Padre Pierre-Marie Delfieux eremita e fondatore delle

FRATERNITA' MONASTICHE DI GERUSALEMME

 


 


PREGHIERA



Prega.

Come Gesù pregava, prega anche tu.

Egli aveva orientato al Padre tutta la sua vita, facendone un'offerta continua, un ascolto, un inno interiore di adorazione, di amore, di azione di grazie e perenne intercessione per gli uomini. Mediante la preghiera era così uno con se stesso, talmente unito a Dio da poter dire di essere nel Padre e il Padre in lui. In questo senso egli è il monaco perfetto, quindi l'unico modello per te.

In modo palese, egli ha scelto luoghi e momenti privilegiati per rendere la sua preghiera ancora più intensa e manifesta: nel Tempio, sul monte, nel deserto, in solitudine, o semplicemente in un momento qualsiasi della giornata o per via.

Sia di giorno che di notte, solo o con i suoi discepoli, egli pregava.

In questo rapporto di amore incessante e attraverso questi tempi e luoghi privilegiati la sua vita filiale ha raggiunto la piena effusione e ha irradiato la luce della sua Santità. Chi vedeva lui, vedeva il Padre.

Tu dunque, fratello o sorella, che sei il figlio o la figlia dello stesso Padre, se vuoi sapere come, perché, dove e quando pregare, guarda Gesù e non stancarti di fare come Lui, perché Egli solo può insegnarti a pregare.

Chiamandoti alla vita monastica, Egli ti invita a consacrarti interamente a quest'opera essenziale, per la quale hai accettato di lasciare tutto. Divenendo monaco tu scegli di fare della tua vita una preghiera e della preghiera la tua vita.
Tutto lo scopo della vita del monaco e la perfezione del cuore consistono in una perseverante ed ininterrotta preghiera.

Il principale artefice della tua vocazione alla preghiera è lo Spirito Santo.

Anche se tu non sai che cosa sia conveniente domandare per pregare bene, lo Spirito Santo verrà in aiuto alla tua debolezza, intercederà per te e ti insegnerà a pregare secondo i disegni di Dio.

Credi che l'amore di Dio è stato riversato nel tuo cuore per mezzo dello Spirito Santo che ti è stato dato, e che perciò non sei più schiavo, ma figlio e quindi erede di tutte le promesse della gloria divina. Tu dunque, quando preghi, prega nello Spirito. Non spegnere mai in te lo Spirito Santo. Il Padre non può rifiutartelo, se glielo chiedi.

Nella preghiera tu incontri Dio, lo ascolti, gli parli, accogli il suo amore e gli rispondi.

Attraverso la preghiera giungerai a conoscere e a costruire te stesso, farai luce sul tuo cammino e fortificherai il tuo cuore.

Per mezzo della preghiera comprenderai e incontrerai gli uomini più intimamente e li potrai aiutare nel profondo del loro essere e così giungerai in questo mondo alla più grande efficacia.

Per il Signore, per il mondo e per te, veglia e prega senza sosta. Non c'è impegno più bello, affidato all'uomo, della contemplazione.

Scegliendo di pregare nel cuore delle città, vuoi  manifestare che la tua vita è nel cuore di Dio. Non  hai sposato il monachesimo urbano a titolo di solidarietà, di apostolato, e neppure di testimonianza, ma innanzitutto per contemplare Dio gratuitamente e incessantemente nella sua immagine più bella che è, prima ancora della solitudine, della montagna, del deserto o del Tempio, la città degli uomini, volti del Volto di Dio e riflessi dell'Icona del Cristo. 

Monaco o monaca di Gerusalemme, tu sei nel cuore della Città di Dio. Non hai scelto, tuttavia, di separare la preghiera dalla vita, bensì di unificarle; di portare la tua preghiera nella città e di accogliere la città nella tua preghiera; di vivere il legame fra azione e contemplazione, fra lavoro e contemplazione, fra strada e  contemplazione. Come hanno fatto Gesù, Maria, gli Apostoli e tanti monaci. Che il loro esempio sia sempre per te motivo di speranza e di sostegno.

