso usato, è per sottolineare il
carattere unico e soprannaturale di questo « amore » che è infuso nel cuore
dei credenti dallo Spirito santo (cfr. Rm 5, 5).
APOFATICA,
teologia: via teologica che procede per negazioni, rifiutando
progressivamente di riferire a Dio gli attributi presi dal mondo sensibile e
intelligibile, per avvicinarsi a Dio che è oltre ogni cosa creata ed ogni
conoscenza ad essa relativa - trascendendo qualsiasi conoscenza
e concetto. (Per un approfondimento del termine, cfr. V. Lossky, La Teologia
mistica della Chiesa d'Oriente, Bologna 1967, pp. 19 55.).
ASSALTO,
vedi STIMOLO.
CARNE:
indica - conformemente all'uso biblico - la natura umana decaduta e
peccatrice: in
CATAFATICA,
teologia:
COMPUNZIONE:
come esprime bene anche l'etimologia della parola italiana, significa l'essere
trafitti, punti. Si esprime così l'intima esperienza dell'anima che giunge alla
percezione della gravità del suo peccato in rapporto all'immensità dell'amore
divino e alla maestà di Dio. La compunzione è sperimentata come una trafittura
del cuore: pungendolo essa ne fa uscire il veleno del male, ne ammorbidisce la
durezza, infonde insieme al dolore del peccato un sentimento profondo di pace,
di sollievo di mite, umile, amante riconoscimento della nostra indegnità da un
lato e dell'indicibile amore divino dall'altro. Rispetto all'affizione
spirituale la compunzione è forse uno stato meno intenso, più pacato e misto a
dolcezza fin dal suo apparire iniziale, mentre l'afflizione spirituale è
più espressamente un vero lutto per la morte prodotta dal peccato.
CONCETTO in particolare per
Massimo Confessore, si tratta dell'immagine concettuale di una cosa evocata dall'intelletto mediante una
qualche partecipazione della fantasia. Il concetto si chiama « semplice »
quando è libero da passione; « composto » quando è combinato con una
passione. A volte si parla anche di « pensiero »semplice o composto.
CONCUPISCIBILE: una delle tre potenze dell'anima secondo la
filosofia greca:
CONFUTAZIONE: vedi
CONTRADDIZIONE.
CONOSCENZA spirituale o
SCIENZA: realizzazione propria dell'operazione dell'intelletto (distinta
da quella discorsiva della ragione) che illuminato dalla fede e per l'azione
della grazia nella misura della sua purificazione, penetra progressivamente sia
le ragioni delle cose che il mistero di Dio, ascendendo - per quanto è dato
all'uomo - i vari gradini della conoscenza spirituale (vedi anche DISCERNIMENTO)
sino a pervenire alla contemplazione e
CONTEMPLAZIONE:
ci sono due aspetti della contemplazione: la percezione e visione
dell'intelletto che penetra le ragioni delle cose create, ragioni contenute
nel Verbo, principio unitario del cosmo; e quello
molto sublime - che immerge l'intelletto nel mistero stesso di Dio (vedi
TEOLOGIA). In questo secondo caso l'intelletto è completamente afferrato
dall'oggetto spirituale che contempla al punto che tutte le cose esteriori
divengono assenti alla coscienza.
CONTRADDIZIONE: l'opposizione alle suggestioni
delle passioni o dei demoni.
CUORE:
considerato conformemente alla antropologia biblica è il centro dell'essere umano,
principio determinante delle scelte e dei desideri della persona. Include certo
anche i sentimenti e le emozioni, ma è molto di più e si potrebbe dire
che in esso si concentra tutto quello che S.Paolo chiama l' «uomo
interiore » (cfr. Rm. 7, 22 par.). E' considerato come l'organo
mediante il quale
la grazia penetra non solo l'anima ma anche tutte le membra del corpo Esso è
pure il centro della lotta secondo l' insegnamento evangelico. "Dal
cuore esco no cattivi pensieri omicidi, adulteri, prostituzioni, furti, false
testimonianze, bestemmie" (Mt 15,19).
CUSTODIA
del cuore, dell'intelletto: vedi SOBRIETA'.
ECONOMIA:
si intende sostanzialmente il complesso
ESICASTA: colui che pratica l'esichia.
