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MATTA
EL MESKIN
CONSIGLI PER LA PREGHIERA

Indice
CAP II: LA PREGHIERA, LEGGE SPIRITUALE
CAPITOLO III: ALLA PRESENZA DI DIO
CAPITOLO II
LA PREGHIERA, LEGGE SPIRITUALE
La preghiera è un irrevocabile regola della vita spirituale, avvolta in numerosi misteri. La sua importanza e serietà è tale che anche il solo trascurarla ti espone a prove e tribolazioni.
Al di là della scrupolosità e della perseveranza, nella preghiera si trova un dono, un dono preziosissimo, più prezioso di qualsiasi cosa di cui l'uomo possa aver bisogno o che gli possa capitare, più prezioso perfino di tutte le glorie del mondo. Questo dono è lo Spirito santo.
E’ questo il segreto nascosto dietro l’insistente invito di Gesù a pregare: il valore della preghiera consiste nell'acquisizione dello Spirito santo, senza il quale l'uomo non vale nulla
L'importanza di una legge spirituale
Le regole della vita spirituale
non sono come le leggi della fisica che governano la natura, né come le leggi
civili fissate da un'autorità per garantire la sicurezza e la giustizia; queste
leggi infatti sono generalmente "chiuse", cioè non aprono verso realtà al di
là dì loro stesse. Sono aride, puniscono ma non ricompensano: in realtà,
limitano la libertà dell'uomo.
Le regole della vita spirituale, invece, sono come i gradini di una scala: se tu
stai saldo su un gradino, questo ti mette in condizione di salire su quello
successivo. L'ascesa è infinita, perché la vita spirituale non conosce limiti:
le leggi spirituali non sono chiuse su se stesse. Non devi quindi confondere le
leggi fisiche con quelle spirituali né di conseguenza temere per le leggi
spirituali sulla falsariga dell'ansia che provoca in te l'esperienza che hai
dell'accezione corrente del termine "legge".
Nell' ambito spirituale la legge è estremamente generosa: se tu la osservi, ne
trarrai un enorme beneficio. Se l'adempi fedelmente, ti metterà in grado di
osservare una legge superiore con maggior generosità e libertà. Se tuttavia
rifiuti o trasgredisci la legge spirituale, non per questo cadi sotto la sua
vendetta, come ti avviene invece se non tieni conto della legge di gravità o se
trasgredisci una legge dello stato. La legge spirituale infatti è interamente
positiva, non contiene alcuna negatività, come Dio stesso; questo significa che
nella legge spirituale esiste un rapporto con Dio solo per coloro che lo
accettano e lo seguono. Perché chi segue Dio, cresce e diventa libero;
chi invece rigetta la legge spirituale, priva se stesso della crescita e della
libertà. Se vuoi una semplice immagine degli effetti della legge spirituale,
puoi trovarla nelle parole di Cristo: "Camminate mentre avete la luce, perché
non vi sorprendano le tenebre" (Gv 12,35). La legge spirituale è come una luce
nella quale trovi rifugio per poter camminare passo dopo passo sotto la sua
guida. Finché vi rimani aggrappato, vai avanti; ma se trascuri o ignori la
luce, questa non ti abbandonerà né si vendicherà, però tu sarai sopraffatto
dalle tenebre e non sarai più in grado di camminare.
Puoi trovare un'altra immagine viva della legge spirituale nelle parole del
Signore: "Questo è il mio comandamento, che vi amiate gli uni gli altri" (Gv
15,12). Se segui questa legge, cammini nella luce, per usare le parole
dell'apostolo Giovanni, cioè progredisci, cresci nell'amore. Ma verso che cosa
stai camminando? Fino a che punto devi crescere nell'amore? La risposta a
questi interrogativi è di importanza capitale. Infatti stai camminando verso
la sorgente stessa della luce, verso Cristo che è la luce del mondo, e devi
crescere nell'amore fino a giungere alla piena statura di Cristo che è perfetto
amore: ecco una magnifica espressione di una crescita senza fine.
Quello che hai imparato sulla legge dell'amore vale anche per la legge della
preghiera. Infatti le parole del Signore "sulla necessità di pregare
sempre, senza stancarsi" (Lc 18,1) - "Vegliate e pregate"
(Mt 26,41), "Quello che dico a voi lo dico a tutti: Vegliate" (Mc 13,37), "Vegliate
e pregate per non entrare in tentazione” (Mc 14,38) rivelano
l'importanza della preghiera nella vita spirituale e la presentano sotto
forma di legge. L'evangelo testimonia che Cristo stesso ha osservato questa
legge: "Se ne andò sulla montagna a pregare e passò tutta la notte in
orazione" (Lc 6,12), "Salì sul monte, solo, a pregare" (Mt
14,23).
