SILVANO DEL MONTE ATHOS

I PENSIERI PASSIONALI E L'ILLUSIONE SPIRITUALE
 

 


Abituati a stroncare immediatamente i pensieri malvagi. Se te ne dimentichi e non li respingi all'istante, fa' penitenza. Sforzati di fare di ciò un'abitudine. L'anima ha delle abitudini; e tu nella tua vita agirai secondo le abitudini da te assunte.

 

Quando l'anima impara l'amore del Signore, ha compassione di tutto il mondo, di ogni creatura di Dio; prega perché tutti gli uomini si pentano e ricevano la grazia dello Spirito santo.

 

Oh come sono debole! Ho scritto un po' e già sono affaticato e il corpo cerca il riposo. Anche il Signore, sulla terra, ha conosciuto nella Sua carne la debolezza umana. Anche Lui, il Misericordioso, era stanco dei viaggi e dormiva sulla barca durante la tempesta; e quando i discepoli Lo svegliarono, Egli ordinò al mare e ai venti di tacere, e ci fu bonaccia.

Così anche l'anima nostra, quando invochiamo il santo Nome del Signore, trova una grande pace.

Oh Signore, fa' che ti amiamo fino al nostro ultimo respiro!

 

Combatti contro i nemici mediante l'umiltà. Quando vedi che un altro spirito combatte contro il tuo spirito, umiliati, e la guerra cesserà.

 

Sii coraggioso. Ricorda che il Signore ti guarda, per giudicare se tu riponi in Lui la speranza.



  Ricorda e temi due pensieri: l'uno dice: « Sei un santo »; e l'altro: « Non ti salverai ». Tutti e due questi pensieri vengono dal Nemico, ed in essi non c'è verità. Tu invece pensa: « Io sono un grande peccatore, ma il Signore misericordiosamente ama molto gli uomini e perdonerà anche a me i miei peccati ».

Credi questo, e avverrà secondo la tua fede: il Signore ti perdonerà. Ma non fidarti di lottare con le tue forze, anche se sei un uomo spirituale.

Un asceta mi diceva: « Io otterrò sicuramente misericordia, perché mi prostro tante volte al giorno ». Ma quando giunse l'ora della morte, egli lacerò la camicia che indossava.

Così, non per i nostri sforzi spirituali, ma gratuitamente, per puro dono, il Signore ha pietà di noi ed è misericordioso.

Il  Signore vuole che l'anima sia umile, innocente, e che perdoni a tutti con amore; allora anche Dio la perdonerà con gioia. Il Signore ama tutti, e noi dobbiamo imitarlo, amando tutti, e se non ci riusciamo, allora dobbiamo chiedere a Lui aiuto, e il Signore non rifiuterà di assisterci con la sua grazia.

Quando ero ancora novizio, ho conosciuto l'amore di Dio, ed esso è indescrivibile. L'anima sente di essere con Dio e in Dio, e lo spirito si rallegra nel Signore, anche se il corpo viene meno sotto l'effetto della bontà divina. Ma questa grazia si può perdere, anche per un solo pensiero cattivo.

Tramite il pensiero malvagio entra in noi, in qualche modo, la potenza del Nemico, e allora l'anima si oscura e cattivi pensieri la tormentano. L'uomo percepisce quindi la sua rovina e comprende che senza la grazia di Dio egli, di per se stesso, è solo terra e cenere.

L'anima che ha conosciuto il Signore impara, grazie a una larga esperienza, che, se l'uomo vive secondo i comandamenti, sente la grazia, anche se poca, dentro di sé e prega con fiducia. Ma se pecca anche con un solo pensiero e non si pente, allora la grazia si offusca e l'anima si strugge e piange davanti a Dio. Infatti l'anima passa tutta la sua vita nella lotta contro questi pensieri. Tu, però, non scoraggiarti per questa lotta, perché il Signore ama chi combatte con coraggio.

I pensieri malvagi affaticano l'anima orgogliosa, e se questa non si umilia, non conoscerà mai tregua da essi. Quando i pensieri peccaminosi ti assediano, grida allora a Dio come fece Adamo: « Signore, mio Creatore, Tu vedi che l'anima mia è oppressa dai pensieri malvagi... Abbi pietà di me ». E quando tu stai davanti al volto del Signore, allora ricorda fermamente che Egli esaudirà tutte le tue richieste purché esse siano a te utili.

 

Sono venute le nuvole, il sole si è nascosto e si è fatto buio. Così per un pensiero orgoglioso l'anima è privata della grazia ed è sommersa dalle tenebre. Ma allo stesso modo, per un pensiero umile, la grazia ritorna. Io ho esperimentato ciò in me stesso.

 

Sappi che, se il tuo pensiero ha la tendenza ad osservare gli uomini per vedere come vive l'uno o l'altro, questo è un indizio d'orgoglio.

Bada a te stesso... Osservati e vedrai: appena l'anima si innalza di fronte al fratello, immediatamente segue qualche pensiero che non piace a Dio, ed allora è necessario che l'anima si umili.