Tu sai che la preghiera è difficile. È il luogo per eccellenza della gratuità, il campo dell'invisibile, spesso dell'insensibile, dell'incomprensibile, dell'ineffabile, dell'inatteso. Anche per te sarà duro amare un Dio di cui non hai mai visto il volto.

Così la tua preghiera sarà una lotta fino all'ultimo respiro. In questo senso Dio ha armato le tue mani per la battaglia e ha protetto il tuo capo per il giorno della lotta. Combatti dunque la buona battaglia della fede, cerca di raggiungere la vita eterna alla quale sei stato chiamato e in vista della quale hai fatto la tua bella professione monastica.

Non mettere la tua felicità e la tua delizia in ciò che puoi intendere o sentire di Dio nella preghiera, ma piuttosto in ciò che non puoi né capire né sentire... Dio è sempre nascosto, difficile a trovarsi. Continua a servirlo così nascosto nel segreto, nonostante che tu creda di trovarlo, di sentirlo, di capirlo. Quanto meno capirai tanto più ti avvicinerai a Lui.

La preghiera ti rivelerà che Egli è l'Assolutamente Altro e che tu rimani sempre al di qua. Essa ti dirà anche che Egli è più intimo a te di te stesso.

Dopo essere passato attraverso il crogiuolo e come attraverso il fuoco, procedendo dalla porta stretta dove non puoi portare nulla con te, entra nel profondo del tuo cuore, che contiene Colui che l'universo non può contenere.

Così, nella preghiera troverai pace, luce, gioia.

Essa sarà per te la sorgente del tuo amore e la forza della tua vita. Per illuminare la tua mente, prega.

Per discernere il tuo cammino, prega. Per unificare il tuo essere, prega.

Per far risplendere il tuo volto e rallegrare il tuo cuore, prega. Per incorporarti a  Cristo, prega: non sei più tu che vivi, è Cristo che vive in te. A poco a poco, sarai illuminato, lavato, purificato, costruito, rallegrato, vivificato. Eccoti deificato. Tu puoi entrare con tutta la tua pienezza in tutta la pienezza di Dio. Non ti resta che contemplare la sua Gloria.

Lungo il cammino di questa lotta e di questa Gloria, imparerai tutti i segreti della preghiera.   

   

Prega come un povero. Sei fragile, volubile, distratto, radicalmente incapace di raggiungere Dio e di accoglierlo. Tu sei un peccatore di fronte a Dio  tre volte Santo. Accetta la tua povertà, sapendo che Gesù ha benedetto la preghiera dell'umile pubblicano. La preghiera del povero sale fino all'orecchio di Dio.

 

Prega come un bambino. Carissimi, fin da ora siete figli di Dio. Se non diventerai come un bambino non entrerai nel suo Regno: non otterrai il cielo se non crederai con fede di fanciullo. Lascia dunque sgorgare in te il canto della bocca dei bimbi e dei lattanti. Figlio di Dio, guidato dallo Spirito di Dio, tu entrerai nella santa libertà dei figli di Dio.  


Prega nel nome di Gesù. Sii figlio nel Figlio e il Padre non potrà rifiutarti niente. Finora forse non hai chiesto nulla in suo nome? Chiedi e otterrai, perché la tua gioia sia piena. Qualunque cosa chiederai nel nome suo, Gesù la compirà: il Padre te la concederà. Tutto è possibile a chi crede e ancora chi ama, perché allora accoglie in sé l'Onnipotenza della Trinità. Se dunque ami e credi, con la tua preghiera nel nome di Gesù potrai tutto.

 

Prega nello Spirito Santo. Poiché ormai lo Spirito di Dio abita in te e hai ricevuto uno Spirito di figlio adottivo per mezzo del quale gridi: «Abba, Padre!», lascialo venire in te, nel vuoto della tua debolezza perché egli stesso interceda per te con gemiti ineffabili. Con la preghiera, renditi docile a Colui che ti rivelerà la verità tutta intera e ti colmerà dei suoi frutti. Poiché lo Spirito è la tua vita, sia lo Spirito stesso pregando in te, a farti agire.