ESTASI: l'uscita fuori di se stessi e di ogni
realtà creata, in Dio, in forza dell'amore (vedi pure
FILOSOFIA, FILOSOFARE:
la tradizione
GNOSTICO: chi ha il
IDIORITMIA:
sistema organizzativo monastico diffuso in Oriente che prevede in comune il solo
Ufficio divino, mentre per il resto ogni monaco ha un ritmo di vita proprio e
provvede da sé al proprio mantenimento. Si parla, in un senso negativo, di
idioritmia per indicare l'autogestirsi, il vivere secondo la
INTELLETTO: è la suprema facoltà umana e organo della contemplazione; è quella parte dello spirito umano che - contrariamente alla ragione - non procede in modo discorsivo, ma percepisce intuitivamente e sinteticamente la verità divina, nell'illuminazione della grazia. Tramite l'intelletto, attraverso gradi successivi, l'uomo procede nella conoscenza spirituale fino agli stadi supremi della contemplazion
INTELLEZIONE:
indica l'operazione propria dell'intelletto nell'atto di afferrare le realtà
spirituali ad esso connaturali.
INTELLIGIBILE: vedi
SPIRITUALE.
IPOSTASI: nome
usato per indicare ciascuna delle tre divine « Persone ». Secondo la definizione
di Giovanni Damasceno, l'ipostasi « è la individualità della natura, non solo
natura, cioè, ma natura con proprietà » (Contra Jacobitas 52, PG 94,
1461 a).
IRASCIBILE: è una delle tre potenze dell'anima, conformemente alla filosofia greca. L'irascibile, o potenza irascibile, manifesta la sua operazione nella collera o ira, nello sdegno o comunque in sentimenti e impulsi particolarmente ardenti e violenti. Usato secondo natura, volge la sua forza contro i demoni o rende più ardente l'impeto dell'attrazione a Dio, ma, nella natura ferita dal peccato, è invece divenuto forza prevalentemente negativa, origine di ogni violenza (vedi anche CONCUPISCIBILE e RAZIONALE).
LIBERTÀ sbagliata, cattiva, eccessiva: vedi
FIDUCIA.
MEDITAZIONE: il senso del termine non corrisponde abitualmente al concetto moderno di meditazione. Esso indica prima di tutto una specie di frequente ripetizione, spesso ad alta voce o mezza voce, di brani o versetti biblici, oppure di una espressione di supplica, spesso ispirata alla Scrittura.
Un altro aspetto è
quello della meditazione detta « segreta », costituita dalla costante
ripetizione
MENTE: luogo e strumento dei processi discorsivi
della ragione, usato anche per indicare la ragione stessa: differenziata dall'intelletto
e ad esso inferiore. Vedere il termine RAGIONE.
NATURA,
secondo e contro n.: « secondo natura e « contro natura »
sono espressioni con le quali i padri indicano l'operare di una passione
conforme, oppure contrariamente a quella che era la sua destinazione originaria
nella natura umana così come era uscita dalle mani di Dio. Per es., l'ira è
quell'impulso di sdegno veemente che l'uomo deve volgere contro i demoni e il
male:
NEGATIVA, teologia:
OBLIO: è l'oblio dei grandi benefici di Dio, del suo
amore, dei suoi giudizi, ed è insieme l'oblio del nostro male e quindi del
nostro bisogno di essere salvati. Esso paralizza la vita dello spirito
eliminando la preghiera, il rendimento di grazie e la confessione e rende
l'anima sempre più opaca, inerte, incapace di cercare Dio. E' uno dei massimi
nemici della vita spirituale, nella misura in cui il ricordo è invece uno dei
più efficaci aiuti per progredire.
OPERAZIONE: operazione oppure energia è l'azione
propria di ciascuna natura. Il termine è usato anche per indicare l'azione
deificante di Dio, e anche l'atto, l'azione puntuale, in opposizione all'azione
abituale o abito.
PASSIONE: è passione quella tensione che l'anima
« patisce »nei confronti di quanto le si può presentare come bene o come male.
Alcuni padri tendono a vedere
PASSIONE PER DIO: vedi EROS.
PASSIONE PRE-CONCEPITA: abbiamo abitualmente tradotto con questa
perifrasi l'unica parola greca che si potrebbe anche rendere con «predisposizione
» o « passione preformata». Si tratta dello stato passionale determinato
nell'anima da una precedente « presa di possesso » che in seguito a ripetuti
atti di peccato una particolare passione ha ottenuto su di lei. Tale
passione, quand'anche sia ormai vinta nel suo frequente esplicitarsi negli atti,
lascia però l'anima malata, « predisposta » a cadere nei peccati in cui la
passione è solita attualizzarsi, soggetta almeno a essere turbata dal ricordo
di questi mali.
PENITENZA: vedi PENTIMENTO.