Da queste insistenti esortazioni sull'importanza della preghiera ti è facile
renderti conto come essa nasconda in sé aspetti davvero essenziali per l'uomo e
non sia un semplice comandamento che possa essere trascurato o sostituito con
qualcosa d'altro o con un altro comandamento. Dalle ripetute esortazioni di
Cristo a pregare e dal suo stesso ricorso alla preghiera continua e incessante
- al punto di dedicarle l'intera notte - puoi dedurre che la preghiera è un
irrevocabile regola della vita spirituale, avvolta in numerosi misteri. La
sua importanza e serietà è tale che anche il solo trascurarla ti espone a prove
e tribolazioni.
La regola delle sette ore canoniche di preghiera fissata dalla chiesa trova il
proprio fondamento spirituale nel comandamento del Signore di "pregare
sempre, senza stancarsi". Così, per garantire che l'intera giornata (e
quindi ogni momento) venga riempita con la preghiera, la chiesa ha diviso le
dodici ore del giorno in sei parti e ha fissato per ognuna di esse una preghiera
adatta, composta dalla salmodia, da un brano della Scrittura e da un' orazione.
Inoltre è stata collocata una preghiera nel cuore della notte, suddivisa in tre
parti in modo da coprire l'intero arco della notte. In questo modo, mediante le
sette ore canoniche, si è reso possibile l'adempimento del precetto di Cristo
sulla preghiera continua. Questa recita ritmata del salterio costituisce una
norma di preghiera basata sul comandamento di Cristo che invita a usare il
tempo e regolare l'intera vita santificandola mediante la preghiera, inoltre
esprime la costante vigilanza del cuore nell'attesa degli ultimi giorni e della
venuta dello Sposo, come ci ha ricordato Cristo stesso: “Quello che dico a voi
lo dico a tutti: Vegliate!" (Mc 13,37) Così le sette ore terminano ogni giorno
con la preghiera nel cuore della notte a testimoniare la vigilanza
nell'attesa del ritorno di Cristo.
Ora, se sei cosciente che la vigilanza del cuore e la santificazione di ogni
momento della giornata costituiscono la base della disciplina nella preghiera,
puoi anche adattare queste norme al tuo ritmo di lavoro quotidiano, soprattutto
se le tue condizioni di lavoro non ti consentono quasi mai di osservare la
pratica dei sette momenti di preghiera quotidiani.
La vigilanza del cuore durante l'adempimento dei tuoi doveri quotidiani - di
qualunque tipo essi siano: a casa come a scuola, come in fabbrica, in campagna,
in negozio o in ufficio - sostituisce il rimanere in preghiera nel segreto della
camera: ti porta all'immediato adempimento della regola di preghiera in
obbedienza alla richiesta del Signore. La vigilanza del cuore - e cioè il
prestare, a più riprese durante la giornata, l’attenzione al Signore Gesù,
mantenendo viva conversazione segreta con lui, fatta di silenziose parole di
amore - non è assolutamente inferiore allo stare in preghiera in chiesa.
Per santificare la tua giornata ti bastano solo pochi minuti sette volte al
giorno, giusto il tempo ai recitare un salmo, l'orazione prevista e il versetto
dell'evangelo: per far questo ti è sufficiente ritirarti in un angolo
tranquillo, anzi a volte puoi rimanere anche sul posto di lavoro. Devi però
anche saper cogliere la possibilità di usare il tempo libero al mattino e alla
sera, cioè prima e dopo il lavoro, per recitare interamente e con calma
mattutino e compieta: testimonierai così la tua piena disponibilità a dedicare
il maggior tempo possibile a Dio.
Quanto alla preghiera nel cuore della notte, l'aiuto, la grazia e la forza
ottenuti praticandola sono sufficienti per compensare qualsiasi stanchezza o
fatica che ti immagini di dover patire nell'alzarti a quell'ora.
Se poi lavori fino a tardi nella notte, non puoi fare a meno di privare te
stesso della condivisione di alcuni minuti della notte con il Figlio della Luce,
rendendo gloria allo Sposo. Le vigilie notturne sono un simbolo dell'attesa e
dell'accoglienza dello Sposo (cf. Mt 25,1-13). La realtà che questo segno vuole
indicare è che nel momento presente l'accoglienza dello Sposo avviene in modo
parziale, in vista del giorno escatologico in cui giungeremo alla consumazione e
alla vittoria nell'incontro definitivo con il Signore.
Ora che la regola della preghiera è diventata un'autentica luce che ti guida
verso l'incontro con il Signore, puoi capire come la scrupolosa osservanza della
norma ti permetta di crescere più vicino a Dio; così, incontrando il Signore
ogni giorno, cresceranno l'amicizia, l'amore e l'intimità tra te e lui. Di
conseguenza la preghiera stessa avrà maggior fervore, insistenza e amore.
Cristo infatti ha chiesto che la preghiera sia fatta con insistenza e fiducia
e ha dato l'esempio della vedova che andava dal giudice della città e lo
importunava per ottenere giustizia contro l'avversario; e il giudice l'esaudì,
nonostante fosse iniquo, a motivo della sua insistenza; Gesù ha così richiamato
l'attenzione sull'importanza dell'insistenza nella preghiera: "E Dio non farà
giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui, e li farà a
lungo aspettare? Vi dico che farà loro giustizia prontamente" (Lc 18,7-8).