 

Prega con fiducia. La tua preghiera ha più potere sul cuore di Dio di quanto tu non creda. La preghiera fervorosa del giusto è molto efficace. Cristo te lo ripete: tutto ciò che domanderai nella preghiera, credi di averlo già ottenuto e così ti sarà accordato.

Prega con perseveranza: Sii perseverante nella preghiera, forte nella prova, lieto nella speranza.

Essa ti renda sollecito nel rendere grazie e la tua perseveranza, anche se dovesse diventare importu­na, sarà esaudita: per la tua insistenza, Dio si alzerà e ti concederà tutto quello di cui hai bisogno.

 

Prega con coraggio poiché le difficoltà non ti mancheranno: dal diavolo, che, nemico accanito della tua preghiera, come leone ruggente, va in giro cercando chi divorare, fino alle numerose sollecitazioni che provengono dall'esterno e dalla tua innata pigrizia. Ricordati della promessa del profeta: «Coraggio, figli miei, gridate a Dio ed Egli vi libererà dall'oppressione e dal potere dei vostri nemici». Compiuto lo sforzo, troverai la pace.

Raddoppia la preghiera nei momenti importanti, nell'ora delle scelte, delle difficoltà, delle tentazioni, delle reciproche incomprensioni, come te ne ha dato l'esempio Gesù stesso.
Veglia e prega in ogni momento per avere la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere e di presentarti con fiducia davanti al Figlio dell'Uomo.

 

Prega con sobrietà e semplicità. La preghiera è un restare cuore a cuore con Dio e non ha bisogno  di grandi idee e di tante parole. Essa deve condurti a poco a poco al puro ascolto di Colui che ha parole  di Vita eterna.


Prega nel segreto. La sola cosa essenziale per te è il peso della presenza di Dio che la tua preghiera personale e solitaria farà crescere. Tu, quando preghi, ritirati nella cella, chiudi la porta dietro dite e prega nel segreto il Padre tuo che è li presente; e il  Padre tuo che vede nel segreto ti ricompenserà.

 

Prega con i tuoi fratelli, e le tue sorelle sapendo che dove due o tre sono riuniti nel suo nome, Gesù  è in mezzo a loro e lo Spirito accompagna in modo  particolare la preghiera fatta insieme. Quanto il Padre ama esaudire la preghiera in comune dei fratelli riuniti attorno al Figlio Unigenito!

riuniti attorno al Figlio Unigenito!             

Riassumendo, sforzati di pregare continuamente senza mai stancarti. Come il Salmista, poni il Signore davanti a te sempre, e come il saggio che medita incessantemente i comandamenti del Signore, sii sempre gioioso, prega senza sosta. In ogni situazione, rendi grazie. Questa è la volontà di Dio su di te, in Cristo Gesù.      

Il tuo dovere è venerare e onorare Colui che, come credi, è il Verbo di Dio e per mezzo di Lui il Padre; e non solo in certi momenti particolari come fanno alcuni, ma continuamente,  per tutta la vita e in tutti i modi..
La preghiera è un colloquio intimo con Dio e Dio presta continuamente l'orecchio a questa voce interiore... Sì il vero uomo spirituale prega durante tutta la sua esistenza,  perché pregare è per lui uno sforzo di unione con Dio perciò rifiuta tutto ciò che è inutile, in quanto è già arrivato a quello stato in cui ha già  ricevuto, in certa misura  la perfezione, che consiste nell’agire per amore. Tutta la sua vita è una sacra liturgia.

Quando tutto il tuo amore, tutto il tuo desiderio, tutto il tuo sforzo, tutta la tua ricerca, tutto il tuo pensiero, tutto ciò che vivi e di cui parli, tutto ciò che respiri non sarà che Dio, quando l’unità presente del Padre con il Figlio e del Figlio con il Padre sarà passata nella tua anima e nel tuo cuore, tu conoscerai allora la gioia incomparabile della preghiera continua e vivrai la vera vita.

Prega al mattino, con i tuoi fratelli, e le tue sorelle prima di andare al lavoro, con quelli che vi si recano, ripetendo: Precedo l'aurora e grido aiuto; Signore, spero nella tua parola.