Se poi essa non si umilia, giunge qualche piccola tentazione.

Se non si umilia ancora, comincia l'assalto dell'impurità.

Se ancora l'anima non si umilia, cade allora in qualche peccato leggero.

Se anche a questo punto non si umilia, verrà qualche peccato più grave.

E così essa peccherà finché non giunge ad umiliarsi. Ma appena si sarà umiliata, immediatamente il Signore misericordioso darà all'uomo pace e compunzione, e ogni male passerà e si allontaneranno tutti i pensieri malvagi. Dopo che si saranno allontanati, mantieniti nell'umiltà con tutte le tue forze, altrimenti ricadrai nel peccato.

Quando il Signore vede che l'anima non è ancora salda nell’umiltà, le toglie la grazia; ma tu non scoraggiarti per questo: la grazia è dentro di te, ma è nascosta.

Abituati a stroncare immediatamente i pensieri malvagi. Se te ne dimentichi e non li respingi all'istante, fa' penitenza. Sforzati di fare di ciò un'abitudine. L'anima ha delle abitudini; e tu nella tua vita agirai secondo le abitudini da te assunte.

 

L'uomo buono ha pensieri buoni, il cattivo li ha cattivi. Tutti però devono imparare a combattere contro i pensieri passionali e trasformare quelli cattivi in buoni. Questo è il segno di un'anima sperimentata.

Ti chiedi come possa avvenire questo?

Ecco: come l'uomo percepisce quando ha freddo e quando ha caldo, così anche colui chi ha conosciuto per esperienza lo Spirito santo, ascolta e sente quando nell'anima sua c'è la grazia e quando giungono spiriti malvagi.

Il Signore dà all'anima il discernimento perché essa riconosca la Sua venuta, Lo ami e faccia la Sua volontà. Così l'anima distingue i pensieri che provengono dal Nemico non dall'apparenza esteriore, ma dal loro effetto sull'anima stessa. Questa conoscenza si acquista con l'esperienza; ma chi non ha questa esperienza viene sedotto facilmente dai nemici.

 

I nemici sono caduti per orgoglio; cercano di conquistarci lodandoci. Se l'anima accoglie queste lodi, la grazia l'abbandona finché essa non si sarà umiliata. E in tal modo l'uomo impara, per tutta la sua vita, l'umiltà di Cristo. Finché non l'avrà imparata, i pensieri non lasceranno in pace l'anima sua, ed egli non potrà pregare con spirito puro.

 

Chi vuole pregare con spirito puro non deve interessarsi delle notizie dei giornali, né leggere libri che non riguardino la nostra vita spirituale, specialmente quelli che provocano il risveglio delle passioni, e non deve, per curiosità, cercar di sapere qualcosa della vita degli altri. Tutte queste cose portano alla mente pensieri estranei, e quando l'uomo si sforza di analizzarli, essi sempre più si aggrovigliano ed opprimono l'anima.

Senza l'umiltà di Cristo la mente non viene purificata e l'anima non trova mai riposo in Dio, ma è sempre agitata da svariati pen­sieri che le impediscono la contemplazione di Dio.

 

Quando l'anima impara l'amore del Signore, ha compassione di tutto il mondo, di ogni creatura di Dio; prega perché tutti gli uomini si pentano e ricevano la grazia dello Spirito santo. Ma se l'anima perde la grazia, l'amore l'abbandona, perché senza la grazia di Dio essa non può amare i nemici, e - come dice il Signore -nel cuore nasceranno allora cattivi pensieri (Mt 15, 19).

Oh come sono debole! Ho scritto un po' e già sono affaticato e il corpo cerca il riposo. Anche il Signore, sulla terra, ha conosciuto nella Sua carne la debolezza umana. Anche Lui, il Misericordioso, era stanco dei viaggi e dormiva sulla barca durante la tempesta; e quando i discepoli Lo svegliarono, Egli ordinò al mare e ai venti di tacere, e ci fu bonaccia.

Così anche l'anima nostra, quando invochiamo il santo Nome del Signore, trova una grande pace.

Oh Signore, fa' che ti amiamo fino al nostro ultimo respiro!

 

L'uomo cade nell'illusione spirituale o per inesperienza o per orgoglio.

Se è per inesperienza, il Signore guarisce presto chi è caduto in errore; invece se è per orgoglio, l'anima soffrirà a lungo, affinché impari l'umiltà e allora sarà guarita dal Signore.

Noi cadiamo nell'illusione quando pensiamo di essere più intelligenti e più esperti degli altri, anche del nostro padre spirituale. Così pensai io per inesperienza, e per questo soffrii, e ringrazio Dio dal profondo del cuore, perché in questo modo mi ha reso umile, mi ha avvertito e non mi ha tolto la sua misericordia. Ed ora io credo che senza la confessione al padre spirituale non è possibile liberarsi dall'illusione, perché al padre spirituale è stato dato da Dio il potere di legare e di sciogliere.