La preghiera come dono
Osservare la regola quotidiana della preghiera con
scrupolosità e insistenza e attenervisi con amore e perseveranza, non è
semplicemente un dovere che compi perché vi sei tenuto, quasi si trattasse di
dare a Dio una parte del tuo tempo e delle tue forze e nulla più. Se infatti il
ritmo di preghiera fosse solo un dovere, Cristo non ci avrebbe invitati a
pregare con così tanta insistenza.
Ma al di là della scrupolosità e della perseveranza nella preghiera si trova
un dono, un dono preziosissimo, più prezioso di qualsiasi cosa di cui l'uomo
possa aver bisogno o che gli possa capitare, più prezioso perfino di tutte le
glorie del mondo. Questo dono è lo Spirito santo, che Dio desidera
offrire all'uomo, non come ricompensa, ma in risposta alla preghiera e
all'insistenza nella supplica: “Quanto più il Padre vostro celeste darà
lo Spirito santo a coloro che glielo chiedono” (Lc 11,13).
Valuta bene l'importanza della preghiera e rifletti quanto sia opportuno che tu
ti dedichi a questa disciplina con scrupolosità e perseveranza: essa ti mette in
grado di ricevere lo Spirito santo.
Se solo sapessi che è lo
Spirito santo quello che infonde l'amore nel cuore, che insegna l'umiltà, che
fa dono della pace del cuore, che rinsalda la tua fede in Dio e la tua speranza
nella vita eterna, che illumina il tuo sguardo affinché tu possa discernere la
verità e la volontà di Dio, che infiamma il cuore con lo spirito della
preghiera, che ti incoraggia a restare vigilante con una forza e uno zelo che
sorpassano le possibilità della carne! Allora ti renderesti conto del frutto
prezioso che puoi raccogliere dalla preghiera. E’ questo il segreto nascosto
dietro l’insistente invito di Gesù a pregare: il valore della preghiera
consiste nell'acquisizione dello Spirito santo, senza il quale l'uomo non vale
nulla.
La preghiera quindi è la regola più importante nella vita spirituale,
è il segreto per una crescita spirituale feconda ed è il coronamento di ogni
sforzo nel cammino secondo Dio; attraverso la preghiera infatti l'uomo
acquisisce lo Spirito santo che porta a perfezione la crescita spirituale di
ciascuno.
CRISTO TI ATTENDE
Ogni volta che ti metti dinanzi
a Cristo per pregare con fervore nella supplica, la tua volontà incontra la sua
e ottiene misericordia. Attraverso la frequenza e la sincerità della preghiera
due volontà tendono ad avvicinarsi.
Solo nella preghiera Cristo può raggiungerti e manifestarti la sua volontà.
Cristo attende, desidera, la tua preghiera: “Ecco, sto alla porta e busso”
(Ap 3,20). Nell'evangelo egli ha rivelato l’importanza e la necessità della
preghiera, insistendo perché preghiamo sempre, incessantemente e senza stancarci
mai (cf. Lc 18,1). Questo perché è proprio nella preghiera che può
raggiungerti, rivelarti la sua volontà e darti la sua grazia.
Il peccato è odiato dal Padre e contrista il cuore di Cristo, perché è stato la
causa della croce delle sofferenze terribili che il Signore ha sopportato senza
nessuna pietà da parte degli uomini. Tuttavia, non appena il peccatore si
presenta dinanzi a Dio Padre tenendosi saldo alla croce e innalzando suppliche
nel nome del sangue di Cristo, il suo peccato gli è rimesso, la condanna
cessa di pesare su di lui ed egli non è più maledetto. Per questo è bene
portare la croce e baciarla spesso durante la preghiera.
Cristo si è sottoposto alla croce in vista della gioia che gli era posta innanzi
(cf. Eb 12,2), cioè la gioia di salvare gli uomini e di riconciliarli con il
Padre. E in vista di questa stessa gioia che egli continua a portare il peso dei
nostri peccati e che è sempre disposto a perdonarli, anche se si rinnovano più
volte al giorno, purché ogni volta noi ritorniamo a lui con cuore contrito. Le
sofferenze che egli ha sopportato fino alla morte mostrano chiaramente la sua
disponibilità illimitata a portare il peso dei nostri peccati, perché il suo
cuore conosce la debolezza della nostra natura, il venir meno della nostra
volontà e la grande miseria dell'uomo.
Perciò, durante la preghiera, presentati a Cristo nell'atteggiamento del
peccatore cosciente della propria miseria, a capo chino, battendoti il petto,
con la fronte coperta di polvere, ma nello stesso tempo con la certezza di
essere accolto e perdonato da Cristo, a motivo della sua grande compassione,
della predilezione che egli ha per i più deboli e della gioia che prova ogni
volta che ritorni a lui.
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TU QUANDO PREGHI...
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ALLA PRESENZA DI DIO
Tratto da Matta El Meskin, CONSIGLI PER LA PREGHIERA - ed. Qiqajon COMUNITA' DI BOSE, a cui rimandiamo vivamente per l'approfondimento.