Prega a mezzogiorno, nella pausa del lavoro, con quelli che stanno lavorando, all'ora sesta, quando Gesù offrì la sua vita per te e per la salvezza del mondo.

Prega a sera con quelli che rientrano dal lavoro, sul far della notte e all'inizio delle vigilie: tutto diventi un'Eucaristia.

La tua liturgia sia tale che, tre volte al giorno ti riporti con i tuoi fratelli nella chiesa, davanti a Dio. «Le finestre della camera di Daniele guardavano verso Gerusalemme e tre volte al giorno egli si metteva in ginocchio, pregando e lodando il Signore. Così faceva sempre».

Ogni settimana, il giovedì, in ricordo dell'agonia del Getsemani, quando nessuno riuscì a pregare  un'ora con Gesù, prega durante la notte, al centro  delle miserie e delle gioie della città dove Dio ti ha  posto come una sentinella che spia l'aurora; implorando anche tu per il tuo peccato e rendendo grazie a Dio per le sue meraviglie: alzati nel cuore della  notte per ringraziarlo dei suoi giusti giudizi. La Chiesa ci ha chiamati per essere queste vigili sentinelle in piedi sui bastioni della città. Tu, dunque, alzati nella notte, all'inizio delle vigilie, ed effondi il tuo cuore come acqua davanti al Signore tuo Dio.  

Ogni giorno, nel pomeriggio, apri il tuo cuore alla meditazione delle Scritture e nella gratuità della lectio divina lascia che lo Spirito stesso forgi in te un'anima di discepolo ed apriti alla gioia della sua Presenza divina secondo la promessa del Cristo: «Se qualcuno mi ama, verremo a lui e faremo dimora presso di lui». Che la tua cella diventi così un oratorio.

Il  segreto della tua felicità sta in questo: beato chi ama la legge del Signore e la va meditando giorno e notte.  

La preghiera farà così di te un liturgo. La tua vocazione di monaco cittadino è questa. Come canta il salmista, renderai grazie nella grande assemblea e loderai Dio in mezzo a un popolo numeroso. Non devi provarne né tristezza né vanità.

A questo Dio ti ha chiamato ed egli si compiace nel Suo popolo. Tu hai ricevuto una missione di lode e di intercessione. Ricordati che pregare nel tempio di Dio significa pregare in comunione con la Chiesa, nell'unità del Corpo del Cristo; ora, il Corpo di Cristo è composto di tutti i credenti, così chi prega nel tempio è esaudito, perché chi prega in comunione con la Chiesa prega in spirito e verità.

Ama la liturgia che la tua comunità ha scelto. Sii ivi presente con fedeltà e puntualità. Mostrati docile quanto attivo, sapendo che in tal modo servi la Chiesa e adempi ciò che piace a Dio. «Li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera; i loro olocausti e i loro sacrifici saliranno graditi sul mio altare, perché il mio tempio si chiamerà: Casa di preghiera per tutti i popoli».

Ama la chiesa dove si svolgono le liturgie e sii, in questo tempio santo, pieno di rispetto, di calma, di serenità, di raccoglimento, affinché, guardando a te e al tuo esempio, chi ti vede sia invitato alla preghiera e alla pace.

Indossando, per gli Uffici, la cocolla liturgica, ricordati che, battezzato in Cristo, ti sei veramente rivestito di Cristo e che tutto il tuo essere è divenuto un canto a lode della sua gloria. Indossa questo abito e dimora in esso alla duplice luce del Cristo che ti ricopre e dello Spirito che ti invade.

Sii così il Corpo del Cristo e il tempio dello Spirito a gloria del Padre.

Che l'Eucaristia sia, ogni giorno, culmine della tua preghiera continua, perché in questo modo tu raggiungi il grado supremo di unione con i tuoi fratelli, con i quali tu formi il Corpo di Cristo, essendone ciascuno membro secondo la parte che gli compete, e con Dio il quale, così, dimora in te, mentre tu dimori in lui.

 

Tratto da MONACI NELLE CITTA' - Libro di vita - ed Piemme