 

Se tu vedi una luce dentro od attorno a te, non fidartene se insieme ad essa non senti compunzione dinanzi a Dio e amore per il prossimo. Tuttavia non temerla, ma umIliati e quella luce scomparirà.

Se vedi una visione o un'immagine o un sogno, non fidartene, perché se viene da Dio, il Signore ti illuminerà in proposito. L'anima che non ha gustato lo Spirito santo non può giudicare da dove viene la visione. Il nemico dona all'anima una certa dolcezza mescolata alla vanità, e da ciò si riconosce che è un'illusione.

 

I Padri dicono che in una visione proveniente dal nemico l’anima avverte confusione e timore. Ma questo accade solo all'anima umile che si ritiene indegna di visioni, e sente turbamento e timore di fronte ad un'azione del nemico. Mentre l'uomo vanitoso non può sentire nè paura, né turbamento, perché desidera le visioni e se ne ritiene degno, e per questo viene facilmente ingannato dal nemico.

Le realtà celesti si conoscono per mezzo dello Spirito santo, le cose terrene per mezzo dell'intelligenza umana. E' in errore chi tenta di conoscere Dio con l'intelligenza umana, con la scienza, perché Dio si conosce solo per mezzo dello Spirito santo.

 

Se con la tua mente vedi dei demoni, umiliati e sforzati di non vederli, e recati al più presto dal tuo padre spirituale, al quale sei stato affidato. Digli tutto, e allora il Signore avrà misericordia di te, e sarai salvato dall'illusione. Ma se tu ritieni che sulla vita spirituale tu ne sai più del padre spirituale, e smetterai di dirgli ciò che ti accade, a causa di questa tua superbia inevitabilmente sarai assalito da una tentazione e questo avverrà perché tu impari.

 

Combatti contro i nemici mediante l'umiltà. Quando vedi che un altro spirito combatte contro il tuo spirito, umiliati, e la guerra cesserà.

Se ti accade di vedere dei demoni, non temere, ma umiliati, e i demoni spariranno. Ma se ti prende la paura, ne subirai del danno. Sii coraggioso. Ricorda che il Signore ti guarda, per giudicare se tu riponi in Lui la speranza.

Ma, perché abbia pace dai demoni, l'anima deve umiliarsi e dire: « Io sono peggiore di tutti, sono più disgraziato di qualsiasi animale e belva ».

 

Come gli uomini entrano in casa e ne escono, così i pensieri che provengono dai demoni possono entrare ed andarsene, se noi non li accogliamo.

Se il pensiero ti suggerisce: « Ruba », e tu lo assecondi, per questo stesso fatto tu dai al demonio potere su di te. Se il pensiero ti dice: « Mangia molto, fino alla sazietà », e tu mangi molto, anche allora il demonio ha preso potere su di te. E così, se il pensiero di ciascuna passione riesce a dominarti, diventerai un ricettacolo di demoni. Ma se intraprenderai la penitenza conveniente, allora quelli cominceranno a tremare e saranno costretti a fuggire.

 

Quando piangiamo i nostri peccati e umiliamo l'anima, non abbiamo visioni e l'anima non le desidera. Ma quando abbando­niamo le lacrime e l'umiltà, allora è possibile che ne veniamo sedotti.

Nella nostra lotta dobbiamo essere coraggiosi. Il Signore ha detto al profeta Geremia: « Levati e di' loro tutto ciò che io ti ordino; non temere la loro faccia e non sbigottirti al loro aspetto, perché con te ci sono io per liberarti, dice il Signore » (Ger 1, 17).

Il Signore ama l'anima coraggiosa e saggia, e se non abbiamo nè l'una nè l'altra virtù, allora dobbiamo chiederle a Dio ed obbe­dire ai Padri spirituali, perché in essi vive la grazia dello Spirito santo. Ugualmente l'uomo il cui spirito è stato danneggiato dall’attività dei demoni, deve obbedire in tutto al padre spirituale e non fidarsi di se stesso.

 

Le disgrazie spirituali vengono a noi dall'orgoglio; quelle fisiche sono permesse da Dio per il Suo amore verso noi, come accadde all'infelicissimo Giobbe.

Distinguere in se stessi la superbia e l'orgoglio è molto difficile. Ecco comunque alcuni sintomi: se hai assalti di demoni o ti tormentano cattivi pensieri, questo significa che non hai umiltà; e perciò, anche se non ti sei accorto del tuo orgoglio, umiliati.

Se sei impulsivo, o, come si dice, nervoso, questa è una vera disgrazia. Se uno soffre di accessi d'ira o di paura, queste malattie si curano col pentimento e lo spirito umile e con l'amore per il fratello e per i nostri nemici.

 

 

Tratto da ARCHIMANDRITA SOFRONIO, Silvano del Monte Athos, ed. Gribaudi, a cui rimandiamo vivamente per l'approfondimento.