PENSIERO: ha abitualmente un senso negativo: si tratta dei "ragionamenti" che sorgono nel cuore e nell'intelletto per impulso delle passioni e per suggestione del demonio. Compito della custodia del cuore è appunto quella di impedire l'accesso ai pensieri. Vedi pure CONCETTO
PENTIMENTO: etimologicamente la parola greca significa " cambiamento di mente": si tratta cioè di qualcosa che non si risolve in un sentimento - seppure di vero dolore e compunzione - ma che fa cambiar rotta al pensiero dell'uomo, portandolo a conformarsi a quello di Dio, espresso nella parola e nella legge divina scritta nell'intimo. Un cambiamento di pensiero porta necessariamente a un mutamento dell'agire, a un comportamento che ritratti, in qualche modo, corregga e ripari la condotta e precedente, di cui ci si è pentiti: perciò è stato talvolta necessario tradurre quest'unica parola con l' italiano "penitenza" che aggiunge una sfumatura pratica ed esprime maggiormente il concretizzarsi esistenziale della conversione o pentimento.
PERCEZIONE: vedi SENS
PIENA CERTEZZA: coscienza
della grazia, sentimento di pienezza e di certezza, sicurezza non toccata da
dubbio dei dati della fede, nella cosciente percezione della loro presenza
attuale e operante nella vita, nel profondo del cuore. Quando non è dovuta a
inganno o illusione (ma in questo caso è mista a superbia, sicurezza di sé e
incapacità di sottomettersi al discernimento di alcuna guida)
essa
è indice della presenza dello Spirito santo, manifestazione della sua
operazione, certezza di sentire » e operare in lui.
PRATICA,
delle virtù, dei comandamenti: termine usato soprattutto da Evagrio che lo
media direttamente da Origene, che vede in Marta e Maria il simbolo della
pratica, appunto, e della contemplazione: intese però come inscindibilmente
unite, in quanto la pratica è attuazione dei comandi, delle virtù,
dell'ascesi tesa al conseguimento della conoscenza spirituale e della
contemplazione.
PREGHIERA DI GESÙ : l'invocazione del Signore Gesù
costantemente ripetuta con le labbra, con la mente e col cuore o - per dono
divino - col cuore soltanto, tenendo in esso l'intelletto silenziosamente
sprofondato. La formula più abituale è: «
Signore Gesù Cristo, Figlio di
Dio, abbi pietà di me ». Unita talvolta a qualche tecnica che aiuti la
concentrazione,
essa produce in realtà i suoi frutti in dipendenza dalla fede intensa e
massimamente attualizzata nel Signore Gesù.
PRINCIPIO FONDAMENTALE o DIRETTIVO: l'essere umano, dotato di molteplici facoltà non si risolve in esse, ma è unificato nel suo nucleo più profondo, dal quale procedono e sono ordinati a un fine unico tutti gli impulsi. E' questo il principio fondamentale o dirigente dell'anima. Questa nozione dell'antropologia classica (soprattutto dello stoicismo) è stata assunta dai padri. Lo si può già costatare in Origene che vede nel principio fondamentale il punto di aggancio fra l'uomo e il dono di Dio: « .. la parte dell'anima... che è la più preziosa di tutte, e che alcuni chiamano l'apice del cuore, altri senso spirituale, o sostanza intelligente, o che, in qualunque modo la si chiami, è in noi quella parte di noi stessi mediante la quale possiamo essere capaci di Dio »(cfr. trad. it. delle Omelie sull'Esodo, Città Nuova Ed., Roma 1981, om. IX, 4, p. 180). Il termine può anche essere reso con "suprema potenza dell'anima".
PROVA: vedi TENTAZIONE.
RAGIONE: è la facoltà intellettiva che opera mediante
processi logici di carattere
discorsivo, processi deduttivi e induttivi che partono da dati forniti dai sensi
o dalla rivelazione (contrariamente a quella che è invece l'operazione
intuitiva e sintetica dell'intelletto). Ma a questo termine nella filocalia viene
abitualmente preferito il termine mente.
RAZIONALE:
potenza
intellettiva dell'anima, conformemente alla filosofia greca (vedi:
RICORDO: la dottrina del ricordo di Dio risale a S. Basilio che ne parla ripetutamente
nelle sue Opere ascetiche, definendo come « proprio » del cristiano che
SCIENZA: v. CONOSCENZA spirituale.
SECOLO: in generale indica l'insieme delle età del mondo e il mondo stesso
in quanto racchiuso e definito dal tempo. Con l'aggiunta dell'aggettivo «futuro
» o simili, indica l'eternità, il secolo senza fine in contrapposizione a
quello finito.
Al plurale, indica
l'insieme indefinito dei tempi, delle ere storiche di cui Dio è il principio
e il Creatore e insieme Colui che ne conosce e definisce la fine. Con l'aggiunta
di "futuri" a, indica l'illimitata eternità dei secoli atemporali che
succederanno alla fine del secolo presente.
