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ISAIA DI GAZA
ASCETIKON

REGOLAMENTO DEI NOVIZI
In primo luogo, abbiamo bisogno dell'umiltà in tutte le cose, di essere disposti, di fronte ad ogni parola che ascoltiamo e ad ogni opera, a dire: ' perdonami '; infatti, grazie all’umiltà si distrugge tutto ciò che appartiene all'avversario.
Non ti esaltare in nessuna azione, per non essere afflitto dai tuoi pensieri.
Che il tuo volto appaia serio, ma dolce davanti ai fratelli, perché il timore di Dio sia in te.
Se cammini con i fratelli, scostati un poco per stare in silenzio. Non guardare intorno, ma medita o prega Dio nel tuo cuore.
Nel posto in cui arrivi, non comportarti con familiarità, ma sii riservato in tutto. Stendi la mano davanti a ciò che ti presentano da mangiare. Poiché sei giovane, non osare tendere la mano per mettere qualcosa nella bocca di altri.
Quando vai a dormire, non metterti sotto le coperte con un altro, ma prega molto nel tuo cuore prima di addormentarti.
Se ti sei stancato per il viaggio e vuoi che ti massaggino con un po' d'olio, fatti massaggiare solo i piedi, avendo vergogna di scoprirli; che il tuo corpo, però, non sia massaggiato da nessuno, salvo in caso di necessità o malattia.
Quando sei nella tua cella e un fratello viene ad aiutarti, fai con lui lo stesso, massaggiagli i piedi e digli: ' per favore; prendi un pò d'olio e versalo su di te '. Se non ti dà una mano, non molestarlo; ma se si tratta di un anziano, insisti per ungerlo completamente.
Quando sei seduto a tavola con i fratelli, non dire: “buon appetito”, ma ricordati dei tuoi peccati per non mangiare con concupiscenza. Prendi solo il tuo cibo, e se c'è qualcosa davanti all'altro, non prenderlo.
I tuoi abiti ti coprano i piedi e le tue ginocchia siano unite l'una all'altra.
Se ci sono estranei a tavola, dà loro ciò di cui hanno bisogno con amabilità, e quando hanno terminato di mangiare, dì loro due o tre volte: "per favore, prendete ancora qualcosa" Quando stai mangiando, non rivolgerti al tuo vicino, non guardarti intorno e non parlare di cose vane (Mt 12, 36). Non prendere il cibo senza prima dire: “Sia benedetto il Signore"
Quando bevi acqua, non fare rumori con la gola, come la gente del mondo.
Quando sei seduto con i fratelli, se devi sputare, non farlo davanti a loro: alzati e fallo fuori.
Non sgranchirti le membra quando altri ti vedono.
Se hai voglia di sbadigliare, non aprire la bocca, e il desiderio sparirà.
Quando fai un rumore sconveniente con la bocca, che nessuno lo ascolti.
Non aprire la bocca ridendo, poiché è segno che non hai timore.
Non desiderare niente del tuo prossimo - che si tratti della sua tunica, della sua cintura o del suo abito - e non esaudire il tuo desiderio facendoti qualcosa di simile.
Se ti fai un libro, non abbellirlo, poiché sarebbe per te una passione.
Se commetti una mancanza in qualcosa, non mentire per vergogna, ma fai penitenza, dicendo: “Perdonatemi" e tutto passerà.
Se qualcuno ti parla con durezza, non si adiri il tuo cuore contro di lui, ma aiutati con una penitenza a non mormorare; in caso contrario, la collera ricadrà subito su dite.
Se sei stato calunniato, non ti arrabbiare, fa penitenza e dì: "perdonatemi; non lo farò più". Tutto questo, infatti, è motivo di crescita per la gioventù.
Se fai un lavoro manuale, non essere negligente, fallo nel timore di Dio, per non peccare dì ignoranza. Quando impari un lavoro manuale, parla al tuo insegnante e non avere difficoltà a dirgli: "dimmi; per favore, se va bene o no".
Se un fratello ti chiama quando stai lavorando, va a vedere cosa vuole e fa ciò che desidera, abbandonando il tuo lavoro.
Quando finisci di mangiare, va' nella tua cella e compi i tuoi doveri, non fermarti a parlare di cose inutili per te.
Se gli Anziani stanno parlando della Parola di Dio, dì loro: 'posso restare con voi o debbo tornare nella mia cella?'; e fa' ciò che ti diranno.
Se il tuo abba, per un qualche motivo, ti manda fuori, digli: 'Dove vuoi che vada, di cosa hai bisogno?'; e fa ciò che ti dice di fare senza aggiungere nè togliere nulla (Dt 13,1). Se, quando sei fuori, ascolti qualcosa, dimenticalo, e, rientrando, non dirlo a nessuno; se custodisci i tuoi occhi, la tua lingua non peccherà. Se desideri qualcosa e colui col quale vivi non lo desidera, annulla la tua volontà per lui, per non discutere e non affliggerlo.
Se vai a vivere con un fratello come ospite, non dargli ordini, e non voler essere il capo. Se abiti con i fratelli, non desiderare di uguagliarti ad essi nelle loro parole. Se ti comandano di fare qualcosa che tu non vuoi fare, lotta con te stesso per farlo, per non affliggerli.
Se vivi con un fratello e ti dice: "cucinami qualcosa"; rispondigli: "cosa vuoi che faccia?"; se ti lascia scegliere e dice: "fa' ciò che vuoi”, cucina ciò che trovi con timore di Dio. ù
Se vivete insieme e c'è un lavoro poco importante da fare, fallo pure e non risparmiarti.