SENSO, intimo, del
cuore, ecc.: la stessa parola
greca significa sia percezione che « senso » (eventualmente con
aggettivi
specificanti) e anche, al plurale, sensi, «facoltà sensitive. Nei
primi due significati essa sta a indicare l'intima esperienza delle cose di Dio, il
cosciente sentimento della grazia operante:
è spesso abbinata alla piena certezza, al senso di pienezza. Tale nuova
sensibilità è resa possibile nel cristiano da quell'organismo nuovo che si
costituisce col battesimo e cresce con i sacramenti e la preghiera,
organismo dotato di sensi nuovi (stessa parola, al plurale), spirituali: « Come
vi sono diversi sensi, il gusto, la vista, così... anche nell'anima c'è sia
la facoltà di vedere e di contemplare, sia quella di gustare e di percepire la
qualità dei cibi intelligibili.. - Il Signore si gusta e si vede (ORIGENE, In Io.
XX 33, PG 14, 676 ab).
SINERGIA:
cooperazione. Però nella patristica greca è divenuto
termine tecnico per indicare la cooperazione di Dio e dell'uomo nell'opera
della salvezza: una cooperazione non tra eguali, s'intende, ma il
congiungersi dell'operazione salvifica di Dio con il sì dell'obbedienza di fede
dell'uomo.
SOBRIETÀ: è una specie di digiuno spirituale che consiste nel custodire l'intelletto, la mente e il cuore non alterati ed eccitati dalle passioni e dalle distrazioni, per permettere all'uomo di permanere nella preghiera (cfr. 1Pt 4,7). E’ l'atteggiamento proprio del cristiano che deve sempre « rimanere nel Cristo » (cfr. Gv. 15, 4 ecc.) con tutte le proprie facoltà, e costituisce da sé tutto il programma della vita monastica.
SPIRITUALE,
o INTELLIGIBILE: tutto ciò che attiene
all'intelletto inteso come suprema
facoltà spirituale dell'uomo e visto come il nucleo più profondo dell'anima:
per questo ci è parso di potere talvolta tradurre con « spirituale »,
anziché "intelligibile", dato che quest'ultima parola - sebbene più
esatta - ha in italiano una sfumatura prevalentemente intellettuale e astratta
che spesso risulta quasi deviante rispetto a questi discorsi.
STIMOLO: stimolo o assalto è l'impulso iniziale al male.
TEARCHICO; potremmo tradurre « divino »; ma
preferiamo lasciare in italiano la suggestione
delle due radici greche dalle quali la parola risulta composta, divino e
principio deificante.
TENTAZIONE: designa tutto il processo di un pensiero passionale o di
una suggestione diabolica, dal suo apparire come semplice stimolo, al suo
precisarsi
in pensiero accompagnato da immagini - stadio a cui quasi certamente un certo
consenso alla tentazione è già stato dato - fino al punto in cui l'uomo entra,
per così dire, in dialogo col pensiero (come Eva col serpente) e allora la
tentazione ha ormai raggiunto il suo scopo. Difficilmente l'uomo
TEOLOGIA: presso i padri greci
tale termine non indica l'esercizio di una attività discorsiva relativo alle
cose di Dio, ma piuttosto il grado superiore della scienza o conoscenza spirituale. E' una illuminazione che introduce alla conoscenza
della S.Trinità, allo stato di impassibilità
della preghiera perfetta, al
colloquio silenzioso con Dio. A questo stato, l'intelletto umano non perviene se
non per dono gratuito dello Spirito, oltre che per l'ascolto della Parola: solo
questa illuminazione abilita
a parlare delle cose di Dio. La liturgia greca in questo senso chiama teologo
il ladrone crocifisso con Gesù, perché sulla croce lo confessa Signore,
misteriosamente istruito dallo Spirito sulla gloriosa identità del Crocifisso.
XENITIA: si
potrebbe tradurre con « estraneità ». Indica - come l'esichia
- tanto un atteggiamento
interiore come uno stato esteriore. E' prima di tutto un atteggiamento interiore
di estraneità che mira a mantenerci stranieri e pellegrini (cfr. I PI. 2, 11) in cammino verso la Città celeste: poiché la nostra cittadinanza è nei cieli (Fu.
3, 20). In questo senso la xenitia si esprime quindi con l'umiltà, il rifiuto di
ogni curiosità, il non ingerirsi in ciò che non ci riguarda, il lasciare ogni
giudizio, il valutare ogni cosa in un continuo confronto con l'eternità,
l'incertezza del domani, l'ora ignota della morte.
(tratto da LA FILOCALIA, ed. Gribaudi, vol.4)