Ogni mattina, alzandoti, prima di iniziare il tuo lavoro, recita le preghiere. Se c'è qualcosa da mettere in ordine, un canestro, un vaso o qualunque altra cosa, fallo con zelo e senza negligenza. Se c'è una ricompensa, il tuo fratello lo faccia con te. Se c'è un piccolo lavoro ed uno dice al suo compagno: fratello mio, fa' qualche altra cosa, questo lo farò solo io; ascoltalo: chi ascolta è superiore (cf Mt 23, 11).
Se un fratello arriva a casa tua, salutalo con volto amabile e porta il suo bagaglio con gioia; quando se ne va, fa la stessa cosa. Salutalo in umiltà e timore di Dio, in modo da non rattristarlo; non chiedergli niente che non ti sia utile, ma fallo pregare e quando si sarà seduto, chiedigli: "come stai?"; finiscano qui le tue parole e dagli un libro perché lo legga. Se è stanco, fallo riposare e lavagli i piedi. Se parla con parole che non ti piacciono, esortalo con carità: "perdonami; ma sono debole e non posso sopportare questo". Se è debole e i suoi abiti sono sudici, lavali; se è un semplice e i suoi abiti sono sdruciti, mettiglieli a posto. Se è un girovago ed hai fedeli in casa, non lasciarlo entrare insieme ad essi, ma dagli qualcosa per misericordia e carità di Dio. Se un fratello di passaggio arriva a casa tua per riposare, non rifiutarlo, ricevilo con gioia insieme con i fedeli che stanno con te. Se è un mendicante, non mandarlo via a mani vuote, ma dagli la benedizione che Dio ti ha dato, sapendo che ciò che possiedi non è tuo: è un dono venuto da Dio.
Se un fratello ti lascia qualcosa, non aprirlo in sua assenza per sapere cos'è; se è qualcosa di prezioso, digli: "lo custodisco io".
Se ti rechi a casa di qualcuno e il tuo anfitrione ti lascia solo, non metterti ad esaminare gli oggetti che ci sono in casa, non aprire niente, nè finestre, nè casse o libri ma quando sta per uscire, digli: "dammi un lavoro da fare fino al tuo ritorno"; e ciò che ti darà da fare fallo senza negligenza.
Non lodare se non quello che hai davvero visto; ciò che hai ascoltato, non considerarlo come se lo avessi visto.
Non disprezzare nessuno per il suo atteggiamento.
Se ti alzi per andare ad orinare o ti siedi per soddisfare i tuoi bisogni, non essere negligente, sapendo che Dio ti vede (Eb 4,13).
Quando sei nella tua cella per recitare l'ufficio divino non essere sprezzante con la tua negligenza, non irritare Dio invece di onorarlo. Resta calmo nel timore di Dio, non appoggiarti alla parete, non riposare i tuoi piedi mettendoli l'uno sull'altro, come fanno gli sciocchi, e non lasciare che il tuo cuore vagabondi a suo piacimento, affinché Dio riceva i tuoi sacrifici (1Pt 2, 5).
Se salmodiate insieme, ognuno faccia le sue preghiere, ma se con voi c'è un estraneo, chiedetegli con carità di pregare, insistendo due o tre volte senza acredine.
Al momento dell'offerta, lotta contro i tuoi pensieri; i tuoi sensi si conservino nel timore di Dio, perché tu sia degno dei misteri e il Signore ti possa guarire.
Non permettere che il tuo corpo si avvilisca nell'abbondanza, così la vanagloria non ti conquisterà.
Che il giovane non si abbandoni alla svogliatezza e non indossi mai begli abiti, finché raggiunga l'età adulta; ciò è per lui un aiuto. Quanto al vino, si limiti a tre bicchieri in caso di necessità. Ridendo, non scopra mai i denti e con pudore abbassi il suo sguardo. Quando si prepara ad andare a dormire, stringa la sua cintura e si astenga dal mettere le mani sotto il vestito, poiché il corpo ha passioni che il cuore compiace (Mt 15,19).
Se qualcuno deve uscire, usi i sandali; finché rimane in cella, non se li metta ai piedi.
Quando cammini, poni le mani accanto al corpo, e non lasciarle libere come fa la gente del mondo.
Quando cammini con un superiore, non precederlo. Finché un superiore è in piedi o parla con qualcuno, fa' come lui e non sederti: resta in piedi, finché ti dica cosa devi fare.
Se ti rechi in una città, tieni lo sguardo basso, per non dover combattere contro di te nella tua cella. Non dormire in casa di qualcuno dove il tuo cuore possa peccare.
Se ti disponi a mangiare in un posto dove supponi che ci sia una donna, non restarci; è meglio per te dare un dispiacere a chi ti ha invitato che fornicare occultamente nel tuo cuore (Mt 5, 28).
Quanto agli abiti delle donne, se possibile, non guardarli.
Quando cammini, se una donna ti saluta, rispondile nel tuo cuore, restando con lo sguardo rivolto a terra.
Se cammini con un Anziano, non lasciare che porti il suo bagaglio; ma se incontrate due giovani, dateglielo perché lo portino per un po' e perché chi ha il bagaglio vi preceda.
Tratto da: ISAIA DI GAZA, ASCETIKON, ed. Chirico a cui si rimanda per l'approfondimento.